Le maggiori perplessità sulla riforma della difesa tecnica tributaria

28.11.2019 14:16


"I Giovani Avvocati esprimono perplessità e preoccupazione sul regolamento del mef in tema di riforma dell'assistenza tecnica innanzi alle Commissioni Tributarie." L'Aiga esprime perplessità e preoccupazione circa la pubblicazione del Regolamento emanato dal MEF di cui al D.M. n.106, che entrerà in vigore il prossimo 1° aprile 2020, in tema di riforma dell'assistenza tecnica innanzi alle Commissioni Tributarie. Detta riforma, ritiene l'Associazione Italiana dei Giovani Avvocati, seppur finalizzata a tutelare il contribuente attraverso la creazione di un Pubblico Registro Unitario nasconde, al contrario, numerose insidie per il contribuente e lede fortemente il ruolo dell'Avvocato.

Le novità. Essa, infatti, si pone in netto contrasto con le precedenti prospettive di riforma volte a garantire la difensa tecnica a professionisti specializzati con garanzia di terzietà e professionalità, restringendo il numero di soggetti preposti alla difesa tecnica. Al contrario, questo Regolamento estende in modo allarmante anche ad altri soggetti, professionisti e non, la possibilità di difendere il cittadino innanzi alle Commissioni Tributarie. Appare evidente, quindi, come il nuovo Regolamento non raggiunga affatto la ratio sottesa di garanzia per il contribuente poiché mancano proprio quei caratteri di professionalità, terzietà ed autonomia che un difensore deve possedere e che per natura, oltre che per obbligo normativo, sono insiti nell'Avvocato. Né può essere dirimente l'obbligo del rispetto delle norme forensi da parte di soggetti totalmente estranei al mondo forense e che anzi testimoniano l'assoluta contraddizione in termini di questa nuova regolamentazione.

Il presidente nazionale associazione italiana giovani avvocati. "Purtroppo - sottolinea il Presidente Nazionale della Associazione Italiana Giovani Avvocati, Antonio De Angelis -ci troviamo ancora una volta di fronte ad una riforma che ha perso l'opportunità di avvicinare il processo tributario agli altri processi esistenti nel nostro ordinamento, allontanandolo ancor più da essi. E' necessaria, al contrario, una riforma radicale dello processo tributario che vada verso la giurisdizionalizzazione dello stesso al fine di garantire i principi di professionalità ed equidistanza tra le parti, terzietà ed indipendenza sia della difesa tecnica che degli organi giudicanti con sottoposizione anche per i giudici tributari, come tutti i magistrati, al Ministero della Giustizia". "Ci batteremo" conclude il Presidente De Angelis, "affinchè questa riforma essenziale avvenga al fine di garantire la più ampia tutela al cittadino, nel rispetto della funzione dell'Avvocato".

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