proposta di legge

Esame d'avvocato, pronta la Pdl Aiga: una prova scritta e due sessioni l'anno

10/9/2020

Un forte snellimento della procedura e il raddoppio della frequenza d'esame. L'Associazione dei giovani avvocati ha consegnato questa mattina all'onorevole Carmelo Miceli (PD) - "che provvederà, quale primo firmatario, a curarne l'iter per il deposito presso la Camera dei Deputati" - una proposta di legge avente ad oggetto la riforma dell'esame di abilitazione alla professione forense. La proposta AIGA prevede una sola prova scritta, l'atto giudiziario, ed una prova orale, oltre ad una doppia sessione annuale (a giugno e a dicembre).

A portare ad un accelerazione nella presentazione della Pdl sono stati "i recenti esiti dell'esame scritto" che "hanno fatto emergere tutte le contraddittorietà di un sistema che, come più volte denunciato, somiglia di più ad un concorso pubblico - che si svolge, ormai, con modalità del tutto anacronistiche ed estranee all'effettivo svolgimento della professione - piuttosto che ad una prova abilitativa da eseguire all'esito di un percorso professionalizzante di pratica".

Nella riforma, si legge in una nota dell'Associazione, si prevede anche la facoltà, rimessa al Ministro della Giustizia, di svolgere la prova scritta con l'ausilio di strumenti informatici.

"L'esame di abilitazione alla professione forense - afferma Antonio De Angelis Presidente nazionale di AIGA - deve rappresentare solo l'ultimo tassello del processo di verifica della idoneità di un giovane ad esercitare la professione di avvocato e non, invece, una "lotteria" in cui anche i più bravi sono costretti ad affidarsi alla sorte sperando di rientrare in una data percentuale di promossi. Occorre assolutamente favorire l'accesso alla professione forense alle giovani generazioni, attraverso criteri di valorizzazione del merito".

"Si tratta del primo importante passaggio normativo attraverso cui puntiamo a modificare profondamente il sistema dell'accesso alla professione - dice Mariella Sottile della Giunta nazionale AIGA – ; desideriamo sollecitare una riforma strutturata della legge professionale che valorizzi pienamente il merito e le capacità dei nostri giovani praticanti ma, soprattutto, di coloro che svolgono un percorso universitario e di tirocinio forense con profitto, impegno e passione".

A favore di una riforma radicale dell'esame di Stato anche l'Upavv, Associazione che raccoglie i praticanti avvocati. "Abbiamo presentato al governo un progetto di riforma dell'esame per renderlo più snello e al passo con i tempi. E, soprattutto, finalmente meritocratico", afferma la Presidente Claudia Majolo.
Al posto delle tradizionali tre prove scritte, anche in questo caso la proposta prevede una unica prova, consistente in un atto in materia civile, penale o amministrativa a scelta del candidato, eliminando gli obsoleti pareri di diritto.
L'orale invece verterà su ordinamento forense, deontologia, diritto processuale e sostanziale. "Punto fondamentale della nostra proposta – conclude Majolo - è la motivazione a seguito di esito negativo da parte dei commissari, affinché ogni partecipante possa migliorarsi per la successiva sessione".

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