La garanzia dello Stato sulla cartolarizzazione delle sofferenze ("GACS"): è legge il nuovo strumento per smaltire i crediti in sofferenza

| 19/05/2016 14:13


Avv. Francesco Dagnino e Avv. Aurora Agostini – Lexia Avvocati

Lo scorso 14 aprile 2016 è stata pubblicata in G.U. la legge 8 aprile 2016, n. 49 di conversione del decreto legge n. 18/2016 che prevede, tra le altre cose, il rilascio di una garanzia statale (la "GACS") sulle operazioni di cartolarizzazione dei crediti deteriorati.

Nelle intenzioni del legislatore , in accordo con la Commissione europea, il nuovo meccanismo di garanzia pubblica servirà per sbloccare il mercato dei crediti in sofferenza (i cd. non-performing loans o NPLs), facilitando il finanziamento delle operazioni di cessione delle sofferenze, senza che questo configuri un aiuto di Stato.

GACS
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Vediamo più in dettaglio in che cosa consiste la GACS e come funziona.

La GACS può essere concessa dal Ministero dell'Economia e delle finanze sulle passività emesse nell'ambito di operazioni di cartolarizzazione di cui all'art. 1 della Legge 130/1999, a condizione che gli assets sottostanti siano:

(i) crediti pecuniari classificati come sofferenze, ossia crediti la cui riscossione non è certa, poiché i soggetti debitori si trovano in stato di insolvenza, anche non accertato giudizialmente, o in situazioni sostanzialmente equiparabili;
(ii) oggetto di cessione da parte delle cd. "società cedenti", ossia banche e intermediari finanziari iscritti all'albo di cui all'art. 106 del TUB; rispetto al testo originario del Decreto, la legge di conversione ha ampliato l'ambito di applicazione della garanzia statale (inizialmente limitata alle sole banche), rendendo tale operazione appetibile aduna platea più ampia di soggetti.

Sono garantiti dalla GACS solamente quei titoli senior emessi nell'ambito di una procedura di cartolarizzazione così strutturata:
(i) le società cedenti devono cedere i crediti in sofferenza a una società veicolo per la cartolarizzazione (la "SPV"): il prezzo di cessione non può essere di importo superiore al valore contabile netto alla data della cessione;
(ii) a seguito dell'acquisto delle sofferenze, la SPV emetterà titoli asset-backed security ("ABS") di almeno due classi diverse, una senior e l'altra junior, caratterizzate da differenti priorità di pagamento:
• i titoli senior sono titoli meno rischiosi, emessi con interessi a tasso variabile che verranno pagati in priorità rispetto a tutti gli altri titoli emessi (in ogni caso, il pagamento degli interessi è effettuato in via posticipata a scadenza trimestrale, semestrale o annuale, in funzione del valore nominale residuo del titolo all'inizio del periodo di interessi di riferimento). Inoltre, i titoli senior devono essere dotati di un rating non inferiore all'investment grade (ad es., rating Standard&Poor's maggiore o uguale a BBB-);
• i titoli junior rappresentano la classe maggiormente subordinata, che potrà ricevere il rimborso del capitale, il pagamento degli interessi o altra forma di remunerazione solamente dopo il completo rimborso del capitale dei titoli delle altre classi.

La SPV potrà inoltre emettere una o più classi di titoli mezzanine, con remunerazione a tasso variabile e pagamento degli interessi successivo al pagamento degli interessi dei titoli senior, ma precedente al rimborso del capitale di questi ultimi.

Il soggetto incaricato della riscossione dei crediti ceduti deve essere diverso dalla società cedente e non può appartenere al suo stesso gruppo. I pagamenti dovranno seguire un ordine di priorità (art. 7). In particolare, il rimborso del capitale dei titoli senior (e di quelli mezzanine, se previsti) prima della data di scadenza è parametrato ai flussi di cassa derivanti dai recuperi e dagli incassi realizzati in relazione al portafoglio dei crediti ceduti, al netto di tutti i costi relativi all'attività di recupero e incasso dei crediti ceduti.

Solamente sui titoli senior così emessi, potrà essere concessa la GACS a garanzia dei pagamenti contrattualmente previsti per interessi e capitale. La garanzia viene concessa con decreto del Ministero dell'Economia e delle finanze, su istanza documentata della società cedente (art. 10), ed è incondizionata, irrevocabile e a prima richiesta.

Ai sensi dell'art. 8 del Decreto in commento, la garanzia dello Stato diviene efficace solo quando la società cedente abbia trasferito alla SPV a titolo oneroso almeno il cinquanta per cento più uno dei titoli junior e, se emessi, dei titoli mezzanine, che consenta l'eliminazione contabile (cd. derecognition) dei crediti oggetto di cartolarizzazione dalla contabilità della società cedente.
Per quanto riguarda l'escussione, il detentore del titolo senior può escutere la garanzia entro nove mesi dalla scadenza del titolo stesso, nel caso di mancato pagamento, anche parziale, delle somme dovute per capitale o interessi.

Ai fini dell'escussione, il detentore deve inviare alla SPV la richiesta per il pagamento dell'ammontare dell'importo scaduto e non pagato; decorsi trenta giorni, e comunque entro i sei mesi successivi alla data di ricevimento della lettera di richiesta alla SPV senza che quest'ultima abbia provveduto al pagamento, i detentori dei titoli senior possono richiedere l'intervento della garanzia di Stato.

Successivamente al ricevimento della richiesta di escussione della garanzia, il Ministero dell'Economia e delle finanze provvederà alla corresponsione dell'importo spettante ai detentori dei titoli senior, alle scadenze e per l'ammontare originariamente previsti dalla documentazione dell'operazione di cartolarizzazione, senza aggravio di interessi o spese.

Con il pagamento, il Ministero dell'economia e delle finanze è surrogato nei diritti dei detentori dei titoli senior e provvede al recupero della somma pagata, degli interessi anche utilizzando la procedura di riscossione mediante ruolo.

Per finanziare la GACS, il Ministero dell'Economia e delle finanze ha istituito un apposito fondo con una dotazione per l'anno 2016 di Euro 100 milioni, poi aumentata in sede di conversione del Decreto a 120 milioni; tale fondo sarà poi "ulteriormente alimentato con i corrispettivi annui delle garanzie concesse" (art. 12).

E' previsto, infatti, che le società che cartolarizzano e cedono crediti in sofferenza possano richiedere la garanzia a fronte del pagamento di una commissione periodica al Ministero dell'Economia e delle finanze, calcolata come percentuale annua sull'ammontare garantito (per ulteriori dettagli sulle modalità di calcolo del corrispettivo della garanzia si veda l'art. 9 del Decreto in commento). Il fatto che le garanzie siano prezzate a condizioni di mercato esclude che questo strumento costituisca un aiuto di Stato e, nelle previsioni, l'entrata generata dalle commissioni incassate dovrebbe superare i costi, senza generare alcun onere per il bilancio dello Stato.
Grazie a questo intervento normativo si è così completato il processo di valorizzazione della cartolarizzazione dei crediti, che si presenta oggi come migliore tecnica finanziaria, capace di gestire i crediti in difficoltà e di incentivarne l'assorbimento da parte del mercato, smobilizzandoli dai bilanci delle banche e degli intermediari finanziari italiani.