Consiglio Stato: ok delibera Marche su preferenza farmaci a brevetto scaduto

13/4/2018 18:54

È legittima la delibera con cui la Giunta regionale della Marche nel 2014 ha indirizzato, sia a livello ospedaliero che territoriale, i medici verso la prescrizione di farmaci a brevetto scaduto al fine di contenere la spesa farmaceutica nei limiti dell'appropriatezza prescrittiva. Lo ha stabilito oggi il Consiglio di Stato, sentenza n. 2229, confermando la decisione del Tar Marche n. 622 del 20 agosto 2015, e respingendo il ricorso di Menarini Industrie Farmaceutiche Riunite. In particolare, scrive il Collegio, «da una attenta lettura della succitata delibera di Giunta regionale n. 974 del 2014, non si evince in alcun modo che i farmaci non coperti da brevetto, sui quali deve ricadere, ove possibile, la preferenza del medico in sede di prescrizione, sono quelli con “equivalenza terapeutica” e non, invece, i “medicinali equivalenti”, e cioè i medicinali contenenti gli stessi principi attivi dell'originator». La Regione ha, infatti, sempre fatto «generico riferimento ai farmaci “con brevetto scaduto” e, dunque, in piena adesione a quanto già previsto dal legislatore nazionale, che accorda preferenza a questi rispetto agli originator». Dunque, non era neppure necessaria, come invece sostenuto da Menarini, la previa valutazione della equivalenza terapeutica da parte dell'Agenzia del farmaco «perché detta valutazione di equivalenza dell'AIFA si rende necessaria solo quando i farmaci presentino differenti principi attivi».