Concorso di colpa del trasportato? La Corte di Cassazione ritiene che l'entità del risarcimento dei danni subìti andrà proporzionalmente ridotta

28/11/2018 15:12


Commento a cura dell' avv. Silvia Acquaviva – Studio legale Acquaviva Canzi, Monza, (www.studiolegaleacquavivacanzi.com)


Il trasportato, e nel caso specifico anche proprietario del mezzo, se ha permesso al conducente, privo di idonea patente di guida, di guidare lo stesso, ha comunque diritto al risarcimento dei danni subìti ma in misura ridotta.

Questo è quanto precisato recentemente dalla Corte di Cassazione con l'ordinanza del 12 ottobre 2018, n. 25391.

La vicenda trae origine da una controversia promossa dal trasportato di un motoveicolo, di sua proprietà ma condotto da un soggetto privo di patente, per ottenere il risarcimento dei danni subìti in seguito ad un incidente.

Sia in primo grado che in secondo le richieste risarcitorie del danneggiato erano state respinte, ravvedendo nel comportamento di quest'ultimo un concorso alla causazione del sinistro.
Il Tribunale prima e la Corte d'Appello poi hanno sostanzialmente ritenuto che il comportamento assunto dal trasportato, proprietario della moto, nell'affidare ad un terzo la conduzione del veicolo senza verificare se quest'ultimo fosse abilitato alla guida abbia rilevanza sia da un punto di vista di inoperatività della garanzia assicurativa, risultando egli coautore della condotta lesiva, sia di concorso di colpa ai sensi dell'art. 1227, comma 1, c.c., nella determinazione dell'evento dannoso, per essersi fatto trasportare da un soggetto privo di patente.

La Suprema Corte, chiamata a pronunciarsi in ultima istanza, richiama innanzitutto gli insegnamenti della stessa Corte in materia di responsabilità da sinistri stradali, ed in particolare quello della 3^Sezione che, con la sentenza n. 14699/2016, ha sancito che "colui che, in possesso di patente di guida, affidi una vettura nella propria disponibilità a un soggetto dotato solo del foglio rosa, salendo contestualmente a bordo della stessa, non assume un ruolo diverso da quello del trasportato, sicché l'affidamento del veicolo, di per sé, non lo grava di cooperazione colposa nel sinistro stradale verificatosi per l'imperita condotta del guidatore affidatario e nel quale egli abbia riportato danni".

Anche a livello di Unione Europea si pongono ulteriori ostacoli per interpretazioni della normativa nazionale o delle polizze assicurative che consentano la non operatività della polizza in situazioni di affidamento del veicolo assicurato a persona non abilitata. La Corte di Giustizia ha più volte ribadito che in materia di responsabilità civile risultante dalla circolazione di autoveicoli, la normativa nazionale non deve "negare ovvero limitare in misura sproporzionata, in considerazione della corresponsabilità del passeggero nella determinazione del danno subito, il risarcimento a carico dell'assicurazione obbligatoria degli autoveicoli. Il fatto che il passeggero interessato sia il proprietario del veicolo, il conducente del quale ha causato l'incidente, è irrilevante".

Sia con riferimento quindi ai principi sanciti dalla stessa Corte in tema di concorso colposo della vittima nella determinazione del sinistro, sia con riferimento ai criteri d'interpretazione delle norme di derivazione Europea sanciti dalla Corte di Giustizia, secondo la Corte di Legittimità la cooperazione del trasportato alla causazione dell'evento dannoso, derivante dalla condotta colposa del conducente della vettura (per esempio, non allacciandosi le cinture di sicurezza) comporta esclusivamente una riduzione proporzionale dell'entità del risarcimento, e non invece la completa esclusione.

L'accettare che la guida del veicolo sia effettuata da un soggetto non idoneo non può intendersi come valida rinuncia ad ogni risarcimento dei danni che potranno generarsi da tale guida, trattandosi di lesioni di diritti indisponibili.