Cassa Forense, bando straordinario per rimborso costi attività legale

29/6/2020 10:31

Cassa Forense, nell'ambito delle prestazioni a sostegno della professione previste nel Regolamento per l'erogazione dell'assistenza e tenuto conto dell'attuale situazione emergenziale, ha indetto un bando straordinario per l'assegnazione di contributi forfetari per rimborso costi per l'attività legale – IV/2020.

Il bando prevede uno stanziamento pari ad € 2.500.000,00 ed il contributo è pari al 15% della differenza fra il volume di affari Iva e il reddito Irpef dichiarati col Mod. 5/2019; non sono riconoscibili contributi di importo inferiore ad € 300,00 o superiore ad € 1.200,00.

I contributi sono erogati in favore degli iscritti alla Cassa anteriormente al 1° gennaio 2020 e fino a esaurimento dell'importo complessivo previsto dal bando secondo una graduatoria inversamente proporzionale all'ammontare del reddito netto professionale del richiedente relativo all'anno 2018 (Mod. 5/19).

Sono, comunque, esclusi i beneficiari del "reddito di ultima istanza", di cui all'art. 44 DL 18/2020, per il mese di marzo e di aprile 2020 nonché coloro che risultano inseriti utilmente nella graduatoria dei bandi straordinari n. I/2020 per l'assegnazione di contributi per canoni di locazione dello studio legale per conduttori persone fisiche o n. II/2020 per l'assegnazione di contributi per canoni di locazione dello studio legale per conduttori persone giuridiche o n. III/2020 per l'assegnazione di contributi per l'acquisto di strumenti informatici per lo studio legale.

La domanda di partecipazione al bando dovrà essere trasmessa mediante l'apposita procedura on-line presente nell'area riservata del sito internet della Cassa dalle ore 13,00 del 23 giugno 2020 fino alle ore 24,00 del 23 luglio p.v..

La Cassa precia che, ai fini della formazione della graduatoria, non si terrà conto in alcun modo dell'ordine di presentazione delle domande. La graduatoria finale, infatti, verrà formata sulla base dei criteri indicati all'art. 6 e tenendo conto delle incompatibilità previste all'art. 2.

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