RIFORMA CRISI D'IMPRESA, modifiche alla procedura del Sovraindebitamento

08/01/2018 14:59

L'osservatorio è curato per Diritto24 dall'avvocato Leonardo Angelastri, Founder Studio Legale Angelastri

L'osservatorio - curato per Diritto24 dall'avvocato Leonado Angelastri - è dedicato all'esame della legge 19 ottobre 2017, n.155 con cui il Parlamento ha delegato il Governo a riformare le discipline della crisi d'impresa e dell'insolvenza. Il mese scorso ci siamo occupati della nuova nozione di Gruppo d'Imprese


Con la legge 19 ottobre 2017, n.155 il Parlamento ha delegato il Governo a riformare le discipline della crisi d'Impresa e dell'insolvenza.

In coerenza con il cardine principale della Riforma della Crisi d'impresa rappresentato dal risanamento dell'impresa in difficoltà e dalla tipizzazione e regolamentazione di uno stato antecedente lo stato di decozione, denominato "stato di crisi", il Legislatore delegante con gli artt. 4 e 5 della legge in esame ha rispettivamente introdotto le procedure di allerta e di composizione assistita della crisi nonché' delle misure di agevolazione circa l'attuazione di misure di superamento della crisi d'impresa in via stragiudiziale.

Nello specifico l'art. 4 prevede espressamente che il Governo dovrà individuare una procedura per l'emersione anticipata dello stato di crisi e che questa procedura così come previsto dall' art. 4 comma 1 lettera a), dovrà applicarsi a tutte le PMI non quotate in borsa o in altri mercati regolamentati, considerando che la nuova procedura di emersione della crisi, esclude solo ed esclusivamente le grandi imprese e le PMI quotate in borsa o in altri mercati regolamentati, essa verrà applicata alla quasi totalità delle aziende.

Con riferimento all'individuazione della competenza dell'organo di composizione della crisi a cui dovrà rivolgersi l'impresa in crisi, l'art. 4 comma 1 lettera b), prevede che essa sarà radicata in capo ad organismi istituiti presso le Camere di Commercio e che il debitore dopo aver individuato un esperto all'interno dell'organismo prescelto avrà un termine massimo di 6 mesi per concludere le trattative tese a raggiungere una soluzione concordato della crisi con i creditori.

Qualora la trattativa non vada a buon fine o non ci siano i presupposti per avviarla, la norma in commento prevede espressamente l'obbligo in capo l'Organismo di composizione della crisi di accertare lo stato di insolvenza dell'azienda in crisi e di informare il Pubblico Ministero.

L'obbligo a carico dell'Organismo di composizione della crisi di informare il Pubblico Ministero del fallimento delle trattative per risolvere stragiudizialmente la crisi d'impresa è una novità dalla portata dirompente, in quanto, di fatto oltre a avviare il procedimento della dichiarazione di fallimento su istanza del PM, allarga le ipotesi di legittimazione attiva del PM a proporre l'istanza di fallimento, in quanto, stando alla norma in esame, il Pubblico Ministero ricevuta la segnalazione da parte dell'Organismo di Composizione della Crisi potrebbe richiedere il fallimento dell'impresa in crisi pur in assenza della notitia criminis.

La norma prevede espressamente a carico degli organi di controllo societari, del revisore contabile e delle società di revisione, ciascuno nell'ambito delle proprie funzioni, l'obbligo di avvisare immediatamente l'organo amministrativo della società dell'esistenza di fondati indizi della crisi e in caso di omessa o inadeguata risposta di informare tempestivamente il suddetto organismo di Composizione della Crisi.

Anche il suddetto obbligo è una novità di particolare rilievo, in quanto, di fatto impone agli organi di controllo societari e di revisione di richiedere all'organo amministrativo della società in crisi di avviare la procedura di composizione della crisi o in caso di omessa o inadeguata risposta dell'Organo Amministrativo di informare direttamente l'Organismo di Composizione della Crisi.

In sostanza si impone agli organi di controllo e di revisione della società in crisi di far avviare dall'amministratore (o di avviare direttamente in prima persona), la procedura di composizione della crisi che, se da un lato potrebbe condurre ad un accordo stragiudiziale con i creditori della società in crisi, dall'altro potrebbe portare, in considerazione della comunicazione al PM del mancato raggiungimento dell'intesa con i creditori, all'avvio del procedimento di dichiarazione di fallimento della società in crisi.

La legge delega prevede altresì che il Governo nell' attuare la delega ricevuta preveda delle misure premiali sia di natura patrimoniale sia di natura personale in favore dell'imprenditore che ha tempestivamente avviato la procedura di allerta in esame.

In coerenza con il principio della Riforma della Crisi d'Impresa finalizzato alla risoluzione stragiudiziale della Crisi d'Impresa, il legislatore delegante all'art.5 della riforma in esame ha esteso la portata applicativa della procedura di Ristrutturazione dei debiti e dei piani attestati di risanamento.

Nello specifico all'art. 5 comma 1 lettera a) e' prevista l'estensione dell'applicazione
delle convenzioni di moratoria anche a creditori diversi da banche e intermediari finanziari, fermo restando il requisito della conclusione dell'accordo con creditori che rappresentino almeno il 75% del passivo riconducibile a una o più categorie giuridicamente ed economicamente omogenee .

All'art. 5 comma 1 lettera b) e' prevista la modifica alla disciplina dell'accordo di ristrutturazione dei debiti eliminando o riducendo il limite del 60% dei crediti richiesto dall'attuale normativa per poter omologare l'accordo di ristrutturazione dei debiti. L'abbassamento della percentuale dei crediti aderenti all'accordo ha come presupposto l'esclusione della moratoria del pagamento dei creditori estranei e l'esclusione delle misure protettive (blocco delle procedure esecutive) del patrimonio del debitore.

Con l;art. 5 comma 1 lettera c è stata assimilata la disciplina delle misure protettive previste negli accordi di ristrutturazione dei debiti a quella delle misure protettive previste nell'ambito del concordato preventivo.

Altra novità di rilievo è l'estensione degli effetti dell'accordo di ristrutturazione dei debiti ai soci illimitatamente responsabili.