Pubblicati per la prima volta i dati CbCR nelle nuove "Corporate Tax Statics" dell'OCSE

| 15/09/2020 15:47


di Daniele Ascoli, Partner EY, Tax & Law, e Serena Picariello, Studente LLM International Tax presso WU (Vienna)


L'8 luglio 2020, l'OCSE ha pubblicato la seconda edizione delle "Corporate Tax Statics", in cui vengono fornite le informazioni aggregate sulle attività fiscali ed economiche di quasi 4.000 gruppi multinazionali con sede in 26 Paesi e operanti in più di 100.

Le Corporate Tax Statics si pongono l'obiettivo di facilitare lo studio delle politiche fiscali e potenziare la qualità e la tipologia di dati disponibili per l'analisi di fenomeni di erosione della base fiscale e profit shifting (BEPS) come previsto dall'Action 11 del progetto BEPS.

In particolare, il report fornisce informazioni relative alle seguenti categorie: entrate fiscali delle società, aliquote di imposta sul reddito delle società, aliquote fiscali effettive delle società, dati aggregati e pubblicati in forma anonima relativi al CbCR, incentivi relativi all'innovazione e ai regimi per gli IP, norme sulle CFC e sui limiti alla deducibilità degli interessi.

Relativamente al CbCR, i dati sembrerebbero suggerire l'esistenza di disallineamenti tra il luogo in cui vengono dichiarati i profitti e il luogo in cui le attività economiche vengono svolte, inoltre nei Paesi degli investment hubs viene allocata una quota elevata dei profitti rispetto al numero dei dipendenti e alle attività materiali svolte nel territorio.

Si nota anche che i ricavi medi per dipendente tendono a essere più alti in Paesi con aliquote fiscali basse o pari a zero. Sebbene l'OCSE abbia evidenziato che il report presenta alcune limitazioni (ad esempio, non è possibile rilevare dei trend siccome i report 2016 sono gli unici al momento considerati e i dati sono relativi a poco meno dell'80% del totale dei CbCR), le nuove statistiche sembrerebbero confermare che le multinazionali attuano pratiche di BEPS.

Sulla base di tali risultati se da un lato si rafforza la necessità di continuare a contrastare a livello internazionale tali pratiche oltre ad affrontare le sfide fiscali derivanti dalla digitalizzazione, dall'altro va evidenziato che l'utilizzo appropriato del CbCR prevede che questo possa essere considerato solo per la valutazione preliminare del rischio nella determinazione dei prezzi di trasferimento (TP) o di altri rischi connessi a fenomeni di BEPS oltre che per lo svolgimento di analisi economiche e statistiche.

Tuttavia, alla luce della situazione economica globale e dell'attenzione dei Paesi al recupero di gettito fiscale, vi è il potenziale rischio che le amministrazioni fiscali possano essere influenzate da tali risultati. Infatti, sebbene le amministrazioni fiscali non possano effettuare rettifiche di TP sulla base esclusiva delle informazioni del CbCR, l'analisi dei dati contenuti nel CbCR potrebbe comunque essere utilizzata sia per far partire ulteriori indagini relativamente al TP sia durante gli ordinari controlli fiscali.

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