Covid-19:

Covid-19: tra continuità aziendale, indicatori e nuovo codice della Crisi e dell'insolvenza

08/04/2020 14:17


a cura dell'avv. Marco PROIETTI - Foro di Roma e del Dott. Giuseppe CATALDI - Dottore Commercialista

Nell'emergenza sanitaria che oggi stiamo vivendo, occorrono misure utili anche per l'economia, altrimenti, l'Italia subirà una recessione con una contrazione significativa del PIL, ovvero un rallentamento del tasso di crescita della produzione ed un aumento della disoccupazione.
Tale recessione sarà aggravata soprattutto dalle misure di quarantena che hanno messo il nostro sistema paese in una specie di limbo da cui risulterà difficile uscire. Da un lato si paventa un calo della domanda, dato che le persone rimangono in casa e i negozi che possono restare aperti sono sostanzialmente senza compratori, se non per i beni di prima necessità. Dall'altro lato si configura un drastico calo dell'offerta dovuto ai recenti provvedimenti del Presidente del Consiglio che hanno chiuso temporaneamente numerose attività produttive e commerciali, aggravato dal fatto che tutte le imprese, almeno nel breve termine, non si avviano più ad effettuare nuovi investimenti e non attivano nuove linee di produzione.

Attualmente rimane incerto cosa accadrà. Quando si ritornerà alla "normalità", avremo un effetto di rapido rimbalzo, con il rapido recupero di quanto perso nei mesi precedenti? O, molto più probabile, si avrà una ripresa lenta, come nel 2008? In quest'ultimo possibilità, con una domanda "rallentata", senza disponibilità liquide da destinare ai consumi o agli investimenti, con l'attanagliante preoccupazione ed incertezza sulle prospettive future, in cui sono ricondotte sia le famiglie che le imprese, all'imprenditore sorge la necessità di interrogarsi con una domanda che assume la parvenza di una "sfida": Può un'epidemia avere effetti sulla continuità aziendale?

Proviamo a rispondere al quesito posto: Può un'epidemia avere effetti sulla continuità aziendale?
La prospettiva della continuità aziendale, cosi come disposto nel codice civile all'art. 2423-bis, 1°comma, non si riduce ad un mero postulato di bilancio, ma deve essere intesa come capacità dell'azienda di produrre e generare flussi finanziari nel tempo. La compromissione di questa precipua proprietà può sfociare nella "crisi aziendale", in
correlazione a fattori che possono essere di origine interna, tra cui una mala gestione, ma anche esterna, spesso imprevedibili, che possono segnare negativamente le condizioni competitive ed economiche dell'impresa.
Tra queste possiamo pensare alla debolezza dei mercati finanziari, i mutamenti sfavorevoli della legislazione di settore, l'aumento della concorrenza, il calo di domanda, un'epidemia, ecc. Va detto che le cause esterne, non formano mai la causa principale di una crisi, ma contribuiscono ad accelerare il processo di declino. Basti pensare all'evoluzione del D.P.C.M. del 11.03.2020 e 22.03.2020 in cui si richiede la chiusura temporanea di alcune categorie di imprese con conseguente ammanco di ricavi. L'economia italiana, vedrà per tali motivi, a seguito delle decisioni governative un forte calo del PIL.
Tema centrale che dovranno affrontare gli amministratori e sindaci saranno le probabili perdite di esercizio derivanti dal venire meno del fatturato atto a coprire i costi che sopraggiungono.

Quando si analizza il tema delle perdite non si può non citare i contenuti degli artt. 2482-bis << Quando risulta che il capitale è diminuito di oltre un terzo in conseguenza di perdite, gli amministratori devono senza indugio convocare l'assemblea dei soci per gli opportuni provvedimenti.>> e 2482- ter <<Se, per la perdita di oltre un terzo del capitale, questo si riduce al disotto del minimo stabilito dal numero 4) dell'articolo 2463, gli amministratori devono senza indugio convocare l'assemblea per deliberare la riduzione del capitale ed il contemporaneo aumento del medesimo ad una cifra non inferiore al detto minimo.>>

Si deve notare come, in entrambi gli articoli del codice civile il temine "perdita" non è mai accompagnato dalla parola "esercizio", definizione temporale che ne misura il periodo dell'attività d'impresa. Si ritiene quindi, che il legislatore quando ha scritto i predetti articoli, ritenesse che il monitoraggio dello stato di salute dell'impresa debba essere costante e mai lasciato al caso.

Oggi, descrivere il concetto di performance, risulta difficile, poiché le aziende si trovano nella situazione di dover migliorare continuamente il livello di competitività, agiscono in mercati competitivi e dinamici, contraddistinti da eventi difficilmente prevedibili, di rapida manifestazione di perdite, gli amministratori devono senza indugio convocare l'assemblea dei soci per gli opportuni provvedimenti.>> e 2482- ter <<Se, per la perdita di oltre un terzo del capitale, questo si riduce al disotto del minimo stabilito dal numero 4) dell'articolo 2463, gli amministratori devono senza indugio convocare l'assemblea per deliberare la riduzione del capitale ed il contemporaneo aumento del medesimo ad una cifra non inferiore al detto minimo.>>
Si deve notare come, in entrambi gli articoli del codice civile il temine "perdita" non è mai accompagnato dalla parola "esercizio", definizione temporale che ne misura il periodo dell'attività d'impresa. Si ritiene quindi, che il legislatore quando ha scritto i predetti articoli, ritenesse che il monitoraggio dello stato di salute dell'impresa debba essere costante e mai lasciato al caso.
Oggi, descrivere il concetto di performance, risulta difficile, poiché le aziende si trovano nella situazione di dover migliorare continuamente il livello di competitività, agiscono in mercati competitivi e dinamici, contraddistinti da eventi difficilmente prevedibili, di rapida manifestazione e di elevata intensità. Esempio che stiamo vivendo è proprio l'emergenza del Covid-19 che sta mettendo a dura prova le imprese.

Per questo motivo, i tradizionali sistemi di pianificazione e controllo di gestione non sono più adeguati, ma è fondamentale utilizzare sistemi di misurazione delle performance aziendali per comprendere e gestire il vantaggio competitivo guidando il comportamento dell'impresa congruamente con la strategia di sviluppo aziendale. Per tale motivo, viene incontro il nuovo codice della crisi e dell'insolvenza, disciplinato dal D.lgs. n.14 del 12.01.2019 che impone la conoscenza imprescindibile per l'organo amministrativo, l'organo di controllo e/o del revisore di alcuni indicatori chiave per prevenire ciò che mai l'imprenditore vorrebbe: il dissesto della propria creatura. Anche in periodi turbolenti, la crisi può essere evitata con una conduzione imprenditoriale attenta alla comprensione ed al controllo dei propri numeri ed alla innovazione della catena del valore.

"Prevenire è meglio di curare", quindi è importantissimo riconoscere le fasi della crisi per tempo per non ritrovarsi a dover subire gli strumenti che la normativa impone. Alla presenza di una crisi, è fondamentale prenderne atto. Occorre individuare per tempo la situazione critica, capirne le cause e le caratteristiche per definire idonee strategie di risanamento o, in estrema ratio, cedere/liquidare l'azienda cercando di salvaguardarne in tutto o in parte il patrimonio. L'individuazione per tempo delle cause di una potenziale crisi consente di invertire il trend, e dà l'opportunità di inserire piani di ri-focalizzazione e/o di ristrutturazione degli aspetti industriali del business, avviando progetti di miglioramento continuo.
Per questa ragione, l'analisi di bilancio è uno strumento che va utilizzato con cognizione di causa. Caramiello, per questo motivo così "predicava": "[…] L'analisi di bilancio è un «arte», più che una «scienza» e richiede dunque non solo rigore metodologico e competenze tecniche (imprescindibili), ma anche intuito, flessibilità e conoscenza del «vissuto» aziendale."

La logica del Legislatore è quella di dare nuovi strumenti all'imprenditore facendolo ragionare in termini di "forward looking" ovvero di sposare gli aspetti predittivi e statistici. Ne emerge un nuovo modo di fare imprenditoria, che si allineando così al settore bancario, dove già è prassi analizzare i dati in termini predittivi.

Il nuovo codice della crisi e dell'insolvenza recepisce questa impostazione ed impone l'adozione degli "Indici di Allerta", composti sia da ratios applicabili indistintamente a tutte le imprese e sia indici aventi valore soglia articolati per settore economico.

Per tutte le imprese va considerato il valore del patrimonio netto ed il debt service coverage ratio (DSCR).

Qual ora l'analista si trovi con un patrimonio netto positivo e a un valore del DSCR positivo va da sé che non vi sono sintomi di crisi. Diversamente, se l'analista ritenga che il DSCR non sia affidabile occorre effettuare l'analisi degli indici aventi valore soglia per settore economico, elaborati dal CNDCEC.
In particolare l'analisi da svolgere riguarderà:
•indice di sostenibilità degli oneri finanziari, ovvero il rapporto tra oneri finanziari e fatturato;
•indice di adeguatezza patrimoniale, ovvero il rapporto tra patrimonio netto e i debiti totali;
•indice di ritorno liquido dell'attivo, ovvero il rapporto tra il cash flow e il totale dell'attivo;
•indice di liquidità, ovvero il rapporto tra il totale delle attività e il totale delle passività a breve termine;
•indice di indebitamento previdenziale o tributario, ovvero il rapporto tra il totale dell'indebitamento previdenziale e tributario e il totale dell'attivo.

Qualora gli amministratori non ritengano adeguate le risultanze dei suddetti indici, esattamente calcolati, le quali eventualmente mettono in discussione altresì la prospettiva della continuità aziendale, ai sensi del terzo comma dell'art. 13 del D.Lgs. n. 14/2019, devono specificarne i motivi nella nota integrativa, rimarcando gli indicatori idonei a far presumere la presenza dello stato di crisi.

Conclusioni
Con tale scenario è essenziale, ma non di certo sufficiente, il rinvio delle procedure di allerta cosi come disposto dal art. 11 del D.L. 9/2020. Sono necessarie misure forti, le aziende sono messe in ginocchio dal cosiddetto "lockdown" e da una finanza impazzita che fa registrare uno spread preoccupante. In tal senso sarebbe opportuno un rinvio totale del nuovo codice della crisi e dell'insolvenza . che entrerà in vigore il prossimo 15 agosto. Altrimenti, finita questa situazione del tutto eccezionale, dovremo fare i conti con migliaia di aziende in liquidazione o nel peggiore dei casi attivare una delle procedure del predetto codice, con licenziamenti a tappeto e con una faticosissima ripresa delle attività produttive che necessita di un supporto finanziario molto più robusto. Se mancano questi provvedimenti, il futuro economico non sarà affatto dei migliori.

Le aziende, quindi dovranno redigere il bilancio di esercizio tenendo presente il tema Covid-19 cosi come previsto dall'Oic 29 "fatti intervenuti dopo la chiusura dell'esercizio, indicando:
•i fatti successivi alla data di bilancio che devono essere recepiti nel bilancio
•i fatti successivi alla data di bilancio che non devono essere recepiti nel bilancio
•continuità aziendale
Si ritiene che il caso ad hoc, per il Bilancio 2019 sia il secondo e che gli amministratori dovranno, in sede di assemblea di approvazione del bilancio di esercizio, illustrare prospetticamente l'andamento aziendale per non ritrovarsi nel venir meno della continuità aziendale.

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