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Insinuazione al passivo, la prestazione professionale del singolo va dimostrata

| 31/7/2017

Corte di cassazione – Sezione VI-I – Ordinanza 4 luglio 2017 n. 16446

La domanda di insinuazione al passivo fallimentare proposta da uno studio associato fa presumere l'esclusione della personalità del rapporto d'opera professionale da cui quel credito è derivato, e, dunque, l'insussistenza dei presupposti per il riconoscimento del privilegio ex art. 2751-bis Cc, n. 2, salvo – peraltro - che l'istante dimostri che il credito si riferisca a una prestazione svolta personalmente dal professionista, in via esclusiva o prevalente, e sia di pertinenza dello stesso professionista, pur se formalmente richiesto dall'associazione. Lo ha stabilito la Cassazione con l'ordinanza 4 luglio 2017 n. 16446.

Il tribunale, ha osservato la Suprema corte, non avrebbe potuto escludere il privilegio sul mero fatto che la domanda era stata proposta dall'associazione professionale, volto che l'istruttoria, per quel che pare, aveva consentito di affermare eseguita la prestazione personalmente dal singolo avvocato. Il tribunale – ha precisato, altresì, la Suprema corte - avrebbe dovuto stabilire se tale fatto, tenuto conto delle specifiche circostanze allegate in giudizio consentisse di ritenere la natura personale dell'opera prestata e, quindi, la natura privilegiata del credito corrispondente .
Gli orientamenti in linea - Nello stesso senso, la domanda di insinuazione al passivo fallimentare proposta da uno studio associato fa presumere l'esclusione della personalità del rapporto d'opera professionale da cui quel credito è derivato, e, dunque, l'insussistenza dei presupposti per il riconoscimento del privilegio ex art. 2751 bis, n. 2, Cc, salvo che l'istante dimostri che il credito si riferisca a una prestazione svolta personalmente dal professionista, in via esclusiva o prevalente, e sia di pertinenza dello stesso professionista, pur se formalmente richiesto dall'associazione, Cassazione, sentenza 31 marzo 2016, . 6285; ordinanza 14 gennaio 2016, n. 443; ordinanza 2 luglio 2012, n. 11052; sentenza 8 settembre 2011, in Nuova Giurisprudenza Civile Commentata, 2012, I, p. 341, con nota di Giuliano M., La scure della cassazione sul riconoscimento del privilegio al credito delle associazioni professionali.

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