CRISI DI IMPRESA

Gli assetti di corporate governance alla luce del Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza

| 21/02/2020 14:54

a cura di Federico Piccione

Sommario: 1. Premessa. - 2. Assetti organizzativi imprenditoriali e societari. - 3. Azione di responsabilità promossa dai creditori di una S.r.l. contro gli amministratori. - 4. I criteri per la quantificazione del danno risarcibile ex art. 2486 c.c.. - 5. Nomina degli organi di controllo nelle S.r.l.. - 6. Applicabilità dell'art. 2409 c.c. alle S.r.l.. - 7. Le norme di non immediata attuazione.

1. Premessa.

La Parte Seconda del D. Lgs. 12 gennaio 2019, n. 14 (c.d. "Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza": il "CCII") contiene una serie di disposizioni (segnatamente, gli artt. 375-384 CCII) che, in tema di diritto d'impresa, modificano la relativa disciplina civilistica al fine di uniformarla ai principi introdotti dal CCII.

Tali disposizioni possono essere così classificate:

(i) gli artt. 375, 377, 378 e 379 CCII sono entrati in vigore il 16 marzo 2019, in forza di quanto previsto dall'art. 389, comma 2, CCII (1); mentre

(ii) gli artt. 376, 380, 381, 382, 383 e 384 CCII entreranno in vigore il 15 agosto 2020, in forza di quanto previsto dall'art. 389, comma 1, CCII (2).

Il presente contributo ha ad oggetto principalmente le disposizioni entrate in vigore il 16 marzo 2019, le quali disciplinano:

(i) gli assetti organizzativi imprenditoriali e societari (artt. 375 e 377 CCII);

(ii) l'esperibilità, da parte dei creditori di una S.r.l., dell'azione di responsabilità contro gli amministratori di quest'ultima (art. 378, comma 1, CCII);

(iii) i criteri per determinare il quantum di danno risarcibile da parte degli amministratori ove questi ultimi abbiano violato l'obbligo su di essi gravante in forza dell'art. 2486, comma 1, c.c. (i.e. l'obbligo, verificatasi una causa di scioglimento ex art. 2484 c.c., di gestire la società ai soli fini della conservazione dell'integrità e del valore del patrimonio sociale) (art. 378, comma 2, CCII);

iv) l'obbligo di nomina dell'organo di controllo o del revisore di una S.r.l. (3);

(v) l'applicabilità del procedimento ex art. 2409 c.c. alle S.r.l. (art. 379, comma 2, CCII).
Il paragrafo finale del presente contributo sarà comunque dedicato ad una sintesi delle disposizioni che entreranno in vigore il 15 agosto 2020.

2 . Assetti organizzativi imprenditoriali e societari.

L'art. 375 CCII ha effettuato un duplice intervento di chirurgia normativa sull'art. 2086 c.c.:

(i) da un lato, modificandone la rubrica che, da "Direzione e gerarchia nella impresa", è divenuta - in un'ottica più aziendalistica - "Gestione dell'impresa" (art. 375, comma 1, CCII);

(ii) dall'altro (ed è questo l'intervento più significativo), aggiungendo a tale disposizione un secondo comma, in forza del quale l'imprenditore che operi in forma societaria o collettiva ha il dovere di (a) "istituire un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato alla natura e alle dimensioni dell'impresa, anche in funzione della rilevazione tempestiva della crisi dell'impresa e della perdita della continuità aziendale" e (b) "attivarsi senza indugio per l'adozione e l'attuazione di uno degli strumenti previsti dall'ordinamento per il superamento della crisi e il recupero della continuità aziendale" (art. 375, comma 2, CCII).

Tale ultima disposizione richiama la lettera dell'art. 2381 c.c. (norma che, in tema di S.p.A., attribuisce al consiglio di amministrazione il compito di valutare "l'adeguatezza dell'assetto organizzativo, amministrativo e contabile della società" e agli organi delegati quello di curare che "l'assetto organizzativo, amministrativo e contabile sia adeguato alla natura e alle dimensioni dell'impresa"), estendendone la portata applicativa non solo alle S.p.A., ma a qualunque impresa "societaria o collettiva".

Detta estensione trova conferma anche nell'art. 377 CCII, norma che - oltre a precisare come, nella gestione dell'impresa, l'organo amministrativo di una S.p.A. (quale che sia il sistema di amministrazione e controllo dalla stessa adottato) (4) debba uniformarsi ai principi di cui all'art. 2086, comma 2, c.c. - estende espressamente l'applicabilità del modello organizzativo indicato dall'art. 2086, comma 2, c.c. alle società di persone (5) e alle S.r.l. (6). Inoltre, con specifico riferimento alle S.r.l., sempre l'art. 377 CCII prevede che a tale tipo societario si applichi la disciplina dettata dall'art. 2381 c.c. in materia di poteri delegati nelle S.p.A. (7).

Le modifiche apportate all'art. 2086, comma 2, c.c. hanno altresì un impatto diretto e significativo sulle attività - e sulle conseguenti responsabilità - degli organi sociali.

In particolare:

(i) l'organo amministrativo è il diretto destinatario degli obblighi sanciti dagli artt. 375, comma 2 e 377 CCII e sarà, quindi, direttamente responsabile del mancato o del non esatto adempimento dei medesimi (8).

Segnatamente, gli obblighi a carico dell'organo amministrativo sono volti alla prevenzione e, se del caso, alla soluzione di ogni situazione di crisi concernente l'impresa. Ciò permette la realizzazione di un collegamento fra il "diritto d'impresa" e il "diritto della crisi d'impresa", nella misura in cui le valutazioni che l'organo amministrativo è chiamato a compiere devono essere funzionali a garantire sia l'immediata percezione di uno stato di crisi, sia l'attivazione delle procedure previste dal CCII per farvi fronte;

(ii) l'organo di controllo dovrà verificare l'adempimento, da parte degli amministratori, degli obblighi su di essi incombenti ai sensi delle suddette disposizioni (9).

3. Azione di responsabilità promossa dai creditori di una S.r.l. contro gli amministratori.

Con specifico riferimento alle S.r.l., l'art. 378, comma 1, CCII (riprendendo la formulazione dell'art. 2394 c.c. in tema di S.p.A.) aggiunge all'art. 2476 c.c. un nuovo sesto comma, in forza del quale:

(i) gli amministratori rispondono verso i creditori sociali per l'inosservanza degli obblighi inerenti alla conservazione dell'integrità del patrimonio sociale;

(ii) l'azione di responsabilità contro gli amministratori può essere proposta dai creditori sociali solo quando il patrimonio sociale risulta insufficiente ai fini del soddisfacimento dei crediti degli stessi;

(iii) la rinuncia, da parte della società, ad esperire l'azione di responsabilità contro gli amministratori non impedisce l'esercizio di tale azione da parte dei creditori sociali;

(iv) la transazione sull'azione di responsabilità può essere impugnata dai creditori solo con l'azione revocatoria, ove esperibile.

Tale disposizione colma una lacuna normativa non sanata dalla riforma del diritto societario del 2003. Il D. Lgs. 17 gennaio 2003, n. 6, infatti, non si era pronunciato in merito all'esperibilità, da parte dei creditori di una S.r.l., dell'azione di responsabilità contro gli amministratori della società stessa: ciò aveva provocato lo sviluppo di due opposti orientamenti giurisprudenziali, rispettivamente favorevole (10) e contrario (11) all'applicazione analogica dell'art. 2394 c.c. alle S.r.l..

L'art. 378, comma 1, CCII ha il pregio di aver composto tale dibattito giurisprudenziale, sancendo expressis verbis che i creditori di una S.r.l. possono esperire l'azione di responsabilità contro gli amministratori che abbiano violato gli obblighi di conservazione dell'integrità del patrimonio sociale.

4. I criteri per la quantificazione del danno risarcibile ex art. 2486 c.c..

In parziale riforma dell'art. 2486 c.c., l'art. 378, comma 2, CCII detta i criteri per la determinazione del quantum di danno risarcibile dagli amministratori ove questi ultimi abbiano violato l'obbligo di cui all'art. 2486, comma 1, c.c..

Il previgente art. 2486 c.c., infatti, prevedeva unicamente che gli amministratori fossero personalmente e solidalmente responsabili dei danni arrecati alla società, ai soci, ai creditori sociali e ai terzi per l'inosservanza dell'obbligo di conservazione dell'integrità e del valore del patrimonio sociale, ma non dettava alcuna disposizione circa la quantificazione del danno risarcibile (12).

Sul tema, si erano formati in giurisprudenza due orientamenti:

(i) un primo orientamento affermava l'applicabilità del criterio della c.d. "differenza tra attivo e passivo fallimentare", quantificando il danno risarcibile in misura pari alla differenza tra l'attivo e il passivo accertati nell'ambito della procedura concorsuale.

Tale orientamento ha avuto un'operatività piuttosto limitata nella prassi (13), trovando applicazione solo ove le scritture contabili mancassero o fossero completamente inattendibili (14) o laddove il dissesto fosse diretta conseguenza di condotte colpose degli amministratori (15);

(ii) un secondo orientamento affermava l'applicabilità del criterio della c.d. "differenza dei netti patrimoniali", quantificando il danno risarcibile in misura pari alla differenza tra il patrimonio netto della società al momento dell'effettivo verificarsi della causa di scioglimento ed il patrimonio netto della società al momento della sua formale messa in liquidazione (16).

Nel tentativo di comporre il suddetto contrasto giurisprudenziale, l'art. 378, comma 2, CCII aderisce in principio al criterio della c.d. "differenza dei netti patrimoniali", ma riconosce l'applicabilità - in alcuni casi - del criterio della c.d. "differenza tra attivo e passivo fallimentare".
Segnatamente:
(i)in linea generale e salva la prova di un diverso ammontare, il danno risarcibile ex art. 2486 c.c. si presume pari alla differenza tra (a) il patrimonio netto della società alla data in cui l'amministratore è cessato dalla carica (o, in caso di apertura di una procedura concorsuale, alla data di apertura della stessa) e (b) il patrimonio netto della società alla data in cui si è verificata una causa di scioglimento ex art. 2484 c.c., detratti i costi sostenuti e da sostenere, secondo un criterio di normalità, dopo il verificarsi della causa di scioglimento e fino al completamento della liquidazione;
(ii)in via residuale - laddove sia stata aperta una procedura concorsuale e manchino le scritture contabili o laddove i netti patrimoniali non siano determinabili a causa dell'irregolarità delle scritture contabili o per altra ragione - il danno risarcibile ex art. 2486 c.c. è pari alla differenza tra l'attivo e il passivo accertati nella procedura concorsuale.

5 .Nomina degli organi di controllo nelle S.r.l..

L'art. 2-bis, comma 2, D.L. 18 aprile 2019, n. 32 (convertito in L. 14 giugno 2019, n. 55) - riformulando parzialmente il disposto dell'art. 379, comma 1, CCII (17) - ha modificato l'art. 2477 c.c. prevedendo che la nomina dell'organo di controllo o del revisore nelle S.r.l. sia obbligatoria laddove la società presenti almeno uno dei seguenti requisiti:

(i) è tenuta alla redazione del bilancio consolidato;
(ii) controlla una società obbligata alla revisione legale dei conti;

(iii) ha superato per due esercizi consecutivi almeno uno dei seguenti limiti: (a) totale dell'attivo dello stato patrimoniale: 4 milioni di euro; (b) ricavi delle vendite e delle prestazioni: 4 milioni di euro; (c) dipendenti occupati in media durante l'esercizio: 20 unità.

Il novellato art. 2477 c.c. prevede che l'obbligo di nomina dell'organo di controllo o del revisore cessi quando, per tre esercizi consecutivi (e non più due, come stabilito dal previgente art. 2477 c.c.), non è superato alcuno dei limiti indicati supra sub (iii).

Le modifiche apportate dall'art. 2-bis, comma 2, D.L. n. 32/2019 all'art. 2477 c.c. sono volte ad ampliare la platea delle S.r.l. tenute alla nomina dell'organo di controllo o del revisore, per consentire una più capillare verifica della gestione societaria e permettere una più rapida percezione della sussistenza di uno stato di crisi. Infatti, con riferimento al requisito indicato supra sub (iii), il legislatore, da un lato, ha abbassato i limiti il cui superamento determina l'obbligatorietà della nomina dell'organo di controllo o del revisore (il previgente art. 2477 c.c., infatti, richiamava i più elevati parametri di cui all'art. 2435-bis, comma 1, c.c.) (18) e, dall'altro lato, ha previsto che tale obbligo ricorra al superamento di almeno uno di tali limiti (il previgente art. 2477 c.c., invece, richiedeva il superamento di almeno due dei parametri ivi indicati).

L'assemblea che approva il bilancio in cui vengono superati i limiti indicati nel novellato art. 2477 c.c. deve provvedere, entro 30 giorni, alla nomina dell'organo di controllo o del revisore. In difetto, vi provvede il Tribunale, su richiesta di qualsiasi soggetto interessato o - in forza di quanto previsto dall'art. 379, comma 2, CCII - su segnalazione del conservatore del competente registro delle imprese.

Per quanto riguarda le S.r.l. e le società cooperative già costituite alla data del 16 marzo 2019, la valutazione circa il superamento dei limiti imposti dal novellato art. 2477 c.c. dovrà essere effettuata con riferimento agli esercizi 2017 e 2018. In aggiunta, si prevede un periodo di transizione di 9 mesi per consentire alle S.r.l. e alle società cooperative di nominare gli organi di controllo o il revisore e, se necessario, uniformare l'atto costitutivo e lo statuto ai precetti sopra indicati (art. 379, comma 3, CCII).

6. Applicabilità dell'art. 2409 c.c. alle S.r.l..

Il CCII è inoltre opportunamente intervenuto per dirimere la questione relativa all'applicabilità alle S.r.l. della disciplina prevista dall'art. 2409 c.c. per le S.p.A..

Al riguardo, infatti, la riforma del diritto societario aveva abrogato l'art. 2488 c.c. (che prevedeva espressamente l'applicabilità dell'art. 2409 c.c. anche alle S.r.l.) (19), ma non aveva stabilito alcunché circa il controllo giudiziario nelle S.r.l..

Si erano quindi sviluppati due orientamenti giurisprudenziali, rispettivamente favorevole (20) e contrario (21) all'applicazione analogica dell'art. 2409 c.c. alle S.r.l..

Tale contrasto giurisprudenziale è stato sanato dall'art. 379, comma 2, CCII, che ha introdotto un nuovo sesto comma dell'art. 2477 c.c., in forza del quale alle S.r.l. "si applicano le disposizioni dell'art. 2409 anche se la società è priva dell'organo di controllo".

7 Le norme di non immediata attuazione.

Come anticipato al precedente § 1, vi sono alcune norme dettate dal CCII in tema di corporate governance (o comunque di diritto d'impresa) che non sono di immediata applicazione e che, invece, entreranno in vigore il 15 agosto 2020.

Segnatamente:

(i) l'art. 376 CCII modifica l'art. 2119 c.c. (a) escludendo dal novero delle giuste cause di risoluzione del contratto di lavoro la liquidazione coatta amministrativa dell'impresa e (b) prevedendo che gli effetti della liquidazione giudiziale sui rapporti di lavoro siano regolati dal CCII;

(ii) l'art. 380 CCII inserisce l'apertura della procedura di liquidazione giudiziale e della liquidazione controllata tra le cause di scioglimento delle società di capitali;

(iii) l'art. 381 CCII (a) assoggetta a liquidazione giudiziale le cooperative che svolgono attività commerciale e (b) consente all'autorità di vigilanza, in caso di irregolare funzionamento della cooperativa, di revocare gli amministratori e i sindaci e affidare la gestione della società ad un commissario. La stessa autorità di vigilanza, in caso di crisi o insolvenza della cooperativa, può autorizzare tale commissario a domandare la nomina del collegio o del commissario per la composizione assistita della crisi o l'accesso ad una delle procedure regolatrici della crisi;

(iv) l'art. 382 CCII sostituisce, agli artt. 2288 c.c., 2308 c.c. e 2497 c.c., i termini "fallito" e "fallimento" col termine "liquidazione giudiziale";

(v) l'art. 383 CCII elimina l'obbligo sancito dall'art. 2467 c.c. di restituzione delle somme versate a titolo di rimborso del finanziamento soci avvenuto nell'anno precedente la dichiarazione di fallimento della società;

(vi) l'art. 384 CCII abroga l'art. 2221 c.c., disposizione in forza della quale "gli imprenditori che esercitano un'attività commerciale, esclusi gli enti pubblici e i piccoli imprenditori, sono soggetti, in caso d'insolvenza, alle procedure del fallimento e del concordato preventivo, salve le disposizioni delle leggi speciali".

NOTE


(1 ) Ai sensi dell'art. 389, comma 2, CCII "gli articoli 27, comma 1, 350, 356, 357, 359, 363, 364, 366, 375, 377, 378, 379, 385, 386, 387 e 388 entrano in vigore il trentesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del presente decreto [i.e. il D. Lgs. n. 14/2019, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 38 del 14 febbraio 2019]".

(2 ) Ai sensi dell'art. 389, comma 1, CCII "il presente decreto entra in vigore decorsi diciotto mesi dalla data della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, salvo quanto previsto al comma 2".

(3)Tale obbligo, inizialmente introdotto dall'art. 379, comma 1, CCII, è stato parzialmente riformulato dall'art. 2-bis, comma 2, D.L. 18 aprile 2019, n. 32 (convertito in L. 14 giugno 2019, n. 55). Sul punto, cfr. infra sub § 5 (Nomina degli organi di controllo nelle S.r.l.).

(4) L'art. 377, comma 2, CCII introduce un nuovo primo comma dell'art. 2380-bis c.c., in forza del quale "la gestione dell'impresa si svolge nel rispetto della disposizione di cui all'art. 2086, secondo comma, e spetta esclusivamente agli amministratori, i quali compiono le operazioni necessarie per l'attuazione dell'oggetto sociale".

L'art. 377, comma 3, CCII introduce un nuovo primo periodo del primo comma dell'art. 2409-novies c.c., in forza del quale "la gestione dell'impresa si svolge nel rispetto della disposizione di cui all'art. 2086, secondo comma, e spetta esclusivamente al consiglio di gestione, il quale compie le operazioni necessarie per l'attuazione dell'oggetto sociale".

(5) L'art. 377, comma 1, CCII introduce un nuovo primo comma dell'art. 2257 c.c., in forza del quale "la gestione dell'impresa si svolge nel rispetto della disposizione di cui all'art. 2086, secondo comma, e spetta esclusivamente agli amministratori, i quali compiono le operazioni necessarie per l'attuazione dell'oggetto sociale. Salvo diversa pattuizione, l'amministrazione della società spetta a ciascuno dei soci disgiuntamente dagli altri".

(6) L'art. 377, comma 4, CCII introduce un nuovo primo comma dell'art. 2475 c.c., in forza del quale "la gestione dell'impresa si svolge nel rispetto della disposizione di cui all'art. 2086, secondo comma, e spetta esclusivamente agli amministratori, i quali compiono le operazioni necessarie per l'attuazione dell'oggetto sociale. Salvo diversa disposizione dell'atto costitutivo, l'amministrazione della società è affidata a uno o più soci nominati con decisione dei soci presa ai sensi dell'art. 2479".

(7) L'art. 377, comma 5, CCII introduce un sesto comma dell'art. 2475 c.c., in forza del quale alle S.r.l. "si applica, in quanto compatibile, l'art. 2381".

(8) La responsabilità dell'organo amministrativo, desumibile dal combinato disposto degli artt. 375, comma 2 e 377 CCII, è prevista in maniera più esplicita dal decreto legislativo recante disposizioni integrative e correttive del CCII, approvato in esame preliminare dal Consiglio dei Ministri il 13 febbraio 2020.

L'art. 38, comma 1, di tale decreto modifica gli artt. 2257, comma 1, 2380-bis, comma 1, 2409-novies, comma 1, primo periodo e 2475, comma 1, c.c. prevedendo che "l'istituzione degli assetti di cui all'articolo 2086, secondo comma, spetta esclusivamente agli amministratori".

(9) Ai sensi dell'art. 14, comma 1, CCII, l'organo di controllo deve "verificare che l'organo amministrativo valuti costantemente, assumendo le conseguenti idonee iniziative, se l'assetto organizzativo dell'impresa è adeguato".

(10)Tale orientamento riteneva che l'art. 2394 c.c. esprimesse un principio di portata generale, la cui disapplicazione avrebbe determinato un'irragionevole disparità di trattamento tra i creditori di una S.r.l. e quelli di una S.p.A..

In giurisprudenza, cfr. Trib. Torino, 11 novembre 2015, in Giur. it., 2016, 1155 (con nota di R. WEIGMANN, Risarcibilità del danno subito dai creditori di s.r.l. da parte degli amministratori); Trib. Roma, 20 giugno 2011, in Redazione Giuffrè, 2011; Trib. Milano, 18 gennaio 2011, in Giur. it., 2011, 1313 (con nota di O. CAGNASSO, Una "tappa" significativa della "marcia di avvicinamento" della s.r.l. alla s.p.a.); Trib. Napoli, 11 gennaio 2011, in Soc., 2011, 5, 510 (con nota di E. CIVERRA, Esiste ancora l'azione di responsabilità dei creditori sociali di una s.r.l.!); Trib. Milano, 22 dicembre 2010, in Soc., 2011, 7, 757 (con nota di S. CASSANI, Responsabilità ex art. 2394 c.c.: applicazione analogica alle società a responsabilità limitata); Trib. Vicenza, 26 luglio 2010, in Riv. giur. ec. az., 2010, 8, 52; Trib. Nola, 1° marzo 2010, in www.ilcaso.it; Trib. Novara, 12 gennaio 2010, in www.novarajus.it; Trib. Nola, 18 giugno 2009, in Giur. mer., 2010, 3, 706 (con nota di L. D'ORAZIO, L'azione di responsabilità del curatore fallimentare nelle s.p.a. e nelle s.r.l.: profili sostanziali e processuali. Carattere unitario e inscindibile dell'azione ex art. 146 l.fall.); Trib. Roma, 23 febbraio 2009, in Soc., 2010, 97 (con nota di E. BONAVERA, L'esercizio delle azioni di responsabilità degli amministratori nella s.r.l.); Trib. Roma, 17 dicembre 2008, in Banca borsa tit. cred., 2010, 4, II, 483 (con nota di M. MOZZARELLI, La legittimazione del curatore all'esercizio delle azioni di responsabilità contro gli amministratori nella s.r.l. fallita); Trib. Biella, 21 ottobre 2008, in www.novarajus.it; Trib. Mantova, 20 dicembre 2007, in www.ilcaso.it; Trib. Roma, 22 maggio 2007, in Foro it., 2008, 307; Trib. Pescara, 15 novembre 2006, in Foro it., 2007, I, 2262; Trib. Mantova, 14 settembre 2005, in www.ilcaso.it; Trib. Udine, 11 febbraio 2005, in Dir. fall., 2005, II, 809 (con nota di M. BIANCA, La responsabilità degli amministratori nella s.r.l.); Trib. Napoli, 28 aprile 2004 e 16 aprile 2004, in Fall., 2005, 681 (con nota di C. PROTO, L'azione di responsabilità dei creditori sociali nelle s.r.l.).

In dottrina, cfr. N. ABRIANI, Le azioni di responsabilità nei confronti degli organi della società fallita, in Riv. dir. impr., 2008, 382; S. AMBROSINI, La responsabilità degli amministratori nella nuova s.r.l., in Soc., 2004, 293; O. CAGNASSO, in G. COTTINO - G. BONFANTE - O. CAGNASSO - P. MONTALENTI (diretto da), Il nuovo diritto societario, Bologna, 2004, sub art. 2476, 1875; A. CALAFA, La legge fallimentare riformata e corretta, Padova, 2008, 134; C. D'AMBROSIO, La nuova società a responsabilità limitata fra società di persone e società di capitali, in Dir. fall., 2004, 393; F. GALGANO, Diritto commerciale. Le società, Bologna, 2009, 467; F. IOZZO, Le azioni di responsabilità nella s.r.l. tra vecchia e nuova disciplina, in Giur. comm., 2005, II, 60; B. LIBONATI, Diritto commerciale. Impresa. Società, Milano, 2005, 476; A.P. MALATESTA, Della società a responsabilità limitata, in G. VISENTINI (a cura di), Principi di diritto commerciale, Padova, 2006, 581; M. MOZZARELLI, Responsabilità degli amministratori e tutele dei creditori nella s.r.l., Torino, 2007, 180; L. NAZZICONE, L'amministrazione nella nuova società a responsabilità limitata, in Foro it., 2005, 819; A. NIGRO, La responsabilità degli amministratori nel fallimento delle società, in Riv. dir. soc., 2008, 4, 760; F. PASQUARIELLO, in A. MAFFEI ALBERTI (a cura di), Il nuovo diritto delle società, Padova, 2005, 1991; M. RESCIGNO, Rapporti e interferenze tra riforma societaria e riforma fallimentare, in A. JORIO (diretto da), Il nuovo diritto fallimentare, Bologna, 2007, 2127; R. TETI, La responsabilità degli amministratori di s.r.l., in P. ABBADESSA - G.B. PORTALE (diretto da), Il nuovo diritto delle società. Liber amicorum Gian Franco Campobasso, Torino, 2007, 662.

(11)Tale orientamento riteneva che l'art. 2394 c.c. esprimesse un principio peculiare delle S.p.A., insuscettibile di applicazione analogica. L'assenza di una norma che, in tema di S.r.l., consentisse l'esperimento dell'azione di responsabilità contro gli amministratori da parte dei creditori sociali sarebbe stata la conseguenza di una consapevole scelta normativa, e non di un mero difetto di coordinamento sistematico tra le norme in materia di S.p.A. e quelle in tema di S.r.l. (sulla scorta del brocardo ubi lex voluit dixit, ubi noluit tacuit).

In giurisprudenza, cfr. Trib. Torino, 8 giugno 2011, in Giur. it., 2012, 332 (con nota di O. CAGNASSO, Una giurisprudenza torinese in tema di responsabilità degli amministratori di s.r.l. verso i creditori sociali?); Trib. Sant'Angelo dei Lombardi, 3 novembre 2009, in Dir. fall., 2011, II, 113; App. Napoli, 28 giugno 2008, in Giur. mer., 2009, 10, 2470; Trib. Milano, 27 febbraio 2008, in Giust. Milano, 2008, 2, 13; Trib. Milano, 12 aprile 2006, in Giur. it., 2006, 2097 (con nota di O. CAGNASSO, Azione di responsabilità e s.r.l.: a legittimazione (anch'essa) limitata?); Trib. Milano, 25 gennaio 2006, in Soc., 2007, 320; Trib. Napoli, 11 novembre 2005, in Foro it., 2005, I, 2218; Trib. Milano, 21 aprile 2005, in Corr. mer., 2005, 882; Trib. S. Maria Capua Vetere, 18 marzo 2005, in Fall., 2006, 190.

In dottrina, cfr. V. ALLEGRI, L'amministrazione della società a responsabilità limitata dopo la recente riforma, in V. SANTORO (a cura di), La nuova disciplina della società a responsabilità limitata, Milano, 2003, 166; C. ANGELICI, Note sulla responsabilità degli amministratori di società a responsabilità limitata, in Riv. soc., 2007, 1217; V. BUONOCORE, Le società a responsabilità limitata, in V. BUONOCORE (a cura di), La riforma del diritto societario, Torino, 2003, 165; F. CIAMPI, Novità della novella per le azioni di responsabilità nelle s.r.l., in Soc., 2006, 289; S. DI AMATO, Le azioni di responsabilità nella nuova disciplina delle società a responsabilità limitata, in Giur. comm., 2003, I, 303; F. PARRELLA, in M. SANDULLI - V. SANTORO (a cura di), La riforma delle società, Torino, 2003, sub art. 2476, 122; C. PROTO, La società a responsabilità limitata - La responsabilità degli amministratori e le azioni di responsabilità, in Relazione all'incontro di studi del CSM (Roma 24-27 febbraio 2003) sul tema "La riforma del diritto societario"; N. ROCCO DI TORREPADULA, La responsabilità degli amministratori nel fallimento della società a responsabilità limitata, in Fall., 2006, 1464.

(12) Ai sensi dell'art. 2486, comma 2, c.c. "gli amministratori sono personalmente e solidalmente responsabili dei danni arrecati alla società, ai soci, ai creditori sociali ed ai terzi, per atti od omissioni compiuti in violazione del precedente comma".

(13) Le applicazioni "pure" di tale criterio non sono numerose: tra queste, cfr. Cass., 23 luglio 2007, n. 16211, in Giust. civ., 2007, 12, 2708.

(14) In giurisprudenza, cfr. Cass., 4 aprile 2011, n. 7606, in Mass. giust. civ., 2011, 537; Cass., 11 marzo 2011, n. 5876, in Mass. giust. civ., 2011, 399; Cass., 8 luglio 2009, n. 16050, in Soc., 2010, 407; Cass., 8 febbraio 2005, n. 2538, in Giur. it., 2005, 1637; Cass., 22 ottobre 1998, n. 10488, in Soc., 1999, 557; Cass., 4 aprile 1998, n. 3483, in Giur. it., 1999, 324; App. Milano, 6 giugno 2007, in Fall., 2007, 12, 1486; Trib. Treviso, 29 ottobre 2009, in www.ilcaso.it; Trib. Milano, 5 marzo 2009, in Giust. Milano (s.m.), 6, 45; Trib. Bologna, 22 maggio 2007, in www.ilcaso.it; Trib. Milano, 8 marzo 2007, in Giur. it., 2008, 1441; Trib. Catania, 25 ottobre 2000, in Giur. comm., 2001, II, 729; Trib. Torino, 18 maggio 1999, in Fall., 1999, 1162; Trib. Milano, 14 gennaio 1999, in Fall., 1999, 573.

In dottrina, cfr. F. BONELLI, Violazioni in tema di bilancio e responsabilità degli amministratori, in Giur. comm., 1975, 305; M. CASSOTTANA, La responsabilità degli amministratori nel fallimento di S.p.A., Milano, 1984, 35; A. JORIO, Perdita del capitale sociale, responsabilità degli amministratori e par condicio creditorum, in Giur. comm., 1986, 175.

(15)In giurisprudenza, cfr. Cass., 23 giugno 2008, n. 17033, in Fall., 2009, 565; Cass., 8 febbraio 2000, n. 1375, in Dir. e prat. soc., 2000, 20, 37; Cass., 17 settembre 1997, n. 9252, in Fall., 1998, 666; App. Bologna, 12 gennaio 2004, in Fall., 2005, 37; App. Bologna, 5 febbraio 1997, in Foro it., 1997, I, 2284; App. Milano, 27 aprile 1982, in Soc., 1983, 27; Trib. Milano, 8 ottobre 2001, in Giur. it., 2002, 795; Trib. Messina, 12 novembre 1999, in Fall., 2000, 1279; Trib. Catania, 8 maggio 1998, in Giur. mer., 1998, 607; Trib. Como, 25 agosto 1987, in Foro it., 1988, 1179.
In dottrina, cfr. C. PROTO, Responsabilità e danno nell'azione del curatore contro amministratori e sindaci, in Fall., 1998, 666; G. TARANTOLA, Brevi riflessioni sulle azioni di responsabilità contro amministratori e sindaci di società di capitali nella recente giurisprudenza milanese, in Giur. it., 2000, 1771.

(16) In giurisprudenza, cfr. Cass., 19 ottobre 2008, n. 10350, in DeJure; App. Torino, 12 gennaio 2009, in Fall., 2010, 35; Trib. Milano, 3 febbraio 2010, in Giur. it., 2010, 2352; Trib. Padova, 24 giugno 2009, in Fall., 2010, 6, 729; Trib. Milano, 11 novembre 2002, in Soc., 2003, 1015; Trib. Napoli, 4 aprile 2000, in Soc., 2000, 1243; Trib. Genova, 24 novembre 1997, in Fall., 1998, 843; Trib. Torino, 24 dicembre 1994, in Dir. fall., 1995, II, 857.

In dottrina, cfr. D. DE GIORGI, Responsabilità degli amministratori ex art. 2449 c.c. e quantificazione dei danni, in Soc., 2003, 1015; A. PATTI, I criteri di determinazione del danno risarcibile, in M. FERRO (a cura di), Le responsabilità nel fallimento societario. Convegno nazionale di studi sulle procedure concorsuali: Bologna 27-28 ottobre 2000, Milano, 2001, 99.

(17) L'art. 379, comma 1, CCII disponeva che: "La nomina dell'organo di controllo o del revisore è obbligatoria se la società: a) è tenuta alla redazione del bilancio consolidato; b) controlla una società obbligata alla revisione legale dei conti; c) ha superato per due esercizi consecutivi almeno uno dei seguenti limiti: 1) totale dell'attivo dello stato patrimoniale: 2 milioni di euro; 2) ricavi delle vendite e delle prestazioni: 2 milioni di euro; 3) dipendenti occupati in media durante l'esercizio: 10 unità. L'obbligo di nomina dell'organo di controllo o del revisore di cui alla lett. c) del terzo comma cessa quando, per tre esercizi consecutivi, non è superato alcuno dei predetti limiti".

(18) L'art. 2435-bis, comma 1, c.c. prevede che: "Le società, che non abbiano emesso titoli negoziati in mercati regolamentati, possono redigere il bilancio in forma abbreviata quando, nel primo esercizio o, successivamente, per due esercizi consecutivi, non abbiano superato due dei seguenti limiti: 1) totale dell'attivo dello stato patrimoniale: 4.400.000 euro; 2) ricavi delle vendite e delle prestazioni: 8.800.000 euro; 3) dipendenti impiegati in media durante l'esercizio: 50 unità".

(19 )Il previgente art. 2488, comma 4, c.c. prevedeva che "anche quando manca il collegio sindacale, si applica l'articolo 2409".

( 20) Tale orientamento riteneva che il procedimento ex art. 2409 c.c. fosse applicabile alle S.r.l. in forza di quanto previsto dall'art. 2477, comma 4, c.c., che: (i) anteriormente alla modifica apportata dal D.L. 9 febbraio 2012, n. 5 (convertito in L. 4 aprile 2012, n. 35), rinviava alle disposizioni in tema di S.p.A. (artt. 2325-2451 c.c.) in caso di obbligatorietà della nomina dell'organo di controllo o del revisore nelle S.r.l.; e (ii) successivamente alla predetta modifica, rinviava (e rinvia tutt'ora) alle disposizioni in tema di collegio sindacale nelle S.p.A. (artt. 2397-2409 c.c.) in caso di nomina di un organo di controllo - anche monocratico - nelle S.r.l..
In giurisprudenza, cfr. Trib. Milano, 12 aprile 2018, in www.forumiuris.it; Trib. Bologna, 4 febbraio 2015, in www.ilcaso.it; Trib. Ascoli Piceno, 1° marzo 2013, in Giur. it., 2013, 1568; Trib. Trieste, 21 gennaio 2011, in www.personaedanno.it; Trib. Milano, 26 marzo 2010, in Giur. mer., 2010, 3025; Trib. Napoli, 8 ottobre 2008, in Soc., 2010, 207; Trib. Napoli, 14 maggio 2008, in Soc., 2009, 1019; Trib. Roma, 6 luglio 2004, in Foro it., 2005, I, 868.

In dottrina, cfr. E. DALMOTTO, Denunzia al tribunale, in S. CHIARLONI (diretto da), Il nuovo processo societario, Bologna, 2004, I, 1223; F. MAINETTI, in G. COTTINO - G. BONFANTE - O. CAGNASSO - P. MONTALENTI (diretto da), Il nuovo diritto societario, Bologna, 2004, sub art. 2409, 930; L. NAZZICONE, Il controllo giudiziario sulle irregolarità di gestione: fattispecie e rito dopo la riforma societaria, Milano, 2005, 36; G.C.M. RIVOLTA, Profili della nuova disciplina della società a responsabilità limitata, in Banca borsa tit. cred., 2003, I, 691.

(21 ) Tale orientamento riteneva che il legislatore della novella (sul tema, cfr. § 11 (Della società a responsabilità limitata) della Relazione di accompagnamento al D. Lgs. 17 gennaio 2003, n. 6, in Riv. soc., 2003, 150) avesse consapevolmente escluso la S.r.l. dal novero degli enti privati assoggettabili al sindacato giudiziario sulle irregolarità gestionali.

In giurisprudenza, cfr. Cass., 4 giugno 2012, n. 8946, in DeJure; Cass., 13 gennaio 2010, n. 403, in Foro it., 2010, I, 3113; Trib. Venezia, 13 marzo 2013, in www.ilcaso.it; Trib. Piacenza, 27 giugno 2012, in www.ilcaso.it; Trib. Firenze, 25 ottobre 2011, in Soc., 2012, 1, 5; Trib. Napoli, 13 luglio 2011, in Soc., 2011, 10, 1230; Trib. Roma, 16 gennaio 2008, in Riv. not., 2009, 668; Corte Cost., 29 dicembre 2005, n. 481, in www.cortecostituzionale.it.

In dottrina, cfr. M. BUSSOLETTI, Il procedimento ex art. 2409 c.c., in Riv. soc., 2003, 1228; G. DOMENICHINI, in G. NICCOLINI - A. STAGNO D'ALCONTRES, Società di capitali. Artt. 2380 - 2448 c.c., Napoli, 2004, sub art. 2409, 785; A. PATELLI - A. MARCINKIEWICZ, Il nuovo controllo giudiziario ex art. 2409 c.c. sulle s.r.l., in Soc., 2005, 370; R. RORDORF, I sistemi di amministrazione e controllo, in Soc., 2003, 672.

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