Camere penali, approvare subito decreto ordinamento penitenziario

13/2/2018 17:57

«Dopo i pareri espressi dalle Commissioni di Camera e Senato, il Governo può e deve prendere un'immediata decisione sullo schema di decreto elaborato dal Ministero della Giustizia, che non può essere che quella di emanare immediatamente il decreto sulla riforma dell'ordinamento penitenziario». Lo scrive in una nota la Giunta dell'Osservatorio Carcere dell'Unione camere penali. «Le ragioni – proseguono i penalisti - sono molteplici. Innanzitutto perché è necessario ottemperare all'obbligo imposto dalla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, ormai 5 anni fa, che ha indotto il Parlamento a delegare il Governo alla realizzazione della riforma. Inoltre perché risulta evidente l'insuccesso di una politica esclusivamente carcerogena e carcerocentrica che, in violazione dei principi costituzionali, pone esclusivamente nella reclusione le aspettative securitarie della intera collettività. E perché, dopo un più o meno lungo periodo di privazione della libertà, senza l'adozione di alcuna misura alternativa volta al reinserimento, il condannato che riacquisterà la libertà, non avrà altra scelta se non quella di tornare a delinquere».

«Perché, infine, lo schema di decreto – continua la nota - è fedele alla delega ricevuta dal Parlamento che rappresenta la sovranità popolare, pur mancando, allo stato, alcuni articolati importanti, come quelli relativi al lavoro e all'affettività, anch'essi già licenziati dalle Commissioni Ministeriali. Perché, ancora, l'attuale situazione delle carceri dovrebbe indurre ad una tempestiva inversione di rotta, in quanto il sovraffollamento continua ad aumentare e le condizioni di vivibilità a diminuire se non a precipitare del tutto in alcuni istituti, rendendo di fatto impossibile ogni forma di trattamento e di vera tutela della dignità del detenuto». «Non da ultimo perché vi è un dovere verso coloro che sono reclusi, destinatari da anni di promesse di legalità e che, nonostante tutto, oggi contestano civilmente adottando la protesta non violenta dello sciopero della fame che ha visto, purtroppo, la censura della Suprema Corte di Cassazione. L'U.C.P.I. pronta – come sempre – a far rispettare i diritti di tutti, in particolar modo degli “ultimi”, nel manifestare anche il suo sostegno a Rita Bernardini per la sua iniziativa, chiede l'immediata approvazione del decreto che rappresenta un primo passo verso una detenzione conforme ai principi costituzionali».