Analisi Juventus off the pitch: aumento di capitale, Financial Fair Play e Decreto Crescita

| 05/11/2019 14:28



di Andrea Bozza e Pierfilippo Capello, Osborneclarke

Il 24 ottobre 2019 l'assemblea straordinaria dei soci della Juventus Football Club S.p.A. ha approvato un aumento di 300 milioni di Euro del capitale sociale, da realizzare entro il 30 settembre 2020.

L'aumento di capitale è dedicato interamente al piano di sviluppo per gli esercizi dal 2019/2020 al 2023/2024, e ha come principali obiettivi il mantenimento della competitività sportiva, l'incremento dei ricavi operativi della società, l'aumento della visibilità del brand Juventus nei mercati internazionali e il consolidamento dell'equilibrio economico-finanziario, oltre al rafforzamento della struttura patrimoniale del club.

La Società intende quindi attuare un modello di sviluppo che affianchi al mantenimento di risultati sportivi di eccellenza il raggiungimento di specifici obiettivi di carattere economico e finanziario.
Sebbene a prima vista il valore dell'aumento di capitale, se riferito a una società di calcio, possa apparire ingente, bisogna considerare che ormai la Juventus compete a livello sportivo ed economico con i top team europei che, come è noto, possono contare su risorse e proventi anche superiori a quelli a disposizione della società bianconera.

Gli aumenti di capitale sociale, inoltre, non sono infrequenti tra i club di calcio: lunedì 28 ottobre 2019 la Roma ha deliberato l'aumento del capitale sociale per un importo massimo di 150 milioni di Euro, mentre l'Inter nel 2016, all'alba della proprietà Suning, ha effettuato un aumento di capitale per 140 milioni di Euro, al fine di tornare competitiva a livello europeo.

L'accesso allo strumento dell'aumento di capitale, inoltre, non riguarda esclusivamente club di prima fascia, tanto è vero che negli ultimi anni vi hanno fatto ricorso, tra gli altri, il Parma e il Cesena, per importi congrui con le diverse necessità delle due società.

Vale la pena ricordare che lo strumento dell'aumento di capitale, tanto per la Juventus quanto per le altre società, porterà ad una riduzione degli oneri finanziari e dei debiti, influendo positivamente sul raggiungimento del break even, il parametro più importante tra quelli delineati nelle regole del financial fair play.

La decisione del club bianconero non presenterà particolari problemi legati al financial fair play anche perché la società torinese nell'ultimo triennio – periodo temporale di riferimento del financial fair play - ha fatto registrare attivi per 89,3 milioni di Euro e un indebitamento netto nell'ultimo anno inferiore al totale dei ricavi. Inoltre, la partecipazione costante alla Champions League (2 finali negli ultimi 4 anni) unita ad un'ottima politica di player trading (vedasi tra le altre le plusvalenze generate dalle cessioni di Pogba, Cancelo e Kean) hanno permesso alla Juventus di mantenere un bilanciamento del rapporto costi/ricavi football-related congruo con i parametri UEFA.

Ancora, l'aumento di capitale si inserisce su una prospettiva di incremento dei ricavi commerciali che, nell'ultimo esercizio, sono cresciuti a 621,5 milioni di Euro, a fronte dei 504,7 milioni di Euro del periodo precedente. Gli stessi ricavi sono poi destinati ad aumentare in virtù dei nuovi accordi di sponsorizzazione recentemente sottoscritti con Adidas per 408 milioni di Euro bonus nel periodo 2019-2027 e con Jeep per 42 milioni di Euro l'anno fino alla stagione 2020/2021 (+25 milioni di Euro l'anno).

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