violazioni diritto comunitario

Whistleblower: il Parlamento Europeo rafforza la tutela per gli informatori

17/4/2019

Più protezione per chi divulga informazioni su attività illegali o dannose, acquisite nel contesto lavorativo. È questo l'effetto della approvazione in via definitiva, con 591 voti favorevoli, 29 contrari e 33 astensioni e già concordata con i ministri UE, della normativa Ue che stabilisce nuove regole per proteggere gli informatori che rivelano le violazioni del diritto comunitario in settori quali appalti pubblici, servizi finanziari, riciclaggio di denaro, sicurezza dei prodotti e dei trasporti, sicurezza nucleare, salute pubblica, protezione dei consumatori e dei dati.

Canali di segnalazione sicuri
- Per garantire la sicurezza dei potenziali informatori e la riservatezza delle informazioni divulgate, le nuove norme consentiranno di comunicare le segnalazioni: all'interno dell'ente interessato (come un'azienda), direttamente alle autorità nazionali competenti, nonché agli organi e le agenzie competenti dell'UE. Pertanto, tali canali di comunicazione dovranno essere creati sia dalle aziende sia dalle autorità nazionali. Nei casi in cui non siano state adottate delle misure adeguate in risposta alla segnalazione iniziale di un whistleblower, o qualora si ritenga che vi sia un pericolo imminente per l'interesse pubblico o un rischio di ritorsione, l'informatore sarà comunque protetto in caso decidesse di divulgare pubblicamente le informazioni, senza passare attraverso questi canali (cfr. più sotto). Le piccole aziende e i piccoli municipi potranno essere esentati da tali obblighi.

Salvaguardie contro le ritorsioni
- La legge vieta esplicitamente le rappresaglie e introduce delle salvaguardie, per evitare che chi denuncia sia sospeso, declassato e intimidito o che si trovi ad affrontare altre forme di ritorsione. Saranno tutelati anche coloro che assistono gli informatori, come i facilitatori, i colleghi e i parenti.
Gli Stati membri dovranno garantire che gli informatori abbiano accesso gratuito a informazioni e consulenze complete e indipendenti sulle procedure e sui mezzi di ricorso disponibili, nonché all'assistenza legale nel corso del procedimento. Durante i procedimenti giudiziari, gli informatori potranno ricevere sostegno finanziario e psicologico.

"I recenti scandali come LuxLeaks, Panama Papers e Football Leaks - afferma la relatrice Virginie Rozière (S&D, FR) - hanno contribuito a mettere in luce la grande precarietà di cui soffrono oggi gli informatori. Alla vigilia delle elezioni europee, il Parlamento europeo si è riunito per inviare un forte segnale, quello di aver ascoltato le preoccupazioni dei suoi cittadini, e ha insistito per l'adozione di regole solide che garantiscano la loro sicurezza e quella di coloro che scelgono di parlare".

La legge ora dovrà essere approvata formalmente anche dai ministri UE. Gli Stati membri disporranno poi di due anni di tempo per conformarsi alle norme. Attualmente, 10 Paesi dell'UE (Francia, Ungheria, Irlanda, Italia, Lituania, Malta, Paesi Bassi, Slovacchia, Svezia e Regno Unito) offrono una protezione giuridica completa. Negli altri Paesi, la protezione è solo parziale o si applica a specifici settori o categorie di lavoratori. Secondo uno studio del 2017 effettuato per conto della Commissione, la perdita di benefici potenziali dovuta alla mancanza di tutela degli informatori, solo nel settore degli appalti pubblici, si situa tra i 5,8 e i 9,6 miliardi di euro all'anno per l'UE nel suo complesso.