Borsa Italiana con ExtraMOT PRO3 apre ai minibond per le PMI

| 06/05/2020 14:11

di Angelo Paletta, Docente di management e Innovation manager

Oggi più che mai la possibilità per le PMI di emettere bond ordinari e, ancor di più, bond convertibili in capitale di rischio è strategica per la tenuta del "sistema Italia". Nonostante il coronavirus, da Borsa Italiana – London Stock Exchange Group giungono buone notizie per le PMI non quotate che hanno bisogno di finanziarsi con importi "small size" sui mercati finanziari. I dati di Piazza degli Affari registrano un progressivo aumento del numero di emissioni di minibond, specialmente di quelli di minori entità, in ragione del tessuto economico che caratterizza il "sistema Italia".

Va ricordato che dal 16 settembre 2019 Borsa Italiana si è aperta ancora di più alle PMI non quotate in Borsa dotandosi di un nuovo segmento di mercato denominato ExtraMOT PRO3. Qui le aziende possono finanziarsi con l'emissione di titoli di debito, specialmente con i minibond e con altri strumenti partecipativi.

In questo nuovo sistema multilaterale di negoziazione (MTF) vengono raggruppate tutte le imprese che sul mercato finanziario ottengono prestiti fino a 50 milioni di euro. Oltre questa soglia c'è il tradizionale ExtraMOT PRO, istituito a febbraio 2013 in attuazione dell'art. 32 del Decreto Sviluppo del 2012. Fu il Governo Monti che introdusse la possibilità per le PMI non quotate di accedere ai mercati finanziari regolamentati o nei MTF per il collocamento dei propri titoli di debito.

ExtraMOT PRO, infatti, è un segmento del mercato ExtraMOT che è stato riservato agli investitori qualificati, dove vengono negoziati i minibond, cambiali finanziarie, strumenti partecipativi e project bond sopra i 50 milioni di euro.

Per tanti investitori qualificati – come le compagnie assicurative e i fondi pensione – i minibond sono ancora percepiti come asset finanziari di un mercato molto illiquido. Ciò significa che i titoli obbligazionari sottoscritti vengono generalmente conservati nel cassetto fino alla scadenza. Tuttavia, l'impianto normativo e le agevolazioni fiscali vigenti uniti alle condizioni del mercato sono sempre più orientati nella stessa direzione delle policy degli asset manager.

Gli strumenti collocati suExtraMOT PRO da febbraio 2013 a febbraio 2020 e su ExtraMOT PRO3 dal 16 settembre 2019 a febbraio 2020 hanno registrato un valore nominale complessivo superiore ai 31 miliardi di euro e un numero di strumenti emessi pari a 415. Da notare sono le crescenti emissioni di obbligazioni con outstanding al di sotto dei 30 milioni di euro.

A febbraio 2020, sono stati emessi 298 minibond e 25 cambiali finanziarie per valori sotto i 30 milioni di euro. Se la media matematica di tutte le emissioni effettuate segna un controvalore di 73.461.855 euro, la moda statistica afferma che 5.000.000 è il valore più ricorrente tra tutte le emissioni.

Non solo. I tassi medi di interesse registrabili nella media matematica dal 2013 si attestano al 4,19%, mentre la media matematica calcolata negli ultimi 3 anni è più bassa e si ferma al 3,91%. Questo significa che i tassi di interesse registrati sul mercato finanziario sono diventati concorrenti rispetto ai Tassi Annui Effettivi Globali (TAEG) applicati dal sistema bancario. Quest'ultimo, però, è più gravoso per la richiesta di garanzie, mentre per i minibond restano ancora costose le procedure per l'emissione che sono necessarie per rendere più trasparenti le imprese ai potenziali investitori.

Un dato significativo è che aumentano le emissioni di minibond sotto 1 milione di euro, che andranno negoziate su ExtraMOT PRO3 dedicato ai bond di taglio fino a 50 milioni di euro.
Nel mese di febbraio 2020 risultano quotati 164 strumenti, a fronte di 117 emittenti. L'outstanding emesso a fine 2020 è stato di oltre 4,47 miliardi di Euro, mentre l'outstanding diExtraMOT PRO3 da settembre 2019 a febbraio 2020 è superiore a 89 milioni di euro. I contratti negoziati su ExtraMOT PRO dal 2013 sono stati 6.156, mentre su ExtraMOT-PRO3 assommano a 163.

Un altro elemento degno di rilievo è la diversa forma di rimborso dei titoli, che registrano la preponderanza dei bullet, tecnica finanziaria che rimborsa il capitale di debito in un'unica soluzione alla scadenza, mentre nei titoli amortising il capitale viene rimborsato progressivamente tramite un programma di ammortamento a cui si aggiunge il pagamento della quota di interessi periodica.

Come è noto l'economia italiana è caratterizzata da un sistema produttivo avente una dimensione aziendale scarsamente patrimonializzata, minore anche rispetto alla media comunitaria. Le aziende che vogliono competere nel mondo post-coronavirus è strategico che si avvicinino ai mercati finanziari scegliendo un percorso che è di sicuro impegnativo ma premiante in termini di valore e di crescita.

Per fronteggiare gli impatti del Covid-19 finora non sono state adottate politiche governative a favore delle imprese che si approvvigionano di liquidità sui mercati finanziari, sia con il debito, sia con il debito convertibile in equity, sia con l'equity. Ma è da Borsa Italiana che si può rilanciare velocemente l'economia nazionale. Borsa Italiana, gestore dei mercati finanziari italiani, è da considerarsi sempre di più un'infrastruttura critica ai sensi del Decreto Legislativo 11 aprile 2011 n. 61, norma che ha dato attuazione in Italia della Direttiva 2008/114/CE recante l'individuazione e la designazione delle infrastrutture critiche europee e la valutazione della necessità di migliorarne la protezione.

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