L'ESPERTO LEGALE Di plus plus 24 diritto

Legge di bilancio 2018 - interpretazione degli atti sottoposti ad imposta di registro

| 15/02/2018 08:41

L'Esperto Legale di Plus Plus 24 Diritto - Aggiornato al 7.2.2018 a cura dell'Avv. Fabiola Del Torchio

Dall'inizio degli anni 2000 si è andato sviluppando, in seno alla dottrina ed alla giurisprudenza, un importante dibattito circa la portata da attribuire alla disposizione contenuta nell'art. 20 del DPR 131/1986 che, in tema di interpretazione degli atti sottoposti ad imposta di registro, recita "l'imposta è applicata secondo la intrinseca natura e gli effetti giuridici degli atti presentati alla registrazione, anche se non vi corrisponda il titolo o la forma apparente".

La disposizione, invariata da oltre quarant'anni, ha oggi subito una fondamentale rielaborazione da parte del legislatore che, con la L.205/2017 ha modificato il testo rendendo al singolare ("dell'atto") il precedente complemento ("degli atti") ed aggiungendo in calce all'articolo la precisazione "sulla base degli elementi desumibili dall'atto medesimo, prescindendo da quelli extra testuali e dagli atti ad esso collegati".

L'intervento del legislatore non appare certo di poco conto e, come precisato nella relazione al disegno di legge n.2960/2017 è "volto a dirimere i dubbi interpretativi" sorti in merito alla portata applicativa dell'articolo 20, resi evidenti anche dall'esame delle pronunce della giurisprudenza di legittimità sul tema della riqualificazione delle operazioni - articolate in più negozi giuridici – poste in essere dai contribuenti.

Tale evoluzione interpretativa proposta dalla Cassazione, seppure in un comparto impositivo diverso, si è sviluppata in parallelo rispetto al tema dell'abuso del diritto per il cui tramite, a partire dal primo decennio degli anni 2000 ( ), la giurisprudenza ha allargato il principio previsto dall'articolo 37 bis del DPR 600/1973 per una circoscritta serie di operazioni espressamente elencate (trasformazioni, fusioni, scissioni, liquidazioni, conferimenti eccetera) ad una più ampia platea di soggetti e di operazioni economiche, andando a ricercare e colpire le iniziative "assunte al solo fine di" aggirare la norma per perseguire un vantaggio fiscale.

Così anche nell'ambito dell'imposta di registro, tipicamente considerata dalla dottrina "imposta di atto", ci si è interrogati sulla possibilità – o necessità – di non colpire singolarmente gli atti sottoposti a registrazione ma di considerare nel suo complesso l'attività posta in essere – per il tramite di quegli atti, appunto – dal contribuente.


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