CORTE COSTITUZIONALE

Sì al rimborso dei contributi di malattia, l’Inps non può trattenerli

La Corte costituzionale torna, con la sentenza 82/13, sull’interpretazione autentica del comma 2 dell’articolo 6 della legge 11 gennaio 1943 n. 138, che esonera l’Inps dal pagamento dell’indennità di malattia quando detto trattamento economico debba essere corrisposto, per legge o per contratto collettivo, dal datore di lavoro, ma non esonera espressamente quest’ultimo dalla corrispondente contribuzione.

Ricostruzione della questione
La materia era stata oggetto della sentenza 27 giugno 2003 n.10232 della Corte di cassazione a Sezioni unite che stabilì che l’articolo 6, comma 2, della legge 138/1943 non valeva a escludere l'obbligo di contribuzione previdenziale a favore dell'Inps.

Seguì l'intervento del Dl 112/2008 su cui già la Corte costituzionale si pronunciò, con sentenza 48/10, con riferimento al comma 1, primo periodo, del citato articolo 20, considerando costituzionalmente legittimo interpretare la legge 138/1943 nel senso che i datori di lavoro che hanno corrisposto per previsione di legge o di contratto collettivo il trattamento economico di malattia ai propri dipendenti non sono tenuti al versamento della relativa contribuzione all’Inps.

L'esame della Corte costituzionale non affrontò, in quella occasione, il dettato del secondo periodo dell’articolo 20, comma 1, che, nel testo originario, esclude la ripetibilità dei versamenti eseguiti prima del 2009. E non va ulteriormente sottaciuto che la disposizione in esame è stata ulteriormente modificata dall’articolo 18, comma 16, letterab), del Dl 98/2011, con il quale si è stabilito che i contributi definitivamente acquisiti alla gestione previdenziale e irripetibili sono quelli versati per periodi anteriori al 1° maggio 2011 (e non più al 1° gennaio 2009).

Lo stesso articolo 18, comma 16, ha introdotto nell’articolo 20 del Dl 112/2008 il comma 1-bis, con il quale si prevede che a decorrere dal 1° maggio 2011, i datori di lavoro di cui al comma 1 sono comunque tenuti al versamento della contribuzione di finanziamento dell’indennità economica di malattia in base all’articolo 31 della legge 41/1986, per le categorie di lavoratori cui la suddetta assicurazione è applicabile ai sensi della normativa vigente.

Osserva la Corte costituzionale che, per effetto di questa modifica, è confermata la norma di interpretazione autentica che escludeva l’obbligo per i datori di lavoro di versare i contributi se avessero provveduto a pagare il trattamento economico di malattia, obbligo che è stato reintrodotto a partire dal 1° maggio 2011 pur mantenendo la non ripetibilità di quanto eventualmente versato dai datori di lavoro interessati fino al 30 aprile 2011. Questi versamenti, che resterebbero in base alla norma in esame, definitivamente acquisiti dall’Inps sono stati, in realtà, indebitamente versati stante che per il periodo precedente al maggio 2011 vale la norma di interpretazione autentica che esclude l’obbligo di contribuzione.

La decisione
Con la sentenza 82/13 la Corte costituzionale dichiara l’illegittimità costituzionale di quella disposizione e ribadisce, peraltro, quanto già sancito in precedenti occasioni: sono illegittime, per violazione del principio di uguaglianza sancito dall’articolo 3 della Costituzione, le norme che prevedano l’irripetibilità di quanto versato nel convincimento di adempiere a una obbligazione in realtà inesistente.<

Dunque, la modifica apportata nel 2011 non fa venire meno la rilevanza della questione sottoposta alla Corte costituzionale. La dichiarazione di illegittimità costituzionale interessa l’articolo 20, comma 1, secondo periodo, del Dl 112/2008 come modificato dall’articolo 18, comma 16, letterab), del Dl 98/2011, in quanto viola l’articolo 3 della Costituzione, ledendo la parità di trattamento dei cittadini davanti alla legge quando stabilisce l’irripetibilità di quanto versato dai datori di lavoro a titolo di contribuzione di malattia, pur non essendovi tenuti.

Si aggiunge, per completezza, che anche il ministero del Lavoro con interpello 17 aprile 2013 n.14 aveva affrontato l'argomento ribadendo l’obbligo di versamento dei contributi di malattia, a norma dell’articolo 20 in esame, da parte delle imprese a capitale misto pubblico-privato.