Rientro del capitale umano, incentivi fiscali e ruolo dell'AIRE

12/10/2018 10:27


A otto anni dall'introduzione della prima legge "Controesodo" è tempo di bilanci e di valutazione di nuovi provvedimenti e aggiornamenti da inserire nella proposta di legge per richiamare in Italia, grazie alla leva delle agevolazioni fiscali, i talenti che lavorano all'estero.
È quanto emerso alla conferenza "Cervelli, cuori e braccia" organizzato a Roma presso la Camera dei Deputati a Palazzo Montecitorio e a cui ha partecipato Alessandro Belluzzo, equity partner di Belluzzo International Partners e responsabile della sede di Londra, con intervento sugli aspetti giuridici e fiscali relativi ai cittadini che vorrebbero usufruire della normativa italiana per il rientro del capitale umano.
In questo contesto un'unica variabile gioca un ruolo fondamentale al fine di definire quale sia la normativa tributaria applicabile ai cittadini interessati ed è l'iscrizione all'AIRE (Anagrafe Italiani residenti all'estero), che oggi ha un totale di oltre 5 milioni di cittadini italiani registrati e residenti all'estero.
L'iscrizione all'AIRE è un preciso obbligo normativo, spesso non percepito dal cittadino, e da cui consegue la determinazione della residenza fiscale dell'individuo trasferitosi. Il mantenimento della residenza in Italia, quindi la mancata iscrizione AIRE, rappresenta per l'Amministrazione Finanziaria una presunzione assoluta di residenza nel territorio dello Stato con tutte le implicazioni del caso.
"L'Amministrazione Finanziaria – ha dichiarato Alessandro Belluzzo, equity partner di Belluzzo International Partners e responsabile della sede di Londra - ha confermato in più circolari la preclusione all'accesso alle agevolazioni fiscali per i soggetti che non posseggano il requisito dell'iscrizione all'AIRE impedendo quindi di fatto l'accesso alla normativa per l'attrazione del capitale umano, con evidente danno tanto per il contribuente quanto in ultima analisi per l'erario stesso."
Alessandro Belluzzo ha inoltre sottolineato che "affinché la situazione assuma finalmente chiarezza e le norme soprarichiamate acquistino piena applicazione, sia dunque necessario un messaggio forte e deciso da parte del legislatore italiano, da una parte conferendo la giusta portata alle Convenzioni internazionali contro le doppie imposizioni che l'Italia ha ratificato; dall'altra, e soprattutto, ridefinendo i contorni della normativa AIRE attraverso la previsione in primis di un regime sanzionatorio per chi non ottempera, ma anche la possibilità di sanare, entro i termini e i modi che il legislatore stesso riterrà più opportuni, l'iscrizione tardiva o la mancata iscrizione."
"Se davvero si vuole favorire l'economia e l'imprenditorialità italiana - ha concluso Alessandro Belluzzo - bisognerebbe rivedere e snellire il sistema a partire da un atteggiamento pragmatico ed anti-burocratico e quindi l'AIRE va sicuramente riformata, il sistema tributario emancipato da concetti civilistici recepiti tout court e gli incentivi per l'attrazione del capitale umano in Italia concessi con maggiore elasticità, visto che rappresentano una fonte di arricchimento morale e materiale per l'intero Paese."

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