OSSERVATORIO riforma diritto fallimentare

RIFORMA CRISI D'IMPRESA, introdotta la nozione di Gruppo d'Imprese

18/12/2017 16:03

L'osservatorio è curato per Diritto24 dall'avvocato Leonardo Angelastri, Founder Studio Legale Angelastri

L'osservatorio - curato per Diritto24 dall'avvocato Leonado Angelastri - è dedicato all'esame della legge 19 ottobre 2017, n.155 con cui il Parlamento ha delegato il Governo a riformare le discipline della crisi d'impresa e dell'insolvenza. La scorsa settimana ci siamo occupati di stato di crisi e procedura di allerta



Fra le novità di rilievo introdotte dalla riforma della crisi d'Impresa vi è l'espresso riconoscimento effettuato dall'art. 3 della legge in esame, dell'istituto del Gruppo d'Imprese.


Prima del Decreto Legislativo in esame, la costante giurisprudenza di legittimità partendo dal presupposto dell'assenza di una norma positiva nell'ambito del diritto fallimentare dedicata al Gruppo d'Imprese, aveva negato l'ammissibilità del concordato preventivo di gruppo, affermando espressamente "Il concordato cd. di gruppo non è proponibile, innanzi al medesimo tribunale, in assenza di una disciplina positiva che si occupi di regolarne la competenza, le forme del ricorso, la nomina degli organi, nonché la formazione delle classi e delle masse, sicché, in base alla disciplina vigente, il concordato preventivo può essere proposto unicamente da ciascuna delle società appartenenti al gruppo davanti al tribunale territorialmente competente per ogni singola procedura, senza possibilità di confusione delle masse attive e passive, per essere, quindi, approvato da maggioranze calcolate con riferimento alle posizioni debitorie di ogni singola Imprese".


Il Decreto Legislativo in commento nell'indicare al Governo i criteri da rispettare nell'attuazione della delega legislativa, indica espressamente che la nozione di Gruppo d'Imprese da introdursi nella riforma della Crisi d'Impresa dovrà fare riferimento alle attuali disposizioni societarie presenti nel codice civile che disciplinano il predetto istituto ossia gli articoli 2497 e ss, 2545 septies e 2359.


Considerando che la nozione di Gruppo d'Imprese è plasmata sulla disciplina codicistica, il presupposto fondamentale affinché' anche nell'ambito della Crisi d'Impresa possa dirsi sussistente un Gruppo d'Imprese è, come affermato dalla dottrina , il «principio di effettività» ovvero l'effettiva attività di direzione e coordinamento di società, a prescindere dalla fonte del potere (partecipazione sociale, contratto, interlocking directorates ecc.), in forza del quale tale attività viene esercitata.


Il Decreto Legislativo in esame oltre a indicare i criteri da seguire per la definizione di Gruppo d'Imprese ha altresì previsto che il Governo nell'attuare la delega ricevuta dal Parlamento dovrà prevedere espressamente i seguenti elementi:


a) le imprese appartenenti al medesimo gruppo, in vista del loro assoggettamento a procedure concorsuali avranno l'obbligo di rendere noto espressamente la propria appartenenza al Gruppo. Le imprese appartenenti al gruppo dovranno effettuare una vera e propria disclosure.


b) Riconoscimento in capo all'autorità giudiziaria competente per la procedura concorsuale di poteri d'indagine presso la Consob, le autorità pubbliche e le società fiduciarie al fine di accertare l'esistenza di legami di gruppo.


c) Prevedere la possibilità, qualora siano più di una le imprese in crisi appartenenti al medesimo gruppo, di depositare un unico ricorso per accedere ad una delle procedure della Crisi d'Impresa quali: omologazione di un accordo unitario di ristrutturazione dei debiti, di ammissione al concordato preventivo o di liquidazione giudiziale.
Nel decreto legislativo in commento è espressamente statuito che in caso di deposito di un unico ricorso per più imprese appartenenti al medesimo gruppo e, quindi, l'apertura di un'unica procedura, le masse attive e passive delle singole imprese appartenenti al gruppo resteranno distinte.


d) Obblighi reciproci di informazione e di collaborazione tra gli organi di gestione delle
diverse procedure, nel caso in cui le imprese insolventi del gruppo siano soggette a separate procedure concorsuali, in Italia o all'estero.


e) Stabilire il principio di postergazione del rimborso dei crediti di società o di imprese
appartenenti allo stesso gruppo, in presenza dei presupposti di cui all'articolo 2467 del codice civile, fatte salve deroghe dirette a favorire l'erogazione di finanziamenti in funzione o in esecuzione di una procedura di concordato preventivo e di accordo di ristrutturazione dei debiti.


La disciplina della postergazione dei crediti infragruppo, richiama quanto già previsto dall'art. 2497-quinquies cod.civ, pertanto, la vera portata innovativa della novella legislativa e' la deroga alla postergazione dei finanziamenti infragruppo, secondo cui la richiamata postergazione non si attua qualora i finanziamenti erogandi da parte di una società del gruppo in favore della società in crisi siano funzionali all'attuazione di un concordato preventivo o di un accordo di ristrutturazione dei debiti.


Il secondo comma dell'art. 3 della legge in esame individua specifici principi e criteri direttivi per la gestione unitaria del concordato preventivo di gruppo. In particolare, il Governo dovrà:


a) prevedere un'unica autorità giudiziaria competente a gestire la procedura, un unico
commissario giudiziale e il deposito in un unico fondo per le spese di giustizia;


b) il piano unitario di risoluzione della crisi dovrà essere predisposto sulla base di criteri
definiti dal legislatore delegato, che potranno prevedere operazioni organizzative e
contrattuali intragruppo finalizzate alla continuità aziendale, garantendo tutela ai soci e
ai creditori di ciascuna singola Imprese del gruppo;


c)in attuazione del principio secondo cui dovranno mantenersi separate e autonome le
masse attive e passive delle singole imprese appartenenti al medesimo gruppo, la votazione della proposta di concordato da parte dei creditori delle imprese del gruppo sarà contestuale ma separate;


d)dovranno essere escluse dal voto le imprese del gruppo che vantino crediti verso le
atre imprese assoggettate alla procedura;


e)in caso di omologazione, dovranno infine essere disciplinati gli effetti dell'annullamento o della risoluzione della proposta unitaria omologata.

Il terzo comma della disposizione normativa in commento detta invece principi e criteri direttivi per la gestione unitaria del fallimento di gruppo, denominato con la novella legislativa liquidazione giudiziale di gruppo.


Anche per questa procedura si prevede


a) un solo giudice delegato e un solo curatore, ma si specifica che i comitati dei creditori restano distinti (uno per ciascuna Imprese del gruppo).


b) attribuire al curatore alcuni poteri da esercitare anche rispetto alle imprese del gruppo non insolventi.


La novella in commento introduce, anche se in ritardo, nella crisi d'Impresa il riconoscimento di un istituto sempre più diffuso nella governance aziendale quale il Gruppo d'Imprese. A riprova della necessità di introdurre la nozione di Gruppo nell'ambito della crisi d'Impresa, la giurisprudenza di legittimità nel sopperire alla lacuna normativa ha recentemente riconosciuto la legittimità del concordato di gruppo, sostenendo che all'atto della crisi d'Imprese, il riferimento al "gruppo" è legittimo in quelle (sole) dinamiche in cui una società (la capogruppo) esercita la propria attività d'Imprese dirigendo e coordinando le altre società del gruppo.

I PROSSIMI APPUNTAMENTI


Le modifiche Accordi di ristrutturazione dei debiti e piani attestati di risanamento
Le modifiche al concordato preventivo
Le modifiche alla procedura fallimentare (denominata liquidazione giudiziale) e i nuovi poteri del curatore
Le modifiche all'istituto dell'esdebitazione
Le modifiche all'istituto del sovraindebitamento
Le modifiche alla governance societaria