L’avvocato del giorno

Lucia Bressan, fondatrice dello Studio Legale Bressan

29 Aprile 2013

L’avvocato Bressan è fondatrice dello Studio Legale Bressan con sede a Treviso e domicilio a Parigi. Oltre che occuparsi delle tematiche classiche del diritto d’impresa, l’attività professionale si focalizza sugli aspetti internazionali di tematiche di diritto civile, commerciale, contrattualistica, TMT (Technology, Media, Telecommunications).Nelle materie di specializzazione è autrice di numerose pubblicazioni e frequentemente relatore a convegni e docente in corsi e seminari a tema.


LA FORMAZIONE Come nasce la sua passione per il diritto?

Sono animata da sempre da un profondo senso di giustizia e curiosità per tutto ciò che è estero.Mi hanno sempre affascinato le regole e l’interpretazione soggettiva che della formulazione astratta l’individuo può trarre, pur partendo dall’obiettivo primario che la norma si prefigge. Nondimeno quella norma, quel fine e quella interpretazione sono fortemente condizionati dalla cultura e dalla storia del paese che l’ha formulata. La professione di avvocato è venuta di conseguenza, nella quotidiana interpretazione ed applicazione di orientamenti a volte creativi, ma pur sempre costruttivi, che comunque trovano le basi in un forte rigore ed una solida etica professionale che mi hanno trasmesso i miei maestri.

Qual è il suo percorso formativo e professionale?

Da sempre orientata verso i rapporti internazionali ho formulato un percorso universitarioad hocalla Università “la Sapienza” dove mi sono laureata in diritto internazionale privato e processuale col Professor Andrea Giardina. Mi sono poi specializzata al Master in diritto commerciale e del commercio internazionale a Torino (LLM inInternational Trade Law), seguito dal Corso inPrivate International LawallaHague Academydell’Aja.

Ho cercato sin da subito di fare le mie esperienze professionali in studi internazionali, a Roma, dove la qualità del lavoro era altissima. Ho imparato moltissimo in uno studio inglese, con grande passione e sacrificio posto che la mia voglia di approfondire e di scrivere mi ha portato a pubblicare articoli e approfondimenti, senza tralasciare quelle esperienze di base necessarie e fondamentali per qualsivoglia professionista, che un grande studio non offre.

Nel frattempo ho applicato le tematiche tipiche del diritto internazionale alle nuove tecnologie, occupandomi di Internet, delle comunicazioni elettroniche, deimarketplacee dell’e-business, delle asteon-linee di tutte le implicazioni giuridiche che il mondo virtuale quotidianamente sollecita.

Nel 2006, dopo una solida esperienza professionale ed in cerca di nuove sfide, la voglia di crescere e sperimentare in modo autonomo le mie qualità ed i miei limiti mi hanno portato ad aprire il mio Studio a Treviso, terra di origine con spiccato orientamento ai rapporti internazionali, che ben presto ha visto l’apertura di un domicilio a Parigi dati i frequenti rapporti con la Francia.

Quali lingue parla in modo fluente?

Inglese e francese.

L’ATTIVITÀ PROFESSIONALE Quale ruolo ricopre attualmente?

Sono alla guida di uno studioboutiqueche, insieme a quattro collaboratori molto bravi ed esperti e grazie ad una rete di corrispondenti e professionisti esterni, si prefigge l’obiettivo di offrire alla propria clientela, italiana e straniera, un servizio integrato a livello nazionale ed internazionale, di grande qualità, che oltre ai settori tradizionali del diritto degli affari e delle persone, si concentra nell’ambito delle materie di specializzazione.

Quale è il Suo attuale settore di specializzazione?

Sono un avvocato d’affari, uncorporate lawyercon particolare attenzione agli aspetti internazionali nell’ambito del diritto commerciale, civile, degli appalti, societario, fallimentare e della proprietà intellettuale. A tutto ciò si aggiunta l’informatica giuridica ed il diritto delle nuove tecnologie (internet, telecomunicazioni, e-commerce, privacy, cyber crime e proprietà intellettuale).

Ci può raccontare della Sua esperienza nel settore delle nuove tecnologie e più in generale delle nuove frontiere del diritto con cui si confronta l’impresa?

Le reti digitali e tutto ciò che comportano hanno rivoluzionato la vita di persone e organizzazioni, pubbliche e private; questi cambiamenti epocali in continuo divenire non risparmiano nessuno.

Da ciò nasce l’esigenza della adeguata evoluzione del diritto. Basti pensare, ad esempio, che le nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TICoICTse tradizionalmente ancorati alla definizione inglese diInformation and Communication Technology) continuano ad alimentare riflessioni in ordine innanzitutto alla gestione ed al trattamento delle informazioni e dei dati raccolti e trasmessi. Il problema della sicurezza informatica è di perdurante attualità e rappresenta una delle sfide più importanti per le imprese che si misurano con la pervasività della tecnologia.

Ilcloud computing(gruppo distribuito di server interconnessi, conosciuto come “la nuvola”), ad esempio, si rivela di grande utilità perché le aziende riducono drasticamente le spese di acquisto e di gestione di macchine ed infrastrutture, con aumento della flessibilità d’uso e la mobilità. Ciononostante ancora permangono dubbi sulla custodia e gestione sicura dei dati presenti; si pensi alle aziende il cui futuro dipende strettamente dalla non divulgazione di informazioni sensibili (progetti, prototipi, caratteristiche di nuovi prodotti, ecc.).

Altro aspetto, troppo spesso trascurato dalle aziende, è il rischio - reale e frequente - di attacchi informatici ovvero di furti di dati sensibili e/o di appropriazione indebita del patrimonio aziendale da parte di personale interno all’azienda. Nel novembre 2012 una azienda italiana è stata sabotata da un ex dipendente le cui credenziali per l’accesso remoto ai sistemi aziendali erano rimaste attive per sei mesi nonostante il licenziamento (15 giorni di cassa integrazione per riuscire a far ripartire l’attività e 600 mila euro di danni).

Posto che ogni secondo 18 persone sono vittime di reati informatici - e quindi direttamente o indirettamente anche le aziende - determinante che queste ultime prendano consapevolezza della necessità di curare gli aspetti dellasecurity, finalizzati a proteggere identità, codici di accesso, diritti di proprietà intellettuale ed industriale ed informazioni sensibili e riservate in generale. I rischi dell’uso poco consapevole della tecnologia si traducono in danni concreti fuori dalla rete. E prevenire è sempre meglio che curare.

Un successo professionale che ricorda con piacere?

Trovare la soluzione concreta al problema, e gli attestati di stima e fiducia del cliente sono la fonte di gratificazione più appagante.

Ciononostante ricordo il mio primo caso in cui il mio cliente venne condannato a pagare una multa salatissima per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina (aveva inconsapevolmente trasportato due clandestini a bordo del proprio autoarticolato fino alla frontiera di Calais in Francia); anche il mezzo - sequestrato - è ripartito solo a seguito del versamento di una ulteriore pesante ammenda. Ebbene il ricorso che presentai alle competenti Autorità britanniche mi consentì di scardinare la responsabilità oggettiva della ditta e dell’autista e di ottenere la restituzione di circa il 90% dell’importo versato, e ciò senza l’intervento del corrispondente legale inglese.

Ne ricordo tuttavia altre, di maggiore importanza nel settore corporate, nel ruolo diteam lederegeneral counseldi clienti stranieri in operazioni straordinarie.

Qual è lo strumento tecnologico che preferisce utilizzare per lavoro?

Grazie al computer, all’Ipad, all’Iphone supero i confini alimentando la mia propensione internazionale e organizzo il mio tempo secondo le mie esigenze. In particolare non potrei far a meno del mio Ipad e dell’Iphone (ho una rete wi-fi anche a casa) che mi consentono il permanente contatto con gli strumenti di lavoro (banche dati, software gestionali, ecc.) indispensabili per un continuo aggiornamento professionale e monitoraggio del mio lavoro, nonché contatto con i clienti per poter rispondere in tempo reale alle loro e-mail o telefonate (in Skype). Il cliente deve poter sempre contare sul proprio avvocato.

LO STUDIO Quali sono i punti di forza dello Studio?

Siamo uno studio giovane, dinamico, modernamente organizzato e strutturato con mezzi tecnologici moderni ed efficienti, tutti i collaboratori parlano una seconda lingua oltre all’inglese. Prestiamo particolare attenzione alla qualità del servizio professionale da offrire al cliente che necessariamente deriva da attenta ricerca e dal continuo aggiornamento. Inoltre grazie al network di corrispondenti legali e consulenti esperti nelle relative aree di competenza, efficienti, competenti e provenienti da molteplici aree di intervento in Italia e nel Mondo, offriamo al cliente una assistenza a 360 gradi ed un servizio professionale integrato di alta qualità.

Ci può descrivere l’attività internazionale dello Studio?

Con specializzazione in diritto commerciale e del commercio internazionale, lo studio eccelle nella regolamentazione dei rapporti in particolare nella contrattualistica nazionale ed internazionale, negli appalti, nei contratti di licenza, di joint venture e partnership con società estere, nella costruzione di attività di star-up di piccole e medie imprese italiane all’estero (e viceversa). Siamo preparati nel contenzioso commerciale ed in particolare nella soluzione di controversie che implicano aspetti di diritto internazionale (giurisdizione e legge applicabile).

RAPPORTI CON I CLIENTI Come è cambiato il Vostro rapporto con la clientela in questo ultimo periodo?

I clienti si focalizzano maggiormente sul risultato e sul rapporto costi-benefici.

In questo contesto abbiamo ampliato la c.d. consulenza preventiva, cioè tutta l’attività finalizzata alla prevenzione del contenzioso, trasferendo al cliente il concetto che è opportuno investire oggi in un ottimo contratto, anziché affrontare domani un contenzioso di vasta portata, perché i costi ed i risultati sarebbero incommensurabili.

Quali sono i settori di specializzazione sui quali scommette per soddisfare le esigenze dei clienti?

L’istituzione dell’Agenda Digitale Italiana (ADI) del 1° marzo 2012 e l’approvazione del decreto “Digitalia”, la pervasività delle nuove tecnologie e la consapevolezza dei clienti di poter sviluppare nuove strategie di business sfruttando le opportunità offerte in uno scenario economico che continua a cambiare velocemente,ci fa puntare ed ampliare le competenze professionali nel settore TMT (Technology, Media, Telecommunications), grazie anche alla stretta collaborazione con tecnici ed esperti del settore.

LA PROFESSIONE DI AVVOCATO D’AFFARI Quali sono i requisiti fondamentali di un avvocato d’affari?

Innanzitutto è importante avere una visione d’insieme, conoscere il cliente/imprenditore, comprendere gli obiettivi e l’affare che costui si prefigge; fatto ciò, è altrettanto importante conoscere l’atra parte (partner, società target, controparte, ecc.), il paese e la cultura di appartenenza.

Solo dopo si potrà procedere con l’adattare al caso concreto tutti gli istituti e le strategie adeguate al raggiungimento di quelle finalità imprenditoriali, con approccio intuitivo, rigorosamente etico e professionale e nel rispetto della normativa applicabile.

Determinante conoscere almeno 2 lingue ed avere una grande capacità di resistenza allo stress, con grande lucidità, determinazione e pragmatismo.

Quanto è cambiato negli ultimi anni il modo di interpretare la professione di avvocato d'affari?

Il cliente è sempre più esigente ed intende affidarsi a professionisti altamente qualificati e di fiducia, con specifiche competenze tecnico-giuridiche, che siano in grado di offrire un servizio integrato, circondandosi delle competenze necessarie dei colleghi di studio ovvero di professionisti collegati. Il lavoro in team, in affiancamento ai propri professionisti e consulenti di fiducia, è sempre più richiesto.

Per una donna oggi è difficile svolgere la professione di avvocato d’affari?

La professione in generale diventa sempre più complessa e richiede sempre maggiore competenza, perché segue la società in cui viviamo.

L’avvocato d’affari deve inoltre fare i conti con le esigenze delbusinessche richiede una particolare prontezza ed una impegnativa dedizione quotidiana che spesso non consente di condurre una vita scandita da ritmi regolari. Ognidealsi presenta come una sfida: il tempo e la velocità nella comprensione dell’affare e dei rischi connessi, la capacità di selezionare ed organizzare le proprie conoscenze e l’approccioproblem solvingsi rivelano di fondamentale importanza per l’adozione della migliore strategia e delle migliori garanzie, nell’interesse del cliente. Ci vuole molta determinazione, con risultati a lungo termine.

Ci può descrivere una Sua giornata di lavoro?

Passo all’interno dello Studio gran parte della mia giornata di lavoro: agenda (rigorosamente elettronica) minuziosamente scadenzata da incontri econference callcon clienti e controparti, ed udienze in Tribunale. Molte ore le dedico alle pratiche, con redazione dei contratti e degli atti, alla revisione del lavoro dei collaboratori, al confronto con questi ed all’aggiornamento professionale.

DIETRO LA TOGA… Quali hobby fuori dall’aula?

Mi prefiggo di rimettermi in sella alla bicicletta da corsa, ancorché allo stato riesca a praticare solo un po’ dijogging. Adoro il cinema e sono affascinata dalla sua straordinaria potenza come mezzo di comunicazione, che trovo in particolare al Festival del film di Locarno e di Berlino.

La vacanza e il libro ideale?

Un meraviglioso viaggio in Giappone; mi stimolano le metropoli così come (stranamente) la silenziosa campagna o la montagna.

Potrei farmi rapire da qualsiasi genere di lettura, anche se da tempo sono attratta dalla sociologia.