corte di cassazione

Risarcimenti, i punti fermi su lesioni relazionali e “perdita di chance”

| 23/4/2018

Ci sono dei momenti storici - nella vita del nostro diritto e della regolamentazione dei suoi istituti primari - ove ci capita di elevare alcune vicende, oggetto della nostra quotidiana analisi, a un livello apicale sul piano del contributo disciplinare al nostro ordinamento e su quello della chiarezza lessicale e giuridica del linguaggio adottato.
Questi passaggi centrali - nella materia articolata e complessa del danno alla persona e delle sue tecniche giuridiche di risarcimento - sono resi disponibili, normalmente, attraverso (rari) contributi normativi, ovvero (più di frequente) registrando la pubblicazione di pronunciamenti giurisprudenziali chiamati a dipanare le più complesse e discusse questioni che generano contenzioso e conflitto interpretativo.
Quanto alla chiarezza di una contribuzione normativa per il panorama giuridico della materia in questione, si potrebbe fare cenno (anche se lontano da questa odierna analisi) alla recente legge del 22 dicembre 2017 n. 219 in tema di “consenso informato” e “disposizioni anticipate di trattamento (Dat)”, accolte positivamente dai primi commenti per chiarezza e linearità disciplinare .

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