RISARCIMENTO

Vaccinazioni obbligatorie e soggetti danneggiati

| 06/11/2017


Il decreto legge recante "Disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale", del 7 giugno 2017, n. 73, convertito con modifiche dalla L. 119/2017 ha introdotto l'obbligo per bambini e ragazzi di sottoporsi a dieci vaccinazioni.
I vaccini, che notoriamente hanno eliminato gravissime malattie, creano anche turbamento e preoccupazione in molte famiglie, timorose del fatto che tali somministrazioni possano provocare conseguenze dannose ai loro figli.
Contestualmente all'emanazione del suddetto decreto si è parlato diffusamente di disinformazione.
Si vuole pertanto, ai fini di un'informazione più completa citare alcuni tra quei casi in cui il danno irreversibile causato al bambino da una vaccinazione è stato riconosciuto da un tribunale e pertanto indennizzato.

La L. 210/1992
Degno di una prima fugace riflessione è il fatto che vi sia una legge, la L. 210/1992 che regolamenta l' "indennizzo a favore dei soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni". Disposizioni che sono state ribadite dalla legge di conversione del decreto in oggetto.
In particolare la L. 210/1992 stabilisce che "Chiunque abbia riportato, a causa di vaccinazioni obbligatorie per legge o per ordinanza di una autorità sanitaria italiana, lesioni o infermità, dalle quali sia derivata una menomazione permanente della integrità psico-fisica, ha diritto ad un indennizzo da parte dello Stato" (art. 1).
I soggetti interessati ad ottenere l'indennizzo devono presentare alla ASL competente le relative domande, indirizzate al Ministro della sanità, entro il termine perentorio di tre anni, termine che decorre dal momento della conoscenza del danno.
Il giudizio sanitario sul nesso causale tra la vaccinazione, e "la menomazione dell'integrità psico-fisica o la morte" è poi espresso da una commissione medico-ospedaliera. Avverso il giudizio di tale commissione, è ammesso ricorso al Ministro della sanità.
La stessa legge specifica che è facoltà del ricorrente esperire l'azione dinanzi al giudice ordinario competente entro un anno dalla comunicazione della decisione sul ricorso o, in difetto, dalla scadenza del termine previsto per la comunicazione. Arrivano pertanto di fronte alla magistratura ordinaria solo quei casi che non hanno trovato un riconoscimento in forza della L. 210/1992.
In origine, si precisa, l'indennizzo era escluso nei confronti delle persone danneggiate da quei vaccini non obbligatori, ma raccomandati dalle autorità sanitarie (come il tanto discusso vaccino contro Morbillo, Parotite, Rosolia). Successivamente, nel 2012, la Corte Costituzionale ha esteso il beneficio anche ai danneggiati da vaccini non obbligatori poiché "in un contesto di irrinunciabile solidarietà … la misura indennitaria appare per se stessa destinata non tanto, come quella risarcitoria, a riparare un danno ingiusto, quanto piuttosto a compensare il sacrificio individuale ritenuto corrispondente a un vantaggio collettivo: sarebbe, infatti, irragionevole che la collettività possa, tramite gli organi competenti, imporre o anche solo sollecitare comportamenti diretti alla protezione della salute pubblica senza che essa poi non debba reciprocamente rispondere delle conseguenze pregiudizievoli per la salute di coloro che si sono uniformati" (Corte Cost. n.107/2012).


Danneggiati
Ci si chiede così chi siano e quanti siano coloro in relazione ai quali si può parlare di quel "sacrificio individuale" citato dalla Corte Costituzionale.
Per avere un'idea, seppur molto vaga, dei numeri si evidenzia che secondo il rapporto OsMed (Osservatorio Nazionale sull'impiego dei Medicinali. L'uso dei farmaci in Italia. Rapporto Nazionale 2015. Roma: Agenzia Italiana del Farmaco, 2016.) i casi di reazioni avverse ai vaccini sono stati stimati 7892 nel 2015 . Dai rapporti precedenti si ricava altresì che i casi di reazioni avverse segnalati sono stati 8182 nel 2014, 2555 nel 2012, 2430 nel 2011, 740 nel 2003. (Si veda anche il " Rapporto sulla sorveglianza Postmarketing dei vaccini in Italia Anno 2013" www.agenziafarmaco.gov.it). Viene specificato che "Per quanto riguarda i vaccini l'80% delle segnalazioni è riferito alle vaccinazioni nei primi due anni di vita".

Le sentenze di risarcimento
Alla luce di tali dati e senza pretesa di essere esaustivi si cita qualche provvedimento giurisprudenziale che, ha riconosciuto il nesso causale tra somministrazione del vaccino e danni irreversibili al minore.
Corte di Cassazione, Sezione 6 civile, 1 febbraio 2017, n. 2684. La Corte conferma la sentenza della Corte d'Appello che condannava il ministero della salute a indennizzare una famiglia per i danni da vaccinazione ex lege 210/1992, danni avvenuti 35 anni prima quando il bambino, veniva sottoposto alla somministrazione dei vaccini contro polio, difterite, tetano e morbillo, a seguito dei quali manifestava le prime reazioni avverse che arrivano poi alla diagnosi di "encefalopatia epilettica con grave ritardo psicomotorio e del linguaggio".
Corte d'Appello di Milano, 10 novembre 2016, n.1255. La Corte rigetta il ricorso contro la sentenza del Tribunale di Pavia del 14 novembre 2014, n. 127 che riconosceva il nesso causale tra il vaccino somministrato ad una neonata di sei mesi e la grave encefalopatia sviluppata dalla bambina.
Tribunale di Rimini, 2 luglio 2014, n. 217. Viene nel provvedimento accertato il nesso causale tra epilessia e vaccini e in particolare dichiarato che, nella specie, il minore è stato danneggiato da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni (Antipolio, trivalente MPR, antidifterite, tetano e anti-epatite).
Tribunale di Pesaro, 11 novembre 2013. Il Tribunale, nella specie, accoglie la domanda della famiglia di un minore affetto da autismo rivolta ad ottenere l'indennizzo di cui alla L. 210/92, riconoscendo il nesso causale sussistente fra la grave patologia sofferta dal bambino e la vaccinazione alla quale era stato sottoposto.
Tribunale di Pesaro, 1 luglio 2013. Il Tribunale riconosce, l'indennizzo ai sensi della L. 210/92, ad una famiglia per la morte in culla (SIDS) di una bambina in seguito al nesso causale con la somministrazione del vaccino (Esavalente).
Tribunale di Rieti , 25 settembre 2012, n. 534 . Il Tribunale ha riconosciuto l'esistenza del nesso di causalità tra le vaccinazioni e il diabete di tipo 1 contratto da una bambina, divenuta insulino dipendente, dopo un ciclo vaccinale pressoché completo (ai sensi del calendario vaccinale approvato dal Ministero della Salute) fra vaccinazioni obbligatorie e facoltative.
Tribunale Rimini, 15 marzo 2012, n. 148. Viene nella specie riconosciuto il nesso di causalità tra la vaccinazione trivalente Morbillo-Parotite-Rosolia, "non obbligatoria ma fortemente incentivata dallo Stato" , e l'autismo di un minore. In particolare il Tribunale specifica che il fatto che la dedotta menomazione permanente della integrità psicofisica sia riconducibile ad una vaccinazione non obbligatoria non puo' rivelarsi ostativo al riconoscimento dell'indennizzo richiesto.
Tribunale di Pesaro, sentenza n. 256/2012 (udienza del 4 giugno 2012). Il Tribunale, facendo proprie le conclusioni del CTU, dichiara la sussistenza di un nesso causale fra il ritardo psicomotorio di un bambino e la prima e seconda vaccinazione pediatrica.
Cassazione Civile, III° Sezione, 27 aprile 2011, n. 9406. La Corte nella specie stabilisce che in tema di responsabilità del Ministero della salute per i danni conseguenti alla vaccinazione obbligatoria contro la poliomielite, la normativa nazionale ha previsto in un primo tempo che tale vaccinazione si svolgesse con il sistema del virus attenuato (Sabin) e, successivamente, con quello del virus inattivato (Salk), essendo stata riconosciuta dalla comunità scientifica internazionale l'astratta pericolosità del primo tipo di vaccino in determinate situazioni. Ne consegue che, ai fini dell'accertamento della responsabilità del Ministero, una volta dimostrato che il danno si sia verificato in conseguenza della vaccinazione col sistema Sabin, il giudice di merito è tenuto a verificare se la pericolosità di quel vaccino fosse o meno nota all'epoca dei fatti e se sussistessero, alla stregua delle conoscenze di quel momento, ragioni di precauzione tali da vietare quel tipo di vaccinazione o da consentirla solo con modalità idonee a limitare i rischi ad essa connessi. (Fattispecie relativa a vaccinazione praticata nel 1981).
Corte di Cassazione, Sezione 3 civile, 4 marzo 2010, n. 5190. La Corte dichiara che quando in seguito alla vaccinazione il figlio contrae la poliomielite, non solo il piccolo ha diritto al risarcimento del danno – biologico, morale e patrimoniale – ma anche i genitori (singolarmente) devono essere indennizzati in rapporto alla vita di relazione e al dovere di assistenza continua e solidale al minore per il resto della sua vita dolorosa (nella specie si è accertato che il bambino ha contratto la poliomelite in seguito alla somministrazione del relativo vaccino).
Tribunale di Ascoli Piceno, 10/05/2008, n. 489. Il Tribunale dichiara nella specie sussistente un nesso causale tra vaccino e ritardo psicomotorio (Si trattava di encefalopatia epilettogena post-vaccinica con ridotta integrità psicofisica del soggetto nella misura del 75%.)
Tribunale di Genova, 24 settembre 2004. Viene accolta la richiesta dei genitori di un bambino, affetto da "patologia neuropsichica cagionata da vaccino".

Si veda anche:

EZIOLOGIA INCERTA

Vaccini: nessun nesso con autismo, respinta richiesta indennizzo

Corte di cassazione – Ordinanza 23 ottobre 2017 n. 24959

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