Uffici del pubblico ministero. Attribuzioni del procuratore della Repubblica distrettuale
Codice di procedura penale
Gazzetta Ufficiale Repubblica Italiana 24 ottobre 1988, n. 250
Codice procedura penale
Approvato con D.P.R. 22 settembre 1988, n. 447

LIBRO PRIMO. Soggetti - TITOLO SECONDO. Pubblico Ministero
Articolo 51
Uffici del pubblico ministero. Attribuzioni del procuratore della Repubblica distrettuale

1. Le funzioni di pubblico ministero sono esercitate:

a) nelle indagini preliminari e nei procedimenti di primo grado, dai magistrati della procura della Repubblica presso il tribunale [o presso la pretura]; (2)

b) nei giudizi di impugnazione dai magistrati della procura generale presso la corte di appello o presso la corte di cassazione.

2. Nei casi di avocazione, le funzioni previste dal comma 1 lettera a), sono esercitate dai magistrati della procura generale presso la corte di appello. Nei casi di avocazione previsti dall'articolo 371-bis, sono esercitate dai magistrati della Direzione nazionale antimafia. (3)

3. Le funzioni previste dal comma 1 sono attribuite all'ufficio del pubblico ministero presso il giudice competente a norma del capo II del titolo I.

3-bis. Quando si tratta di procedimenti per i delitti, consumati o tentati, di cui agli articoli 416, sesto e settimo comma, 416, realizzato allo scopo di commettere taluno dei delitti di cui all’articolo 12, commi 3 e 3-ter, del testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, 416, realizzato allo scopo di commettere delitti previsti dagli articoli 473 e 474, 600, 601, 602, 416-bis, 416-ter, 452-quaterdecies e 630 del codice penale, per i delitti commessi avvalendosi delle condizioni previste dal predetto articolo 416-bis ovvero al fine di agevolare l'attività delle associazioni previste dallo stesso articolo, nonché per i delitti previsti dall'articolo 74 del testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, dall'articolo 291-quater del testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 23 gennaio 1973, n. 43, le funzioni indicate nel comma 1 lettera a) sono attribuite all'ufficio del pubblico ministero presso il tribunale del capoluogo del distretto nel cui ambito ha sede il giudice competente. (4)

3-ter. Nei casi previsti dal comma 3-bis e dai commi 3-quater e 3-quinquies, se ne fa richiesta il procuratore distrettuale, il procuratore generale presso la corte di appello può, per giustificati motivi, disporre che le funzioni di pubblico ministero per il dibattimento siano esercitate da un magistrato designato dal procuratore della Repubblica presso il giudice competente. (5)

3-quater. Quando si tratta di procedimenti per i delitti consumati o tentati con finalità di terrorismo le funzioni indicate nel comma 1, lettera a), sono attribuite all'ufficio del pubblico ministero presso il tribunale del capoluogo del distretto nel cui ambito ha sede il giudice competente. (6)

3-quinquies. Quando si tratta di procedimenti per i delitti, consumati o tentati, di cui agli articoli 414-bis, 600-bis, 600-ter, 600-quater, 600-quater.1, 600-quinquies, 609-undecies, 615-ter, 615-quater, 615-quinquies, 617-bis, 617-ter, 617-quater, 617-quinquies, 617-sexies, 635-bis, 635-ter, 635-quater, 640-ter e 640-quinquies del codice penale, le funzioni indicate nel comma 1, lettera a), del presente articolo sono attribuite all'ufficio del pubblico ministero presso il tribunale del capoluogo del distretto nel cui ambito ha sede il giudice competente. (7) (8)

(1)


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(1) La rubrica del presente articolo è stata così sostituita dall'art. 3, D.L. 20.11.1991, n. 367, convertito in legge, con modifiche, dalla L. 20.01.1992, n. 8 con decorrenza dal 22.11.1991.

(2) Le parole del presente comma riportate tra parentesi quadre sono state soppresse dall'art. 175, D.Lgs. 19.02.1998, n. 51, con effetto dal 02.06.1999 ai sensi dell'art. 247 del citata decreto così come modificato dall'art. 1, L. 16.06.1998, n. 188.

(3) Il presente comma è stato così modificato dall'art. 3, D.L. 20.11.1991, n. 367, convertito in legge, con modifiche, dalla L. 20.01.1992, n. 8.

(4) Il presente comma, aggiunto dall'art. 3, D.L. 20.11.1991, n. 367, convertito in legge, con modifiche dalla L. 20.01.1992, n. 8, è stato poi così modificato dall'art. 5, L. 19.03.2001, n. 92, dall'art. 6 L. 11.08.2003, n. 228, dall'art. 15, L. 23.07.2009, n. 99, dall'art. 11, L. 13.08.2010, n. 136, dall'art. 5, L. 01.10.2012, n. 172 con decorrenza dal 23.10.2012, dall'art. 2, L. 23.02.2015, n. 19, con decorrenza dal 20.03.2015, dall'art. 18, D.L. 17.02.2017, n. 13 con decorrenza dal 18.02.2017, convertito in legge dalla L. 13.04.2017, n. 46 con decorrenza dal 19.04.2017 e, da ultimo dall'art. 3, D.Lgs. 01.03.2018, n. 21 con decorrenza dal 06.04.2018. Si riporta di seguito il testo previgente:

"3-bis. Quando si tratta di procedimenti per i delitti, consumati o tentati, di cui agli articoli 416, sesto e settimo comma, 416, realizzato allo scopo di commettere taluno dei delitti di cui all’articolo 12, commi 3 e 3-ter, del testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, 416, realizzato allo scopo di commettere delitti previsti dagli articoli 473 e 474, 600, 601, 602, 416-bis, 416-ter e 630 del codice penale, per i delitti commessi avvalendosi delle condizioni previste dal predetto articolo 416-bis ovvero al fine di agevolare l'attività delle associazioni previste dallo stesso articolo, nonché per i delitti previsti dall'articolo 74 del testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, dall'articolo 291-quater del testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 23 gennaio 1973, n. 43, e dall'articolo 260 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, le funzioni indicate nel comma 1 lettera a) sono attribuite all'ufficio del pubblico ministero presso il tribunale del capoluogo del distretto nel cui ambito ha sede il giudice competente.".

(5) Il presente comma aggiunto dall'art. 3, D.L. 20.11.1991, n. 367, convertito in legge, con modifiche dalla L. 20.01.1992, n. 8, è stato poi così modificato dall'art. 2, D.L. 23.05.2008, n. 92, convertito in legge, con modifiche, dalla L. 24.07.2008, n. 125. Si riporta di seguito il testo previgente:

"Nei casi previsti dal comma 3-bis, se ne fa richiesta il procuratore distrettuale, il procuratore generale presso la corte di appello può, per giustificati motivi, disporre che le funzioni di pubblico ministero per il dibattimento siano esercitate da un magistrato designato dal procuratore della Repubblica presso il giudice competente.".

(6) Il presente comma aggiunto dall'art. 10-bis, D.L. 18.10.2001, n. 374, convertito in legge, con modifiche, dalla L. 15.12.2001, n. 438 è stato poi così modificato dall'art. 2, D.L. 23.05.2008, n. 92, convertito in legge, con modifiche, dalla L. 24.07.2008, n. 125. Si riporta di seguito il testo previgente:

"Quando si tratta di procedimenti per i delitti consumati o tentati con finalità di terrorismo le funzioni indicate nel comma 1, lettera a), sono attribuite all'ufficio del pubblico ministero presso il tribunale del capoluogo del distretto nel cui ambito ha sede il giudice competente. Si applicano le disposizioni del comma 3-ter.".

(7) Il presente comma è stato aggiunto dall'art. 11, L. 18.03.2008, n. 48 così come modificato dalla legge di conversione L. 24.07.2008, n. 125.

(8) Le parole "600-bis, 600-ter, 600-quater, 600-quater.1, 600-quinquies" del presente comma sono state così sostituite dall'art. 5, L. 01.10.2012, n. 172 con decorrenza dal 23.10.2012.