adempimenti

Per l'indebita compensazione si aggravano gli effetti penali

| 19/10/2018

Aumenta il divario sulle conseguenze penali e tributarie in caso di utilizzo in compensazione di un credito derivante da dichiarazioni omesse: se, infatti, ai fini fiscali costituisce ormai un'irregolarità di fatto sanabile, in ambito penale, integra un grave reato. Il recente orientamento della Cassazione penale, infatti, si pone in contrasto con quanto ormai ripetutamente affermato dalla giurisprudenza tributaria e adottati da tempo anche dalle Entrate. Si verifica non di rado che il contribuente utilizzi in compensazione un credito derivante da un periodo di imposta la cui dichiarazione, per le più diverse ragioni sia stata omessa. Non risultando da alcuna dichiara zione presentata, di fatto almeno per il sistema informatico dell'amministrazione, il credito “compare” improvvisamente dal nulla nella disponibilità del contribuente. Nella maggior parte dei casi, già con il controllo automatizzato, l'Amministrazione rileva l'errore e disconosce la legittimità di tale credito, richiedendo il versamento delle somme indebitamente compensate. L'interessato, in propria difesa, dimostra la formazione e la sussistenza del diritto ritenendo l'omessa presentazione una irregolarità formale. In tema di credito Iva, sono intervenute le Sezioni unite (n. 17757/2016) secondo le quali in mancanza di dichiarazione annuale, l'eccedenza d'imposta va riconosciuta se sono rispettati dal contribuente tutti i requisiti sostanziali per la detrazione, il cui onere probatorio è a suo completo carico.

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