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Coronavirus e la nuova prescrizione e decadenza dei termini tributari

| 25/03/2020 19:11

a cura del Prof. Saverio Belviso, ANTI – Sezione Puglia

In questi giorni difficili per il Paese, il decreto legge 18 varato il 17 marzo 2020 ha disposto urgenti misure sanitarie ed altre misure di sostegno per fronteggiare l'emergenza, oltreché provvedimenti sulla sospensione dei termini tributari, amministrativi, processuali e dei versamenti correlati.

Tra le tante misure varate dal decreto legge, si segnala quella prevista dall'art. 67 rubricata (Sospensione dei termini relativi all'attività degli uffici degli enti impositori) che, al primo comma, dispone: "sono sospesi dall'8 marzo al 31 maggio 2020 i termini relativi alle attività di liquidazione, di controllo, di accertamento, di riscossione e di contenzioso, da parte degli uffici degli enti impositori". Vengono pertanto prorogati gli adempimenti a carico degli Uffici in relazione a tutte le attività da essi ordinariamente svolte nell'assicurare il rispetto delle norme a presidio della fiscalità ed a tutela dell'integrità delle entrate Erariali.

Tuttavia la sospensione dell'attività degli Uffici, nel suo divenire quotidiano, non sembra essersi del tutto fermata, atteso che pervengono inviti agli accertamenti con adesione ed altri atti amministrativi che impongono un monitoraggio continuo da parte dei contribuenti e dei loro professionisti.
Rafforza la parziale sospensione dei termini il disposto del 4^ comma dell'art. 67, che recita: "con riferimento ai termini di prescrizione e decadenza relativi all'attività degli uffici degli enti impositori si applica, anche in deroga alle disposizioni dell'articolo 3, comma 3, della legge 27 luglio 2000, n. 212, l'articolo 12 del decreto legislativo 24 settembre 2015, n. 159".

La norma richiamata afferma:

"1. Le disposizioni in materia di sospensione dei termini di versamento dei tributi, dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e le malattie professionali, a favore dei soggetti interessati da eventi eccezionali, comportano altresì, per un corrispondente periodo di tempo, relativamente alle stesse entrate, la sospensione dei termini previsti per gli adempimenti anche processuali, nonché la sospensione dei termini di prescrizione e decadenza in materia di liquidazione, controllo, accertamento, contenzioso e riscossione a favore degli enti impositori, degli enti previdenziali e assistenziali e degli agenti della riscossione, in deroga alle disposizioni dell'articolo 3, comma 3, della legge 27 luglio 2000, n. 212. Salvo diverse disposizioni, i versamenti sospesi sono effettuati entro il mese successivo al termine del periodo di sospensione.

2. I termini di prescrizione e decadenza relativi all'attività degli uffici degli enti impositori, degli enti previdenziali e assistenziali e degli agenti della riscossione aventi sede nei territori dei Comuni colpiti dagli eventi eccezionali, ovvero aventi sede nei territori di Comuni diversi ma riguardanti debitori aventi domicilio fiscale o sede operativa nei territori di Comuni colpiti da eventi eccezionali e per i quali è stata disposta la sospensione degli adempimenti e dei versamenti tributari, che scadono entro il 31 dicembre dell'anno o degli anni durante i quali si verifica la sospensione, sono prorogati, in deroga alle disposizioni dell'articolo 3, comma 3, della legge 27 luglio 2000, n. 212, fino al 31 dicembre del secondo anno successivo alla fine del periodo di sospensione.

3. L'Agente della riscossione non procede alla notifica delle cartelle di pagamento durante il periodo di sospensione di cui al comma 1".

Il decreto legislativo 24 settembre 2015, n. 159 trova la sua genesi nella legge delega 23 dell'11 marzo 2014

la quale conferisce delega al Governo per la "revisione del sistema fiscale e procedura" disponendo, all'art. 1, che "Il Governo è delegato ad adottare, entro quindici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, decreti legislativi recanti la revisione del sistema fiscale. I decreti legislativi sono adottati, nel rispetto dei princìpi costituzionali, in particolare di quelli di cui agli articoli 3 e 53 della Costituzione, nonché del diritto dell'Unione europea, e di quelli dello statuto dei diritti del contribuente di cui alla legge 27 luglio 2000, n. 212, con particolare riferimento al rispetto del vincolo di irretroattività delle norme tributarie di sfavore…… nonché secondo i seguenti princìpi e criteri direttivi generali: a) tendenziale uniformità della disciplina riguardante le obbligazioni tributarie, con particolare riferimento ai profili della solidarietà, della sostituzione e della responsabilità".

All'art. 3, rubricato "stima e monitoraggio dell'evasione fiscale", si dispone che: "Il Governo è delegato ad introdurre, con i decreti legislativi di cui all'articolo 1 e con particolare osservanza dei princìpi e criteri generali di delega indicati nelle lettere a), b) e c) del comma 1 del medesimo articolo 1, in funzione del raggiungimento degli obiettivi di semplificazione e riduzione degli adempimenti, di certezza del diritto nonché di uniformità e chiarezza nella definizione delle situazioni giuridiche soggettive attive e passive dei contribuenti e delle funzioni e dei procedimenti amministrativi, norme dirette a) attuare una complessiva razionalizzazione e sistematizzazione della disciplina dell'attuazione e dell'accertamento relativa alla generalità dei tributi".

In tema di formazione della legge fiscale, in particolare con riferimento alla legislazione delegata, fra le questioni maggiormente dibattute particolare attenzione è stata posta al potenziale eccesso di delega da parte del Governo nell'esercizio del suo potere così come delegato dal Parlamento. L'art. 76 della Costituzione dispone: "l'esercizio della funzione legislativa non può essere delegato al Governo se non con determinazione di principi e criteri direttivi e soltanto per tempo limitato e per oggetti definiti".

La legge delega n. 23/2014 attribuisce al Governo il compito di emanare un decreto legislativo nel quale disporre la tendenziale uniformità della disciplina riguardante le obbligazioni tributarie: "con particolare riferimento ai profili della solidarietà, della sostituzione e della responsabilità, in funzione del raggiungimento degli obiettivi di semplificazione e riduzione degli adempimenti".

La disposizione del citato art. 12 non sembra operare nella direzione voluta dalla delega.
Le ragioni di tale devianza sono evidenti, poiché non si scorge nell'articolato alcuna semplificazione e riduzione degli adempimenti.

Appare piuttosto una norma che appesantisce gli adempimenti. Nel caso in cui vi sia un eccezionale evento che impedisca il momentaneo normale funzionamento degli Uffici impositori i termini di prescrizione e decadenza si estendono oltre ogni ragionevole termine a discapito della stabilità e della certezza delle regole del diritto da applicarsi anche nei casi di eccezionali.

La norma si pone l'evidente intendimento di restituire agli enti impositori, nella misura in cui è stato sottratto, lo stesso spazio temporale strappato all'intera collettività dall'evento generale, peraltro confinato ad un territorio ben delimitato oggetto degli accadimenti. Tanto viene statuito dal primo comma dell'art. 12 che tratta dei versamenti, sui quali il legislatore non pone dubbi temporali, imponendo il reintegro del dovuto entro il mese successivo al termine del periodo di sospensione. Altrettanta chiarezza emerge dalla lettura del ridetto comma nella parte in cui si prevede che la sospensione dei termini di prescrizione e decadenza in materia di liquidazione, controllo, accertamento, contenzioso e riscossione in favore degli enti impositori si computa per il periodo temporale di durata dell'evento eccezionale, secondo un consolidato principio di parità delle parti.

Non analoga chiarezza emerge nel comma secondo dell'art. 12, dove si appalesa un evidente contrasto della disposizione sulla prescrizione e decadenza relativa all'attività degli uffici impositori. Per questi ultimi i termini vengono prorogati fino al secondo anno successivo alla fine del periodo di sospensione.

Non può non essere sottolineato il contrasto con quanto disposto nel primo comma nel quale le stesse attività degli Uffici vengono prorogate solo per il periodo di sospensione causato dall'evento eccezionale e non per due anni. Bisogna poi considerare che se l'evento eccezionale oltrepassa l'anno di imposta sia pur di pochi giorni, i termini di decadenza e prescrizione diventano di tre anni.

Stante l'evidente contrasto tra il primo ed il secondo comma dell'art. 12, data la particolare rapidità nella redazione dei testi di legge nella situazione emergenziale, pare sia sfuggito al Governo di specificare a quale dei due commi dell'art. 12 del dlgs 159/2015 intende riferirsi per rinviare il termine di decadenza e prescrizione degli adempimenti in favore degli Uffici.
Urge, in questo senso, un chiarimento in fase di conversione del decreto che consenta a tutti gli interpreti un'applicazione corretta della norma.

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