PENALE/AUTORICICLAGGIO

Risponde di riciclaggio: il soggetto che ponga in essere la condotta tipica di autoriciclaggio

| 11/07/2018

Con la sentenza n. 17235 del 18 aprile 2018, la Corte di Cassazione (sez. II penale) ha affrontato, con riferimento alla fattispecie di cui all'art. 648-ter.1 c.p., la problematica riguardante la qualificazione giuridica della condotta posta in essere dal soggetto extraneus (che non abbia commesso, né concorso a commettere, il delitto non colposo presupposto), il quale abbia fornito un contributo concorsuale casualmente rilevante alla condotta di autoriciclaggio posta in essere dal soggetto intraneus.

Nella sentenza in esame, la Suprema Corte ha affermato che "il soggetto che ponga in essere la condotta tipica di autoriciclaggio, o comunque contribuisca alla realizzazione da parte dell'intraneus delle condotte tipizzate dall'art. 648-te.1, continua a rispondere di riciclaggio ex art. 648-bis c.p., ovvero di reimpiego ex art. 648-ter c.p. e non di concorso nel reato meno grave di autoriciclaggio."

Tale diversificazione dei titoli di reato tra i soggetti per condotte concorrenti, non costituisce una novità per il sistema penale vigente, che, come noto, ricorre a questo tipo di soluzione nelle ipotesi di realizzazione plurisoggettiva di fattispecie di reato c.d. "a soggettività ristretta" (si vedano ad esempio gli artt. 385 e 386 c.p., come anche le disposizioni dell'art. 578 comma 1 e lo stesso articolo nel suo secondo comma). Secondo i Giudici della Cassazione, infatti, "schemi di previsioni c.d. a soggettività forte autorizzano la diversificazione dei titoli di reato ovvero delle risposte sanzionatorie; in tal senso, rispetto alle qualifiche di tipizzazione della colpevolezza, le indicazioni che emergono dalla parte speciale indicano soluzioni volte a differenziare le posizioni concorsuali".

Ad avvalorare questa ricostruzione anche il diverso trattamento sanzionatorio determinato dal minor disvalore riconosciuto alla condotta dell'autore del reato presupposto.

In assenza di clausole di sussidiarietà espressa, dunque, che regolino le interferenze tra le due fattispecie; e in difetto, altresì, di un rapporto di specialità strutturale che permetta l'applicazione dell'art. 15 c.p., non è possibile risolvere la questione in esame con l'istituto del concorso apparente di norme.

In conclusione, i Giudici della Suprema Corte con la pronuncia in commento hanno affermato che la diversa condizione dell'intraneus – a seguito dell'introduzione dell'art. 648-ter.1 c.p. – attiene solo alla punibilità dello stesso e che quindi non c'è ragione alcuna per cui la sopravvenuta incriminazione dovrebbe incidere sulla rilevanza penale delle condotte di riciclaggio o reimpiego dell'extraneus sia come titolo che come trattamento sanzionatorio.

si veda anche:
ARTICOLO 648 TER 1 C.P.Autoriclaggio anche per l'uso personale se c'è stato depistaggioFrancesco Machina Grifeo | 5/7/2018Corte di Cassazione - Sentenza 5 luglio 2018 n. 30399

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