Attività di coordinamento del procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo
Codice di procedura penale
Gazzetta Ufficiale Repubblica Italiana 24 ottobre 1988, n. 250
Codice procedura penale [codice di procedura penale]
Approvato con D.P.R. 22 settembre 1988, n. 447

LIBRO QUINTO. Indagini preliminari e udienza preliminare - TITOLO QUINTO. Attività del pubblico ministero
Articolo 371 Bis
Attività di coordinamento del procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo

1. Il procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo esercita le sue funzioni in relazione ai procedimenti per i delitti indicati nell'articolo 51, comma 3-bis e comma 3-quater e in relazione ai procedimenti di prevenzione antimafia e antiterrorismoIn relazione ai procedimenti per i delitti di cui all’articolo 51, comma 3-bis dispone della direzione investigativa antimafia e dei servizi centrali e interprovinciali delle forze di polizia e impartisce direttive intese a regolarne l'impiego a fini investigativi. In relazione ai procedimenti per i delitti di cui all’articolo 51, comma 3-quater, si avvale altresì dei servizi centrali e interprovinciali delle forze di polizia e impartisce direttive intese a regolarne l’impiego a fini investigativi. (4)

2. Il procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo esercita funzioni di impulso nei confronti dei procuratori distrettuali al fine di rendere effettivo il coordinamento delle attività di indagine, di garantire la funzionalità dell'impiego della polizia giudiziaria nelle sue diverse articolazioni e di assicurare la completezza e tempestività delle investigazioni. (6)

3. Per lo svolgimento delle funzioni attribuitegli dalla legge, il procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo, in particolare: (7)

a) d'intesa con i procuratori distrettuali interessati, assicura il collegamento investigativo anche per mezzo dei magistrati della Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo; (8)

b) cura, mediante applicazioni temporanee dei magistrati della Direzione nazionale e delle procure distrettuali antimafia e antiterrorismo, la necessaria flessibilità e mobilità che soddisfino specifiche e contingenti esigenze investigative o processuali; (9)

c) ai fini del coordinamento investigativo e della repressione dei reati provvede all'acquisizione e all'elaborazione di notizie, informazioni e dati attinenti alla criminalità organizzata e ai delitti di terrorismo, anche internazionale; (10)

d) [omissis] (2);

e) [omissis] (2);

f) impartisce ai procuratori distrettuali specifiche direttive alle quali attenersi per prevenire o risolvere contrasti riguardanti le modalità secondo le quali realizzare il coordinamento nell'attività d'indagine;

g) riunisce i procuratori distrettuali interessati al fine di risolvere i contrasti che, malgrado le direttive specifiche impartite, sono insorti e hanno impedito di promuovere o di rendere effettivo il coordinamento;

h) dispone con decreto motivato, reclamabile al procuratore generale presso la corte di cassazione l'avocazione delle indagini preliminari relative a taluno dei delitti indicati nell'articolo 51 comma 3-bis e comma 3-quater quando non hanno dato esito le riunioni disposte al fine di promuovere o rendere effettivo il coordinamento e questo non è stato possibile a causa della: (11)

1) perdurante e ingiustificata inerzia nella attività di indagine;

2) ingiustificata e reiterata violazione dei doveri previsti dall'articolo 371 ai fini del coordinamento delle indagini;

3) [omissis]. (3)

4. Il Procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo provvede all'avocazione dopo aver assunto sul luogo le necessarie informazioni personalmente o tramite un magistrato della Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo all'uopo designato. Salvi casi particolari, il procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo o il magistrato da lui designato non può delegare per il compimento degli atti di indagine altri uffici del pubblico ministero. (12)

(1) (5)

 

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(1) Il presente articolo è stato aggiunto dall'art. 7, D.L. 20.11.1991, n. 367.

(2) La presente lettera, che qui viene omessa, è stata soppressa dalla L. 20.01.1992, n. 8 che ha convertito in legge il D.L. 20.11.1991, n. 367.

(3) Il presente numero, che qui viene omesso, è stato soppresso dalla L. 20.01.1992, n. 8 che ha convertito in legge il D.L. 20.11.1991, n. 367.

(4) Il presente comma è stato così modificato prima dall'art. 2,  D.L. 23.05.2008, n. 92, come modificato dall'allegato alla L. 24.07.2008, n. 125, con decorrenza dal 26.07.2008, e poi dall'art. 9, comma 4, lett. b), D.L. 18.02.2015, n. 7 così come modificato dall'allegato alla legge di conversione, L. 17.04.2015, n. 43 con decorrenza dal 21.04.2015. Si riporta di seguito il testo previgente:

"1. Il procuratore nazionale antimafia esercita le sue funzioni in relazione ai procedimenti per i delitti indicati nell'articolo 51 comma 3-bis e in relazione ai procedimenti di prevenzione antimafia. A tal fine dispone della direzione investigativa antimafia e dei servizi centrali e interprovinciali delle forze di polizia e impartisce direttive intese a regolarne l'impiego a fini investigativi.".

(5) La rubrica del presente articolo è stata così modificata dall'art. 9, comma 4, lett. a), D.L. 18.02.2015, n. 7 con decorrenza dal 20.02.2015, convertito in legge dalla L. 17.04.2015, n. 43 con decorrenza dal 21.04.2015. Si riporta di seguito il testo previgente: "Attività di coordinamento del procuratore nazionale antimafia".

(6) Il presente comma è stato così modificato dall'art. 9, comma 4, lett. c), D.L. 18.02.2015, n. 7 con decorrenza dal 20.02.2015, convertito in legge dalla L. 17.04.2015, n. 43 con decorrenza dal 21.04.2015. Si riporta di seguito il testo previgente:

"2. Il procuratore nazionale antimafia esercita funzioni di impulso nei confronti dei procuratori distrettuali al fine di rendere effettivo il coordinamento delle attività di indagine, di garantire la funzionalità dell'impiego della polizia giudiziaria nelle sue diverse articolazioni e di assicurare la completezza e tempestività delle investigazioni.".

(7) Il presente alinea è stato così modificato dall'art. 9, comma 1, lett. d), D.L. 18.02.2015, n. 7 con decorrenza dal 20.02.2015, convertito in legge dalla L. 17.04.2015, n. 43 con decorrenza dal 21.04.2015. Si riporta di seguito il testo previgente:

"3. Per lo svolgimento delle funzioni attribuitegli dalla legge, il procuratore nazionale antimafia, in particolare:".

(8) La presente lettera è stata così modificata dall'art. 9, comma 1, lett. d), D.L. 18.02.2015, n. 7 con decorrenza dal 20.02.2015, convertito in legge dalla L. 17.04.2015, n. 43 con decorrenza dal 21.04.2015. Si riporta di seguito il testo previgente:

"a) d'intesa con i procuratori distrettuali interessati, assicura il collegamento investigativo anche per mezzo dei magistrati della direzione nazionale antimafia;".

(9) La presente lettera è stata così modificata dall'art. 9, comma 1, lett. d), D.L. 18.02.2015, n. 7 con decorrenza dal 20.02.2015, convertito in legge dalla L. 17.04.2015, n. 43 con decorrenza dal 21.04.2015. Si riporta di seguito il testo previgente:

"b) cura, mediante applicazioni temporanee dei magistrati della Direzione nazionale e delle direzioni distrettuali antimafia, la necessaria flessibilità e mobilità che soddisfino specifiche e contingenti esigenze investigative o processuali;".

(10) La presente lettera è stata così modificata dall'art. 9, comma 1, lett. d), D.L. 18.02.2015, n. 7, con decorrenza dal 20.02.2015, convertito in legge dalla L. 17.04.2015, n. 43 con decorrenza dal 21.04.2015. Si riporta di seguito il testo previgente:

"c) ai fini del coordinamento investigativo e della repressione dei reati provvede all'acquisizione e all'elaborazione di notizie, informazioni e dati attinenti alla criminalità organizzata;".

(11) L'alinea della presente lettera è stato così modificato dall'art. 9, comma 1, lett. d), D.L. 18.02.2015, n. 7, con decorrenza dal 20.02.2015, convertito in legge dalla L. 17.04.2015, n. 43 con decorrenza dal 21.04.2015. Si riporta di seguito il testo previgente:

"h) dispone con decreto motivato, reclamabile al procuratore generale presso la corte di cassazione l'avocazione delle indagini preliminari relative a taluno dei delitti indicati nell'articolo 51 comma 3-bis quando non hanno dato esito le riunioni disposte al fine di promuovere o rendere effettivo il coordinamento e questo non è stato possibile a causa della:".

(12) Il presente comma è stato così modificato dall'art. 9, comma 1, lett. e), D.L. 18.02.2015, n. 7, con decorrenza dal 20.02.2015, convertito in legge dalla L. 17.04.2015, n. 43 con decorrenza dal 21.04.2015. Si riporta di seguito il testo previgente:

"4. Il Procuratore nazionale antimafia provvede all'avocazione dopo aver assunto sul luogo le necessarie informazioni personalmente o tramite un magistrato della Direzione nazionale antimafia all'uopo designato. Salvi casi particolari, il procuratore nazionale antimafia o il magistrato da lui designato non può delegare per il compimento degli atti di indagine altri uffici del pubblico ministero.".