GEOGRAFIA GIUDIZIARIA

Taglio dei tribunali, Pinerolo rinvia alla Consulta

| 19 Novembre 2012

Il tribunale di Pinerolo si ribella alla sua stessa soppressione e rinvia alla Consulta la legge di riforma della geografia giudiziaria. Secondo il giudice Rosanna Musa è rilevante e non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell’articolo 1, 2° comma, della legge 148/2011 con la quale è stato convertito, con modificazioni, il Dl 138/2011, per contrasto con gli articoli 70, 72, 1° e 4° comma, e 77, 2° comma della Costituzione. Ma alla Corte va anche l’articolo 1 del Dlgs 155/2012 limitatamente alla inclusione del tribunale di Pinerolo nell’elenco A della Tabella, per contrasto con gli articoli 3, 24, 25, 1° comma, 76 e 97, 1° comma della Costituzione.

Esulta Maurizio de Tilla, presidente Oua, che parla di una prima conferma della corretta opposizione dell’avvocatura “a un provvedimento con chiari profili di illegittimità che porterà alla chiusura di circa 1.000 uffici giudiziari”.


Un veicolo normativo non corretto

“La legge delega - spiega de Tilla - come sostenuto dal costituzionalista professor Giuseppe Verde, è in contrasto con gli artt. 70, 72 e 77 della Costituzione, assistiamo, infatti, all’introduzione della nuova normativa nella legge di conversione di un decreto legge il cui oggetto è totalmente estraneo alla materia della riorganizzazione degli uffici giudiziari”.

Il difetto di straordinarietà e urgenza
“Ora, anche il magistrato di Pinerolo - prosegue de Tilla - fa riferimento, proprio alla violazione del procedimento di formazione della legge, dato che i principi sulla revisione della geografia sono stati introdotti con un emendamento eterogeneo, e senza i necessari presupposti di straordinaria necessità e urgenza, in sede di conversione di un decreto-legge riguardante misure sulla stabilizzazione finanziaria e sullo sviluppo economico”. “Quella che la Corte Costituzionale in una sentenza recente (n. 22 del 2012) definiva, appunto, come “norma intrusa” e quindi ne censurava l’inserimento attraverso emendamenti».

Un pioggia di pareri contrari alla soppressione
“Ma non solo – continua il presidente Oua - contro la soppressione di Pinerolo si sono espresse le Commissioni Giustizia di Camera e Senato e il Consiglio Giudiziario presso la Corte di Appello di Torino, la Procura Generale e la Procura della Repubblica di Torino, perché questo taglio contrasta con gli obiettivi stessi della razionalizzazione della geografia giudiziaria che imponevano un riequilibrio tra uffici della stessa provincia, nel caso esista un tribunale metropolitano (nella specie Torino), e divieto di soppressione dei tribunali della medesima provincia (Ivrea e Pinerolo)”.

Gli effetti della soppressione
Non solo. Secondo laricostruzione dell’Oua, nella stessa relazione accompagnatoria del decreto legislativo 155/2011, il Ministro della Giustizia avrebbe scritto che era necessario “impedire accorpamenti di tribunali sub-provinciali alle 5 grandi aree metropolitane (Roma, Napoli, Milano, Torino e Palermo)”.

“Così non è stato – sottolinea ancora il presidente Oua – con il risultato che metà della popolazione del Piemonte (la provincia di Torino) dovrebbe gravare su due uffici giudiziari e l’altra metà su ben sette. Un assurdo, come giustamente denunciano gli avvocati e i magistrati vittime di questa scelta irrazionale».

I ricorsi presentati
“Questo è solo il primo di un probabile lungo elenco di rinvii”, conclude de Tilla. L’Oua, infatti, ha già presentato ricorsi ai Tar Sardegna (fissata per il 23 gennaio la decisione nel merito), Lazio, Emilia-Romagna e Basilicata, la cui discussione è prossima. In ballo c’è la soppressione di ben 31 Tribunali, 220 Sezioni distaccate e 600 Uffici di giudici di pace, per un totale di 1000 uffici giudiziari su 1400 esistenti.

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