IMPRESE E PROFESSIONISTI

Debiti da istituti deflattivi compensabili con crediti Pa

| 03/02/2014 10:49

Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 23 gennaio 2014 n. 18,  il decreto 14 gennaio 2014 del Ministro dell’Economia e delle Finanze che permette la compensazione di crediti vantati verso la pubblica amministrazione con somme dovute in base agli istituti definitori della pretesa tributaria e deflattivi del contenzioso tributario. Il decreto attua le regole dettate dall’articolo 28-quinquies del Dpr 602/1973, introdotto dal Dl 35/2013, ai sensi del quale i soggetti titolari di crediti certificati dalla Pubblica amministrazione intesa come  Stato, ente pubblico nazionale, ente locale ovvero ente del Servizio sanitario nazionale.

I debiti utilizzabili
Possono essere utilizzati per compensare debiti tributari derivanti da somme dovute all’Erario per:

a)     accertamento con adesione;

b)    adesione agli inviti inviati dall’Agenzia delle entrate al contribuente con richiesta di maggiori imposte, sanzioni e interessi in materia di imposte dirette;

c)     adesione ai processi verbali di constatazione;

d)    adesione agli inviti inviati dall’Agenzia delle entrate in materia di imposte di imposte indirette;

e)     acquiescenza dell’avviso di accertamento;

f)      definizione agevolata dei provvedimenti di irrogazione delle sanzioni previsti dagli articoli 16 e 17 del Dlgs 472/1997;

g)     conciliazione giudiziale;

h)    mediazione tributaria.

Come si può notare, si tratta di istituti deflattivi del contenzioso. In pratica, per evitare il contenzioso, i contribuenti, avvalendosi dei citati istituti, vantando crediti verso la Pubblica amministrazione non prescritti, certi, liquidi ed esigibili, maturati al 31 dicembre 2012, una volta  certificati da quest’ultima, possono essere utilizzati per effettuare il pagamento dei debiti tributari generati da accertamenti tributari. I crediti devono derivare da somministrazione, da forniture e appalti e, inoltre, da prestazioni professionali effettuate nei confronti dei citati enti. La compensazione avviene attraverso il modello F24 telematico, ma occorre attendere un intervento di prassi dell’Agenzia che indicherà i codici necessari per individuare i crediti certificati.


Le condizioni
Come prescrive l’articolo 3 del decreto, il pagamento dei debiti si perfeziona se rispettate le seguenti condizioni:

·        i crediti utilizzati in compensazione non devono essere già stati pagati dalla Pubblica amministrazione ovvero impiegati per le altre finalità consentite dalla legge come, per esempio, l’estinzione di cartelle di pagamento. Inoltre, la certificazione deve essere rilasciata attraverso la piattaforma elettronica di certificazione predisposta dal ministero dell’Economia e delle Finanze – Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato;

·        la certificazione deve recare la data di pagamento del credito certificato;

·        il soggetto titolare del debito da accertamento tributario deve coincidere con il soggetto che vanta il credito risultante dalla certificazione. Il soggetto viene identificato tramite codice fiscale. In caso di variazione della titolarità del credito, il soggetto interessato fornisce la documentazione necessaria per aggiornare i dati presenti nella piattaforma elettronica;

·        il modello F24 telematico utilizzato per la compensazione non deve presentare pagamenti diversi da quelli identificati dai codici della tabella di cui all’allegato 1 del decreto in esame pubblicata sul sito internet dell’Agenzia delle entrate;

·        l’utilizzo, nello stesso modello F24 telematico presentato per il pagamento dei debiti tributari da accertamento, di altri crediti in compensazione, diversi da quelli certificati, risulti conforme alle regole previste in tema di controllo preventivo delle compensazioni effettuate tramite modello F24;

·        l’addebito sul conto corrente bancario o postale del saldo positivo del modello F24 telematico è andato a buon fine.

Il mancato rispetto di una delle seguenti condizioni comporta che tutti i pagamenti sono considerati come non avvenuti. La comunicazione dell’esito negativo viene notificata telematicamente al soggetto che ha trasmesso il modello F24 telematico tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle entrate.


Crediti non versati dalla Pa
Di particolare interesse è l’articolo 8 del decreto, laddove è stabilito che nel caso in cui le pubbliche amministrazioni interessate non effettuino, entro 60 giorni dalla data prevista per il pagamento del credito, i versamenti dei crediti certificati presso la tesoreria dello Stato, contabilità speciale n. 1778,  la struttura di gestione trattiene l’importo certificato dalle entrate spettanti agli enti a qualsiasi titolo. Le eventuali somme non recuperate sono iscritte a ruolo affinché il recupero venga effettuato dagli agenti della riscossione competenti per territorio, in ragione della pubblica amministrazione inadempiente.


Eccedenza di crediti
I crediti certificati utilizzati in compensazione possono risultare superiori rispetto ai debiti da accertamento. In questo caso la differenza è comunicata telematicamente dall’Agenzia delle entrate alla piattaforma elettronica di certificazione ai fini dell’annullamento per l’importo corrispondente a tale differenza. 

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