BARETTA (MEF): GIU' L'IVA SULLE MASCHERINE. NO ALL'IMPOSTA PATRIMONIALE. CREDITO D'IMPOSTA NEGOZI ESTESO ANCHE AI CENTRI COMMERCIALI

07/04/2020 16:02


Le anticipazioni fornite dal sottosegretario all'Economia durante il V Tax Day di DLA Piper.
I professionisti dello studio presentano proposte di modifica al decreto Cura Italia
e una petizione al Parlamento per estendere gli incentivi fiscali sulle donazioni


Il governo "sta lavorando sulla riduzione dell'aliquota IVA sulle mascherine, attualmente pari al 22%". Apertura anche sull'estensione del credito di imposta previsto per i negozi anche ai casi di affitti di azienda e centri commerciali e alla detassazione integrale delle donazioni. Ad annunciarlo è Pier Paolo Baretta, sottosegretario all'Economia, intervenuto al Tax Day dello studio legale DLA Piper, appuntamento annuale sui temi della fiscalità, giunto alla V edizione e svoltosi in modalità webinar.

L'esecutivo valuterà anche l'estensione degli incentivi fiscali sulle donazioni da parte di aziende e privati, materia sulla quale i professionisti del dipartimento Tax di DLA Piper hanno lanciato una petizione al parlamento italiano ed europeo, volta a detassare integralmente – in sede di conversione del decreto Cura Italia – le donazioni di beni in natura in termini di non imponibilità IVA e di abbattimento della percentuale di detrazione per le donazioni di privati.

"Il nostro è un Paese ad alto debito", spiega Baretta, "e risolvere la crisi come Italia da sola sarebbe molto impegnativo. Penso che sia necessario spingere con l'Europa perché ci sia un cambio di passo, anche se ci sono stati di recente alcuni segnali positivi: la BCE sta attuando un intervento molto importante sulla liquidità, e la stessa decisione della Presidente della Commissione UE di finanziare una sorta di cassa integrazione europea è un buon segnale. Il vero nodo dell'Europa sono i singoli Stati, però il fatto che oggi l'Italia non sia sola ma sia nata un'alleanza con Spagna e Francia è un segnale che c'è una vera battaglia politica in corso. Io penso che noi dobbiamo insistere con l'Europa perché prenda decisioni che supportino gli Stati membri, ma allo stesso tempo dobbiamo trovare anche noi come Italia le formule più adatte per incentivare il rilancio."

"Per quanto riguarda la compensazione tra reciproci rapporti di debito-credito fra lo Stato e le imprese, penso che sia la soluzione migliore in questo momento, dando anche motivazione alle imprese, che si vedono alleggerite di una parte degli oneri del rapporto con lo Stato", continua Baretta, "Ritengo che questa situazione vada risolta al più presto, esattamente come è stato risolto il tema del Patto di stabilità con i Comuni. Parlando invece di imposta patrimoniale, io penso che non stia in piedi da un punto di vista pratico, e rischierebbe di creare una bolla dialettica senza neppure il beneficio di una efficacia pratica, date le dimensioni delle misure che stiamo implementando. Dobbiamo troviamo formule per favorire il passaggio del risparmio privato verso le imprese non in maniera coatta, ma incentivata, finalizzata a un orizzonte di rilancio".

Il tax day, moderato da Dario Donato di Mediaset, è stato aperto da Christian Montinari e Antonio Tomassini, partner di DLA Piper, che hanno descritto le proposte emendative al decreto Cura Italia già presentate al governo il 20 marzo scorso dal loro dipartimento tributario e la petizione per detassare integralmente le donazioni di aziende e privati che vogliono fornire il loro contributo concreto in denaro o in natura per superare l'emergenza. Montinari in particolare ha sottolineato che "non esiste una ricetta predefinita per la nostra economia ma tra gli ingredienti necessari ci devono senz'altro essere semplicità dei testi normativi, liquidità per le imprese ed una fiscalità comune e coordinata a livello europeo".

Tomassini ha puntualizzato "la necessità di studiare sin da subito dei meccanismi che facciano parlare l'iniezione di liquidità con l'economia reale per far sì che non si tratti di una iniezione su un paziente già moribondo. Occorre pensare al lavoro e ai consumi, prendendo spunto anche dai Paesi che si sono già mossi in questa direzione nel mondo, come dimostra una ricerca comparativa delle misure Covid-19 che presentiamo oggi".

Luigi Casero, viceministro all'economia nella passata legislatura e fondatore del "Laboratorio fiscale per l'Italia", ha aggiunto: "In questo momento lo stato deve intervenire tramite tutti gli strumenti disponibili, ma anche nella cosiddetta fase 2 saranno necessarie risorse importanti per sostenere il nostro sistema economico. Per recuperare le necessarie risorse è auspicabile che lo stato possa attingere da tre diverse fonti: 1) debito pubblico italiano; 2) debito pubblico europeo (Eurobond); 3) garanzia di ultima istanza dello stato sui risparmi degli italiani investiti nelle imprese nazionali, anche pensando ad una super ACE. In questo modo i cittadini potrebbero finanziarie le imprese con la consapevolezza che lo stato tutelerebbe i propri investimenti".

Casero ha ribadito che occorre un collegamento con l'economia reale, quindi occorre premiare chi mantiene o addirittura incrementa la forza lavoro, chi immette liquidità nelle imprese e occorre trovare degli stimoli per incentivare la ripresa dei consumi. Fondamentale poi, secondo l'ex viceministro, essere molto chiari e determinati su cosa chiedere all'Europa, l'Italia deve avere una sua posizione.

Al webinar è intervenuto anche Enrico Pazzali, Presidente della Fondazione Fiera Milano, attiva nella costruzione del nuovo ospedale realizzato in tempi record nel capoluogo meneghino. Pazzali ha annunciato l'accoglimento dei primi pazienti e raccontato il ruolo decisivo delle donazioni, per questo ha espresso il suo sostegno alla petizione relativa alla detassazione integrale delle donazioni.

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