Cassazione: per società consortili regime fiscale della consorziate

9/2/2018 17:55

Si chiude dopo 20 anni a favore di “Zeffiro società consortile” la querelle con l'Agenzia delle entrate sull'esenzione Iva (in quanto servizi per funzionamento e manutenzione impianti) delle spese sostenute dal consorzio per i lavori relativi al primo modulo di ampliamento dell'aeroporto di Fiumicino nel 1997. La Corte di cassazione, ordinanza n. 3166, ha confermato la decisione della Ctr Lazio che, capovolgendo il giudizio di primo grado, aveva affermato che la società consortile non assume la posizione di appaltatore che resta in capo alle imprese riunite. Le prestazioni consortili dunque «rientravano pienamente nell'esenzione Iva di cui (art. 9, co. 1, n. 6, Dpr n. 633/1972)» e «come le fatture attive (emesse dalle singole imprese consorziate alla società committente), anche le operazioni di riaddebito dei costi dal consorzio alle consorziate dovevano considerarsi non imponibili».

Per la Cassazione dunque i costi della società consortile «costituiscono costi propri delle consorziate quali spese affrontate dalle stesse consorziate per mezzo del consorzio» e la «società consortile, nei rapporti interni, è sempre e soltanto uno strumento operativo ma le sue operazioni, nei confronti del fisco, sono operazioni proprie delle consociate che la hanno costituita». In definitiva, conclude la Corte, «il principio di equivalenza dei rapporti giuridici tra imprese consorziate e società consortile e tra queste e l'ente appaltante impone l'unitarietà del regime fiscale della doppia fatturazione, con conseguente trasferibilità dell'agevolazione tributaria nell'ambito del meccanismo del c.d. ribaltamento, per cui il
regime fiscale della fattura originaria non può che essere il medesimo della fattura emessa nei confronti dei consorziati».