I termini previsti dalla disciplina in materia di successione durante l'emergenza Coronavirus, un'indicazione

| 14/04/2020 12:56

A cura di Alberto Predieri, partner e Laura Mantelli, of counsel di De Bedin & Lee Studio Legale Associato


Per quanto riguarda il termine per il deposito della dichiarazione di successione, l'art. 62 del Decreto Legge del 17 marzo 2020 n. 18 (cd. "DL Cura Italia") ha sospeso tutti gli adempienti fiscali in scadenza tra l'8 marzo 2020 ed il 31 maggio 2020.

Tra questi c'è anche quello per l'invio della dichiarazione di successione: per cui, nel caso in cui il termine di un anno dall'apertura della successione (ovvero il decesso del de cuius) per la presentazione della dichiarazione di successione scada nel periodo sopra indicato (per l'appunto, tra l'8 marzo ed il 31 maggio 2020), l'ultima data utile per la tempestiva presentazione della dichiarazione di successione e della domanda di voltura al Catasto per gli immobili ereditati è posticipato al 30 giugno 2020 (come esplicitamente indicato dal comma 6 dell'art. 62 del Cura Italia). La conferma è poi venuta dalla circolare dell'Agenzia delle Entrate 8/E del 3 aprile 2020.

Ma cosa accade agli altri termini, non fiscali, previsti dalla disciplina successoria?

Nel Codice Civile sono presenti molti altri termini, nella materia successoria, sui quali non è intervenuto, quantomeno espressamente, alcun provvedimento legislativo emergenziale.

Ad esempio, l'art. 485 c.c. prevede un termine di tre mesi, per gli eredi che sono nel possesso dei beni ereditari (banalmente: il coniuge che risiede nella casa di proprietà dell'altro coniuge deceduto), per redigere l'inventario al fine dell'accettazione dell'eredità con beneficio di inventario; la stessa norma prevede un termine di 40 giorni, per gli eredi che hanno completato l'inventario, per procedere alla dichiarazione di accettazione dell'eredità beneficiata.

Si tratta di termini particolarmente importanti, in quanto sono previsti a pena di decadenza e l'effetto del loro mancato rispetto consiste nell'impossibilità di accettare l'eredità con beneficio di inventario: in tal caso, dunque, l'erede risponderebbe dei debiti ereditari, non nei soli limiti dell'attivo ereditario, ma anche con tutto il suo patrimonio personale.


Ebbene, durante l'emergenza sanitaria che sta colpendo il nostro paese procedere ai sopra indicati adempimenti nei termini previsti, nel caso in cui qualcuno dei nostri cari dovesse lasciarci, con magari qualche debito (es: mutui, finanziamenti, fideiussioni) potrebbe diventare una corsa ad ostacoli, o comunque contro il tempo. Eppure nulla è stato previsto di specifico a livello normativo. Ma la circolare dell'Agenzia delle Entrate 8/E del 3 aprile 2020 indica espressamente che il DL Cura Italia "non sospende i predetti termini, non essendo gli stessi connessi ad adempimenti tributari".

Vediamo se, in realtà, il DL Cura Italia ha al suo interno, al di là delle norme che sospendono gli adempimenti tributari, altre norme invocabili in tale caso. L'art. 83 estende ed amplia la sospensione dei termini di prescrizione e decadenza che prevedono necessariamente l'avvio di una domanda giudiziale per la loro salvezza. Ma questo non è il nostro caso (quello citato dell'art. 485 c.c.), in quanto le dichiarazioni in tema di successione possono essere ricevute anche da un notaio e, quindi, non è necessario rivolgersi al Tribunale.

Con un'interpretazione un po' forzata, si potrebbe invocare l'art. 91 del DL Cura Italia il quale prevede che il rispetto delle misure di contenimento è sempre valutata ai fini dell'esclusione, ai sensi dell'art. 1218 e 1223 c.c., della responsabilità del debitore, relativamente anche all'applicazione di eventuali decadenze. Chiaramente la norma è dettata per le ipotesi di inadempimento di obbligazioni (e non di successione), ma, con un'interpretazione analogica, potrebbe anche essere invocata dall'erede chiamato ad un'eredità con passività, considerandolo "debitore" delle passività ereditarie.

Manca però una norma chiara e specifica, per cui la soluzione più prudente, avendone la possibilità, è quella di procedere all'inventario ed alla dichiarazione di accettazione dell'eredità con beneficio di inventario, nei termini prescritti dal codice civile.

Altra questione è quella della pubblicazione di un eventuale testamento olografo rinvenuto.
La legge non prevede un termine per tale adempimento, però è importante recarsi da un notaio per chiedere la pubblicazione di un testamento il prima possibile al fine di evitare gravi conseguenze nei casi di smarrimento e/o distruzione della scheda testamentaria.

In tali casi, infatti, è particolarmente difficoltoso ricostruire il contenuto del testamento: occorre un accertamento giudiziale particolarmente rigoroso e che presuppone la mancanza di colpa o dolo da parte dell'erede nello smarrimento o nella distruzione e la colpa può ben consistere, secondo la giurisprudenza, nel ritardo alla pubblicazione. In attesa di trovare un notaio disponibile, il che di questi tempi non è facile, è opportuno effettuarne una fotocopia, reperire testimoni dell'esistenza del testamento stesso al momento dell'apertura della successione e conservarlo con la massima diligenza e, magari, mandarne una copia via PEC ad un Notaio.

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