Cnf: solidarietà avvocati turchi, intervengano autorità italiane

5/4/2018 14:52

«Il Cnf, in occasione della Giornata degli Avvocati in Turchia, esprime profonda indignazione e condanna fortemente, ancora una volta, gli arresti e i trattamenti illegali verso gli avvocati turchi ai quali va la massima solidarietà e la vicinanza dell'Avvocatura italiana». Lo si legge in una nota del Consiglio Nazionale Forense. «Dopo il tentativo di colpo di stato del luglio 2016 – prosegue il comunicato -, in Turchia sono stati denunciati 1539 avvocati, 580 arrestati e 103 condannati da 2 a 14 anni di carcere. Inoltre sono stati messi sotto inchiesta o arrestati 14 presidenti o ex presidenti di ordini forensi tra i quali il Presidente dell'Ordine degli Avvocati di Konya, Fevzi Kayacan, il Presidente dell'Ordine di Trabzon, Orhan Öngöz, il Presidente dell'Ordine di Siirt, Cemal Acar ed il Presidente dell'Ordine degli avvocati di Gumushane. Ismail Tastan».
«Il Cnf – conclude - auspica pertanto l'immediato intervento delle autorità italiane competenti affinché inducano il Governo turco al rispetto dei Principi di base dell'ONU, adottati a L'Avana nel 1990, sul ruolo degli avvocati che “non devono essere assimilati ai loro clienti o alla causa dei loro clienti nell'esercizio delle loro funzioni” e che “le autorità pubbliche devono assicurare che gli avvocati siano in grado di svolgere tutti i loro doveri professionali senza ostacolo, intimidazione, molestia o indebite interferenze e non siano fatti oggetto, né minacciati, di essere sottoposti a procedimento o altro per qualsiasi azione intrapresa in conformità con i loro obblighi e principi professionali”».