DIRITTO DI FAMIGLIA

La specializzazione: una possibile nuova sfida ed una grande scommessa per gli avvocati.

| 23/12/2019 10:57

Medici, ingegneri, psicologi, veterinari; le professioni ordinistiche, in Italia, ormai da anni, consentono agli iscritti ai relativi albi l'indicazione delle proprie aree di specializzazione e delle competenze professionali acquisite a seguito della frequenza di specifici corsi di studio o di formazione mirata. Non così avviene, invece, per gli avvocati.

Eppure, è dato di comune esperienza che la figura dell'avvocato "tuttofare", del giureconsulto che spazia dal civile al penale passando per il diritto amministrativo e commerciale, insomma del professionista legale "generalista" è ormai un retaggio del passato, consegnata agli archivi del tempo che fu e legata, ormai anche nel sentire comune, polverosamente, alla figura caricaturale dell'azzeccagarbugli di manzoniana memoria.

Il mondo corre sempre più veloce, la società e le sue dinamiche si fanno complesse, e così il diritto, che della società è al contempo espressione e formante, pur reggendosi in una sostanziale unità (dal che, per l'appunto, la sua identificazione con l' "ordinamento"), si è vieppiù andato articolandosi in settori di specializzazione sempre più vasti ed intricati: microsistemi la cui conoscenza non può più essere affrontata ed acquisita superficialmente, ma che richiedono studio approfondito, preparazione specifica, competenze ad hoc. In altre parole, "specializzazione".

Ormai, parlare di specializzazioni, per gli avvocati, non è guardare al futuro, ma prendere atto di una richiesta del presente. Una richiesta che proviene, anzitutto, dal cliente, il quale domanda e ricerca non "un" avvocato, ma "l'avvocato" esperto, specializzato cioè nel settore specifico del diritto che vede coinvolto l'assistito.

Com'è noto, il percorso verso l'ufficializzazione delle specializzazioni forense è ancora in itinere, e la strada si è rivelata, e si sta rivelando, lunga, tortuosa e frastagliata. Con il Decreto del Ministero della Giustizia 12 agosto 2015 n. 144 erano stati dapprima individuati diciotto settori di specializzazione, tra cui l'area del diritto delle relazioni familiari, dei minori e delle persone.

Il regolamento sulle specializzazioni era quindi stato fatto oggetto di impugnativa avanti al T.A.R. Lazio, che con sentenza n. 4424 del 2016 aveva ritenuto di disporre l'annullamento dell'atto proprio nella parte in cui esso individuava gli specifici ambiti di specializzazione, perché, ad avviso dei Giudici amministrativi, "né dalla mera lettura dell'elenco, né dalla relazione illustrativa del Ministero è dato, infatti, cogliere quale sia il principio logico che ha presieduto alla scelta delle diciotto materie"; anche il Consiglio di Stato, con sentenza n. 5575 del 28 novembre 2017, respingendo il ricorso del Ministero della Giustizia, aveva di fatto confermato la decisione del T.A.R., accogliendo i rilievi critici mossi al regolamento.

Conseguentemente alla bocciatura del Consiglio di Stato, il Ministero della Giustizia ha elaborato un nuovo schema di decreto destinato ad incidere sul D.M. 144/2015, prevedendo un riassetto delle specializzazioni e dei criteri che sovrintendono alla loro individuazione. Sennonché, anche tale progetto di decreto, sottoposto al parere consultivo preventivo del Consiglio di Stato, ha raccolto da parte di tale organo una bocciatura (parere n. 1347 del 2 maggio 2019). Per i Giudici di Palazzo Spada, anche con riferimento ai criteri di scelta delle nuove materie di specializzazione non viene data spiegazione né nella relazione di accompagnamento né nel dato testuale del provvedimento proposto.

In particolare, il Consiglio di Stato ha invitato il Ministero della Giustizia, di concerto con il CNF, a procedere ad un'AIR, al fine di verificare l'impatto dei proposti settori di specializzazione sul mercato delle professioni legali, onde eventualmente rimodularne in maniera più razione l'individuazione.

A prescindere quindi dall'esito del percorso di approvazione del nuovo schema di decreto ministeriale, resta un dato di fatto saliente: e cioè che tanto il Ministero della Giustizia quanto il CNF, ed anche gli organi costituzionali preposti al vaglio delle proposte, ritengono fondamentale individuare dei settori di specializzazione per gli avvocati, e delle specifiche modalità di conseguimento del titolo di "avvocato specialista".

Resta peraltro vigente, in quanto non incisa dalle pronunce dei Giudici amministrativi, la disciplina recata dal D.M. 144/2015 relativa all'individuazione delle modalità di istituzione, nonché dei contenuti, delle caratteristiche del corpo docente e della durata dei corsi, di scuole di specializzazione attivate di concerto tra Università e associazioni forensi maggiormente rappresentative, e rivolte agli avvocati.

Ed infatti, con deliberazione del 16 dicembre 2016 il Consiglio Nazionale Forense ha chiarito che prenderà in considerazione, qualora venisse finalmente approvato il regolamento sulle specializzazioni, e compatibilmente con il quadro giurisprudenziale e normativo vigente, la frequenza maturata medio tempore da parte degli avvocati presso le scuole di specializzazione, al fine dell'eventuale conseguimento del titolo di "avvocato specialista", sempreché verrà costituito il relativo albo/elenco.

Ora, a prescindere da quello che sarà l'esito dell'iter descritto, è evidente che vi è esigenza di specializzazione, e di avvocati specializzati: lo chiede il mercato, lo chiedono i clienti, lo chiedono anche gli avvocati.

Soprattutto, si pone l'esigenza di formare la figura dell'avvocato esperto, e cioè specialista, nel delicato settore del diritto delle relazioni familiari, delle persone e dei minori. Si tratta di un'area del diritto vasta e complessa, connotata da importanti intrecci multidisciplinari, sia tra ambiti giuridici diversi (diritto civile, diritto penale, diritto internazionale pubblico e privato, diritto dell'Unione europea e diritti dell'uomo), sia tra ambiti giuridici ed extragiuridici (psicologia e scienze sociali soprattutto).

La persona, maggiorenne o minorenne, coinvolta nel conflitto familiare, merita di ricevere un'assistenza legale altamente qualificata da parte di professionisti esperti e formati.
In un mercato ormai saturo (in Italia si contano ben 234.000 avvocati), con una professione forense che i numeri descrivono sempre più impietosamente in crisi, la possibilità di specializzarsi per offrire alle domande dei clienti risposte di qualità rappresenta certamente una garanzia per tutti. Per l'avvocato, che potrà accedere al mondo della professione forte di un titolo competitivo; per il cliente, che potrà trovare nell'avvocato specialista un professionista qualificato a tutela dei suoi diritti; per il mondo del diritto, che finalmente si adeguerà ai tempi e, soprattutto nel delicato ambito del diritto minorile e della famiglia, potrà contare su protagonisti esperti ed adeguatamente formati e preparati.

Insomma, gli avvocati sono pronti per affrontare la sfida e cogliere la scommessa della specializzazione, se e quando essa diverrà auspicabilmente realtà. I tempi sono maturi perché il mondo forense, nell'interesse di tutti i consociati, faccia finalmente questo salto di qualità.

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DIRITTO DI FAMIGLIA - Unione Nazionale delle Camere Minorili, Università di Ferrara,Scuola Superiore dell'Avvocatura
Scuola di Alta Formazione Specialistica in Diritto delle relazioni familiari, delle persone e dei minori

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