Limiti di ammissibilità
Codice di procedura penale
Gazzetta Ufficiale Repubblica Italiana 24 ottobre 1988, n. 250
Codice procedura penale
Approvato con D.P.R. 22 settembre 1988, n. 447

LIBRO TERZO. Prove - TITOLO TERZO. Mezzi di ricerca della prova - CAPO QUARTO. Intercettazioni di conversazioni o comunicazioni
Articolo 266
Limiti di ammissibilità

1. L'intercettazione di conversazioni o comunicazioni telefoniche e di altre forme di telecomunicazione è consentita nei procedimenti relativi ai seguenti reati:

a) delitti non colposi per i quali è prevista la pena dell'ergastolo o della reclusione superiore nel massimo a cinque anni determinata a norma dell'articolo 4;

b) delitti contro la pubblica amministrazione per i quali è prevista la pena della reclusione non inferiore nel massimo a cinque anni determinata a norma articolo 4;

c) delitti concernenti sostanze stupefacenti o psicotrope;

d) delitti concernenti le armi e le sostanze esplosive;

e) delitti di contrabbando;

f) reati di ingiuria, minaccia, usura, abusiva attività finanziaria, abuso di informazioni privilegiate, manipolazione del mercato, molestia o disturbo alle persone col mezzo del telefono; (1)

f-bis) delitti previsti dall'articolo 600-ter, terzo comma, del codice penale, anche se relativi al materiale pornografico di cui all'articolo 600 quater.1 del medesimo codice, nonché dall’art. 609-undecies; (2)

f-ter) delitti previsti dagli articoli 444, 473, 474, 515, 516, 517-quater e 633, terzo comma, del codice penale; (4)

f-quater) delitto previsto dall'articolo 612-bis del codice penale. (5)

2. Negli stessi casi è consentita l'intercettazione di comunicazioni tra presenti, che può essere eseguita anche mediante l’inserimento di un captatore informatico su un dispositivo elettronico portatile. Tuttavia, qualora queste avvengano nei luoghi indicati dall'articolo 614 del codice penale, l'intercettazione è consentita solo se vi è fondato motivo di ritenere che ivi si stia svolgendo l'attivitàcriminosa. (6)

2-bis. L’intercettazione di comunicazioni tra presenti mediante inserimento di captatore informatico su dispositivo elettronico portatile è sempre consentita nei procedimenti per i delitti di cui all’articolo 51, commi 3-bis e 3-quater. (7)

(3)

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(1) La presente lettera prima modificata dall'art. 8, L. 7.03.1996, n. 108, è stata poi, così modificata dall'art. 9, L. 18.04.2005, n. 62, con decorrenza dal 12.05.2005. Si riporta di seguito il testo previgente:

"f) reati di ingiuria, minaccia, usura, abusiva attivita` finanziaria, molestia o disturbo alle persone col mezzo del telefono.".

(2) La presente lettera aggiunta dalla L. 03.08.1998, n. 269 è stata così modificata prima dall'art. 13 L. 06.02.2006, n. 38 con decorrenza dal 02.03.2006 e poi  dall'art. 4, comma 1, D.Lgs. 04.03.2014, n. 39 con decorrenza dal 06.04.2014. Si riporta di seguito il testo previgente:

"f bis) delitti previsti dall' articolo 600 ter, terzo comma, del codice penale, anche se relativi al materiale pornografico di cui
all'articolo 600 quater.1 del medesimo codice. ".

(3) Non è fondata la questione di legittimita` costituzionale dell' art. 266 c.p.p., in quanto anche la acquisizione come mezzi di prova dei dati di identificazione dei soggetti, del tempo e del luogo delle comunicazioni deve avvenire nel rispetto delle garanzie previste per la intercettazione del contenuto delle conversazioni o comunicazioni telefoniche. (C. Cost., 26.02.-11.03.1993, n. 81, G.U. S.S. 17.03.1993, n. 12).

(4) La presente lettera, inserita dall'art. 14 L. 14.01.2013, n. 9 con decorrenza dal 01.02.2013, è stata poi così modificata dall'art. 31, D.L. 04.10.2018, n. 113 con decorrenza dal 05.10.2018. Si riporta di seguito il testo previgente:

"f-ter) delitti previsti dagli articoli 444, 473, 474, 515, 516 e 517-quater del codice penale.".

(5) La presente lettera è stata inserita dall'art. 2, comma 1, D.L. 14.08.2013, n. 93 così come modificato dall'allegato alla legge di conversione L. 15.10.2013, n. 119 con decorrenza dal 16.10.2013. 

(6) Il presente comma è stato così modificato dall'art. 4, D.Lgs. 29.12.2017, n. 216 con decorrenza dal 26.01.2018 ed applicazione alle operazioni di intercettazione relative a provvedimenti autorizzativi emessi dopo il 31 marzo 2019. Si riporta di seguito il testo previgente:

"2. Negli stessi casi è consentita l'intercettazione di comunicazioni tra presenti. Tuttavia, qualora queste avvengano nei luoghi indicati dall' articolo 614 del codice penale, l'intercettazione e` consentita solo se vi è fondato motivo di ritenere che ivi si stia svolgendo l'attivita`criminosa.".

(7) Il presente comma è stato aggiunto dall'art. 4, D.Lgs. 29.12.2017, n. 216 con decorrenza dal 26.01.2018 ed applicazione alle operazioni di intercettazione relative a provvedimenti autorizzativi emessi dopo il 31 marzo 2019.