studi legali associati

ASLAWomen: gli obiettivi ed i progetti in corso

| 18 giugno 2014


Che cos'è ASLAWomen?
ASLAWomen è un gruppo di lavoro composto di avvocati (prevalentemente donne, ma anche un paio di coraggiosi uomini!) ed è sorto nell'ambito di ASLA -l'Associazione degli Studi Legali Associati che riunisce ad oggi quasi un centinaio tra i più prestigiosi studi legali associati italiani e internazionali dislocati su tutto il territorio nazionale- per sostenere e valorizzare le donne in ogni fase del loro percorso professionale all'interno degli studi legali associati.
Perché è nato questo gruppo?
Sebbene rappresentino oggi una componente numericamente importante negli studi legali associati, le donne continuano a essere poco presenti nelle posizioni di vertice (secondo i dati ASLA 2013, solo il 16,2% dei partners è donna). Agevolare una piena partecipazione delle donne alla vita dello studio legale non solo corrisponde alla giusta esigenza di valorizzazione della persona di talento, ma significa anche assicurare un contributo prezioso al contesto lavorativo. È noto che numerose ricerche svolte in ambiti aziendali hanno dimostrato che le organizzazioni con più donne in posizioni apicali sono più armoniche e conseguono migliori performance da un punto di vista economico-finanziario: non vi sono ragioni per ritenere che tali risultati non siano applicabili anche a realtà, organizzate e complesse, come gli studi legali associati.
ASLAWomen nasce da queste constatazioni e dalla volontà di fornire alle donne strumenti e conoscenze utili alla loro crescita professionale e agli studi legali membri un più moderno modello culturale che agevoli i tempi e i modi della conciliazione e superi stereotipi e pregiudizi, anche impliciti, connessi al genere.
In pochi mesi (ASLAWomen ha iniziato la sua attività su base più regolare solo all'inizio del 2014), il gruppo è diventato da luogo di progettazione anche occasione di condivisione di esperienze professionali e personali tra soggetti che, pur nelle diversità (di età, provenienza, genere), vivono tutti in un contesto lavorativo assai particolare, che non è un'azienda ma non è nemmeno lo studio legale tradizionalmente inteso. Come ogni gruppo di lavoro ASLA, anche ASLAWomen è sempre aperto all'ingresso di nuovi partecipanti, purché provenienti dagli studi legali aderenti ad ASLA: per parteciparvi è sufficiente inviare un'email alla segreteria esecutiva.
Quali sono gli obiettivi che vuole raggiungere?
ASLAWomen si occupa di conoscere e monitorare la condizione delle donne e il livello di politiche di diversity all'interno degli studi legali aderenti, con particolare attenzione alle discriminazioni di genere, alle politiche per la maternità e la genitorialità e per le pari opportunità di crescita e di carriera delle avvocate e del personale non legale degli studi. A questo scopo promuove iniziative per la raccolta di dati e la creazione di statistiche e ricerche, per la formazione e la divulgazione di informazioni sui temi di interesse, per il sostegno delle politiche di pari opportunità negli studi legali e nella società, anche attraverso progetti mirati a favorire avvocate particolarmente svantaggiate, come borse di studio o proposte di stage. ASLAWomen intende, inoltre, sostenere la leadership femminile negli studi legali associati per accrescere la rappresentanza di talenti femminili nelle posizioni di partnership.
Il gruppo dialoga con i Comitati Pari Opportunità istituiti presso gli Ordini degli Avvocati e con le principali associazioni che sostengono il talento femminile nel mondo del lavoro, certo che non vi siano mai inutili sovrapposizioni quando ci si pone quale obiettivo il miglioramento della condizione delle donne impegnate professionalmente.
Oltre a ciò, ASLAWomen partecipa attivamente ai più generali progetti di ASLA, rappresentando per ogni iniziativa il punto di vista femminile.
Che cos'è ASLA Women on board?
Tra i progetti già realizzati, merita una particolare menzione l'iniziativa "Women on Board", promossa dopo l'emanazione della Legge 12 luglio 2011 n. 120 e volta a individuare, tra le professioniste provenienti dagli studi legali aderenti ad ASLA, coloro che, per competenza ed esperienza, possano essere indicate per ricoprire, con pieno senso di responsabilità, la carica di consigliere di amministrazione o di sindaco nelle società quotate in mercati regolamentati e controllate dalle pubbliche amministrazioni.
Per poter essere incluse nella lista, le professioniste devono possedere il titolo di avvocato, la qualifica di socia o counsel di uno studio legale associato membro di ASLA, aver compiuto i 40 anni di età e aver maturato una significativa esperienza nella materia di cui si occupano. Di fatto, sono tutte donne che ad un approfondito sapere tecnico affiancano doti di leadership sviluppate nell'ambito degli studi di appartenenza, che si rivelano particolarmente preziosi nella gestione delle dinamiche consiliari.
I loro curricula sono consultabili sul sito www.womenonboard.it.
In qualità di responsabile del Gruppo di lavoro, quali iniziative vuole intraprendere per il 2014?
Nei primi mesi dell'anno ci siamo dedicati alla costituzione del gruppo di lavoro e alla creazione di prime relazioni con altri soggetti attivi sugli stessi temi.
Dopo l'importante raccolta di dati elaborata con riferimento alla situazione delle donne negli studi legali alla data del 31 dicembre 2013, ci stiamo ora concentrando nella messa a punto di un corso di formazione volto allo sviluppo delle potenzialità individuali, tagliato su misura sulle esigenze specifiche delle professioniste che vivono la nostra realtà professionale, e su iniziative che mirino a rafforzare il valore del network ASLAWomen. Il Gruppo intende dedicare le proprie risorse anche a donne provenienti da contesti meno fortunati, per le quali ci auguriamo di poter presto essere in grado di organizzare stages all'interno dei nostri studi.
Un altro importante obiettivo è quello di dare sempre maggiore visibilità alle donne presenti nella lista Women on Board (le c.d. "WoB"), che, oltre ad essere professioniste qualificate, possono anche rappresentare modelli di riferimento per le colleghe più giovani e per le studentesse. Le azioni di awareness devono, infatti, essere promosse anche tra le più giovani, già nell'ambito della formazione universitaria: prima si inizia a sensibilizzare su determinati temi, più efficaci sono i risultati a medio-lungo termine. Il miglioramento della condizione delle donne impegnate professionalmente è un vantaggio per la società nel suo complesso, che, attraverso illuminate politiche di diversity, può solo crescere.