Le novità introdotte dalla legge di conversione del Decreto Rilancio

| 23/07/2020 07:19

Luca Peron e Diego Meucci – Trifirò & Partners Avvocati

E' stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 180 del 18 luglio 2020, la Legge 17 luglio 2020, n. 77, con la quale è stato convertito in legge, con modificazioni, il Decreto Legge n. 34 del 19 maggio 2020 (c.d. "Decreto Rilancio"), recante misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all'economia, nonché di politiche sociali connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19.


Tante le novità introdotte in sede di conversione.

Di particolare interesse è la novità introdotta dal comma 1 bis dell'art. 93 del D.L. Rilancio, nella versione convertita dalla legge n. 77/2020, che dispone una proroga automatica del termine dei contratti di lavoro a tempo determinato, anche in regime di somministrazione, nonché dei contratti di apprendistato di cui agli articoli 43 e 45 del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81 (Apprendistato di I e III tipo, escluso quello professionalizzante) per una durata pari al periodo di sospensione dell'attività lavorativa (se disposta) in conseguenza dell'emergenza epidemiologica da Covid-19.

Facendo esclusivo riferimento alla proroga, si ritiene che la disposizione sia applicabile unicamente ai contratti di lavoro attualmente in essere, senza alcun impatto rispetto ai contratti di lavoro a termine già oggetto di sospensione lavorativa, ma nel frattempo cessati. In ogni caso il primo comma del predetto art. 93 D.L. 34/2020 consente comunque la possibilità di rinnovare o prorogare fino al 30 agosto 2020 i contratti di lavoro subordinato a tempo determinato, in essere alla data del 23 febbraio 2020, anche in assenza delle condizioni di cui all'art. 19, comma 1, D. Lgs. 81/2015.

Il nuovo testo interviene anche sui congedi Covid-19 prevedendo che i 30 giorni di congedo retribuito (per i figli di età non superiore a 12 anni e con un'indennità pari al 50% della retribuzione) possano ora essere fruiti fino al 31 agosto 2020, ampliando dunque il periodo rispetto al precedente termine del 31 luglio 2020.

Inoltre, viene ora prevista la possibilità, per i giorni ancora non fruiti, di utilizzare il congedo anche in forma oraria, oltre che in modalità giornaliera (anche non continuativa), come previsto in precedenza.

Tra le ulteriori novità della legge di conversione, anche l'estensione della platea di soggetti ai quali deve essere riconosciuto il diritto allo smart working fino alla cessazione dello stato di emergenza epidemiologica.

Infatti, in aggiunta ai i genitori lavoratori dipendenti del settore privato che hanno almeno un figlio minore di anni 14 (a condizione che nel nucleo familiare non vi sia altro genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito in caso di sospensione o cessazione dell'attività lavorativa o che non vi sia genitore non lavoratore), il medesimo diritto è ora riconosciuto anche ai lavoratori maggiormente esposti a rischio di contagio da virus SARS-CoV-2, in ragione dell'età o della condizione di rischio derivante da immunodepressione, da esiti di patologie oncologiche o dallo svolgimento di terapie salvavita o, comunque, da comorbilità che possono caratterizzare una situazione di maggiore rischiosità accertata dal medico competente, nell'ambito della sorveglianza sanitaria (di cui all'articolo 83 del D.L. 34/2020). Tale facoltà è esercitabile dal dipendente e deve essere attuata dal datore di lavoro a condizione che il lavoro agile sia compatibile con le caratteristiche della prestazione lavorativa svolta dal richiedente.

La legge di conversione interviene anche in tema di trasferimento d'azienda, stabilendo che, fino al 17 agosto 2020, la durata dell'esame congiunto, in caso di mancato accordo, non possa avere durata inferiore ai 45 giorni (rispetto ai 10 giorni originari).

Viene, inoltre, stabilito che i DURC in scadenza entro il 15 aprile 2020, avranno validità fino al 29 ottobre 2020 (conteggiando 90 giorni dal 31 luglio 2020), con la possibilità di un ulteriore spostamento in avanti nel caso di proroga dello stato di emergenza.

Infine, si osserva che la legge di conversione, intervenendo in un ambito non direttamente impattato dall'emergenza Covid-19, ha anche previsto che all'interno della quota di riserva delle categorie protette, di cui all'art. 18 della L. 68/1999, vengano ora inseriti anche coloro che, al compimento della maggiore età, si trovino a vivere fuori dalla famiglia di origine sulla base di un provvedimento dell'autorità giudiziaria. Si tratta, quindi, di un intervento finalizzato a favorire l'accesso al mondo del lavoro per i soggetti per i quali è disposto l'allontanamento dalla famiglia e che necessitano di un autonomo sostentamento economico.

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