Berlusconi: Coppi, sempre sorpreso da quella sentenza

30/6/2020 15:34

"Sono sempre stato sorpreso da quella sentenza. Una decisione che andava contro la giurisprudenza". Lo afferma l'avvocato Franco Coppi,uno dei difensori di Silvio Berlusconi, commentando gli audio del relatore della sezione feriale della di Corte di Cassazione, Amedeo Franco (morto nel maggio dello scorso anno) che condannò l'ex presidente del Consiglio per frode fiscale nell'ambito del processo Mediaset. Franco negli audio definisce il processo un "plotone d'esecuzione" sostenendo che quella vicenda "sia stata guidata dall'alto".

La vicenda - Il processo Mediaset nei confronti di Silvio Berlusconi per frode fiscale fu "un plotone d'esecuzione". Così il relatore in Cassazione, il magistrato Amedeo Franco, in una registrazione riportata dal Riformista. "Berlusconi deve essere condannato a priori perché è un mascalzone! Questa è la realtà... A mio parere è stato trattato ingiustamente e ha subito una grave ingiustizia... L'impressione che tutta questa vicenda sia stata guidata dall'alto", affermò Franco nel 2013 in un incontro, dopo la sentenza di condanna, con Berlusconi e alcuni testimoni, uno dei quali registrò la conversazione. "In effetti hanno fatto una porcheria perché che senso ha mandarla alla sezione feriale? Voglio per sgravarmi la coscienza, perché mi porto questo peso del... ci continuo a pensare. Non mi libero... Io gli stavo dicendo che la sentenza faceva schifo". "Sussiste una malafede del presidente del Collegio, sicuramente", dichiarò Franco riferendo voci secondo le quali il magistrato Antonio Esposito, presidente della sezione feriale della Cassazione che emise la sentenza di condanna nell'agosto 2013, sarebbe stato "pressato" per il fatto che il figlio, anch'egli magistrato, era indagato dalla Procura di Milano per "essere stato beccato con droga a casa di...". Sempre secondo Franco, "i pregiudizi per forza che ci stavano... si potesse fare... si potesse scegliere... si potesse... si poteva cercare di evitare che andasse a finire in mano a questo plotone di esecuzione, come è capitato, perché di peggio non poteva capitare".

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