Incompatibilità determinata da atti compiuti nel procedimento
Codice di procedura penale
Gazzetta Ufficiale Repubblica Italiana 24 ottobre 1988, n. 250
Codice procedura penale [codice di procedura penale]
Approvato con D.P.R. 22 settembre 1988, n. 447

LIBRO PRIMO. Soggetti - TITOLO PRIMO. Giudice - CAPO SETTIMO. Incompatibilità, astensione e ricusazione del giudice
Articolo 34
Incompatibilità determinata da atti compiuti nel procedimento

1. Il giudice che ha pronunciato o ha concorso a pronunciare sentenza in un grado del procedimento non può esercitare funzioni di giudice negli altri gradi, né partecipare al giudizio di rinvio dopo l'annullamento o al giudizio per revisione. (5) (8)

2. Non può partecipare al giudizio il giudice che ha emesso il provvedimento conclusivo dell'udienza preliminare o ha disposto il giudizio immediato o ha emesso decreto penale di condanna o ha deciso sull'impugnazione avverso la sentenza di non luogo a procedere. (2) (7)

2-bis. Il giudice che nel medesimo procedimento ha esercitato funzioni di giudice per le indagini preliminari non può emettere il decreto penale di condanna, nè tenere l'udienza preliminare; inoltre, anche fuori dei casi previsti dal comma 2, non può partecipare al giudizio. (1)

2-ter. Le disposizioni del comma 2-bis non si applicano al giudice che nel medesimo procedimento abbia adottato uno dei seguenti provvedimenti:

a) le autorizzazioni sanitarie previste dall'articolo 11 della legge 26 luglio 1975, n. 354;

b) i provvedimenti relativi ai permessi di colloquio, alla corrispondenza telefonica e al visto di controllo sulla corrispondenza, previsti dagli articoli 18 e 18-ter della legge 26 luglio 1975, n. 354; (6)

c) i provvedimenti relativi ai permessi previsti dall'articolo 30 della legge 26 luglio 1975, n. 354;

d) il provvedimento di restituzione nel termine di cui all'articolo 175;

e) il provvedimento che dichiara la latitanza a norma dell'articolo 296. (3)

2-quater. Le disposizioni del comma 2-bis non si applicano inoltre al giudice che abbia provveduto all'assunzione dell'incidente probatorio o comunque adottato uno dei provvedimenti previsti dal titolo VII del libro quinto. (4)

3. Chi ha esercitato funzioni di pubblico ministero o ha svolto atti di polizia giudiziaria o ha prestato ufficio di difensore, di procuratore speciale, di curatore di una parte ovvero di testimone, perito, consulente tecnico o ha proposto denuncia, querela, istanza o richiesta o ha deliberato o ha concorso a deliberare l'autorizzazione a procedere non può esercitare nel medesimo procedimento l'ufficio di giudice.

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(1) Il presente comma è stato aggiunto, con efficacia dal 19 luglio 1998, dall'art. 171, D.lgs. 19.02.1998, n. 51.

(2) E' costituzionalmente illegittimo l'art. 34 c.p.p, secondo comma, nella parte in cui:

- prevede che non possa partecipare al successivo giudizio abbreviato il giudice per le indagini preliminari presso la Pretura che abbia emesso l'ordinanza di cui all'art. 554.2 (C. Cost. 26.10.1990, n. 496);

- non prevede che non possa partecipare al successivo giudizio abbreviato il giudice per le indagini preliminari presso il tribunale che abbia emesso l'ordinanza per la formulazione dell'imputazione prevista dall'articolo 409.5 cpp. Con la stessa sentenza la Corte nel dichiarare non fondata nei sensi di cui in motivazione la questione di legittimità costituzionale dell'articolo 34.2 nella parte in cui non prevede l'incompatibilità del giudice per le indagini preliminari presso il tribunale che abbia disposto il giudizio immediato a partecipare al giudizio abbreviato, ha statuito che la locuzione "giudizio" contenuta nella disposizione ricomprende anche quello che si svolge con il rito abbreviato (C. cost. 12 novembre 1991, n. 401);

- non prevede che non possa partecipare al giudizio dibattimentale il giudice per le indagini preliminari presso la pretura che abbia emesso l'ordinanza di cui all'articolo 554.2 c.p.p., il giudice per le indagini preliminari presso il tribunale che abbia emesso l'ordinanza di cui all'articolo 409.5 c.p.p., nonché infine il giudice per le indagini preliminari che ha rigettato la richiesta di decreto di condanna (C. cost. 30 dicembre 1991, n. 502);

- non prevede l'incompatibilità a partecipare alla udienza dibattimentale del giudice per le indagini preliminari presso la pretura che abbia respinto la richiesta di applicazione di pena concordata per la ritenuta non concedibilità di circostanze attenuanti (C. cost. 25 marzo 1992, n. 124);

- non prevede l'incompatibilità del giudice per le indagini preliminari (rectius, giudice del dibattimento) che abbia rigettato la richiesta di applicazione di pena concordata di cui all'articolo 444 cpp a partecipare al giudizio (C. cost. 22 aprile 1992, n. 186);

- non prevede l'incompatibilità a partecipare al giudizio abbreviato del giudice per le indagini preliminari che abbia rigettato la richiesta di applicazione di pena concordata di cui all'art. 444 del c.p.p (C. cost. 16 dicembre 1993, n. 439);

- non prevede l'incompatibilità alla funzione di giudizio del giudice per le indagini preliminari il quale, per la ritenuta diversità del fatto, sulla base di una valutazione del complesso delle indagini preliminari, abbia rigettato la domanda di oblazione; inoltre, con sentenza 15 - 30 dicembre 1994, n. 455, la stessa Corte ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del medesimo comma nella parte in cui non prevede l'incompatibilità alla funzione di giudizio del giudice che abbia, all'esito di precedente dibattimento, riguardante il medesimo fatto storico a carico del medesimo imputato, ordinato la trasmissione degli atti al P.M. a norma dell'art. 521 comma 2 del c.p.p. (C. cost. 30 dicembre 1994, n. 453);

- non prevede che non possa partecipare al giudizio dibattimentale il giudice per le indagini preliminari che abbia applicato una misura cautelare personale nei confronti dell'imputato (C. cost. 15 settembre 1995, n. 432);

- non prevede l'incompatibilità alla funzione di giudizio del giudice che come componente del Tribunale del riesame (art. 309 c.p.p.) si sia pronunciato sull'ordinanza che dispone una misura cautelare personale nei confronti dell'indagato o dell'imputato; nonche` nella parte in cui non prevede l'incompatibilità alla funzione di giudizio del giudice che come componente del Tribunale dell'appello avverso l'ordinanza che provvede in ordine ad una misura cautelare personale nei confronti dell'indagato o dell'imputato (art. 310 c.p.p.) si sia pronunciato su aspetti non esclusivamente formali dell'ordinanza anzidetta (C. cost. 24 aprile 1996, n. 131);

- non prevede che non possa partecipare al giudizio abbreviato e disporre l'applicazione della pena su richiesta delle parti il giudice per le indagini preliminari che abbia disposto una misura cautelare personale (C. cost. 20 maggio 1996, n. 151);

- non prevede che non possa partecipare al giudizio abbreviato e disporre l'applicazione della pena su richiesta delle parti il giudice per le indagini preliminari che abbia disposto la modifica, la sostituzione o la revoca di una misura cautelare personale ovvero che abbia rigettato una richiesta di applicazione, modifica, sostituzione o revoca di una misura cautelare personale (Corte cost. 20 maggio 1996, n. 151);

- non prevede che non possa partecipare al giudizio dibattimentale il giudice per le indagini preliminari che abbia disposto la modifica, la sostituzione o la revoca di una misura cautelare personale ovvero che abbia rigettato una richiesta di applicazione, modifica, sostituzione o revoca di una misura cautelare personale (Corte cost. 20 maggio 1996, n. 151);

- non prevede che non possa disporre l'applicazione della pena su richiesta delle parti il giudice che, come componente del tribunale del riesame, si sia pronunciato sull'ordinanza che dispone una misura cautelare personale nei confronti dell'indagato o dell'imputato nonché il giudice che, come componente del tribunale dell'appello avverso l'ordinanza che provvede -in ordine a una misura cautelare personale nei confronti dell'indagato o dell'imputato, si sia pronunciato su aspetti non esclusivamente formali dell'ordinanza anzidetta (Corte cost. 20 maggio 1996, n. 151);

- non prevede che non possa partecipare al giudizio nei confronti di un imputato il giudice che abbia pronunciato o concorso a pronunciare una precedente sentenza nei confronti di altri soggetti, nella quale la posizione di quello stesso imputato in ordine alla sua responsabilità penale sia stata già comunque valutata. (C. cost. 2 novembre 1996, n. 371);

- non prevede che non possa pronunciarsi sulla richiesta di emissione del decreto penale di condanna il GIP che abbia emesso l'ordinanza di cui agli articoli 409, comma 5, e 554, comma 2, cpp. (C. cost. 21 novembre 1997, n. 346).

(3) Il presente comma è stato aggiunto dall'art. 11, L. 16.12.1999, n. 479 (G.U. 18.12.1999, n. 296).

(4) Il presente comma è stato aggiunto dall'art. 1, L. 05.06.2000, n. 144 (G.U. 07.06.2000 n. 131), entrata in vigore l' 8 giugno 2000.

(5) E' costituzionalmente illegittimo l'art. 34, comma 1, c.p.p. nella parte in cui non prevede l'incompatibilità alla funzione di giudice dell'udienza preliminare del giudice che abbia pronunciato o concorso a pronunciare sentenza, poi annullata, nei confronti del medesimo imputato e per lo stesso fatto (C. cost. 06.07.2001, n. 224).

(6) La presente lettera è stata così modificata dall'art. 2, L. 08.04.2004, n. 95, con decorrenza dal 15.04.2004. Si riporta di seguito il testo previgente:

"b) i provvedimenti relativi ai permessi di colloquio, alla corrispondenza telefonica e al visto di controllo sulla corrispondenza, previsti dall' articolo 18 della legge 26 luglio 1975, n. 354;".

(7) E' costituzionalmente illegittimo l'art. 34, comma 2, del codice di procedura penale, nella parte in cui non prevede l'incompatibilità alla trattazione dell'udienza preliminare del giudice che abbia ordinato, all'esito di precedente dibattimento, riguardante il medesimo fatto storico a carico del medesimo imputato, la trasmissione degli atti al pubblico ministero, a norma dell'art. 521, comma 2, del codice di procedura penale (C. Cost. 05.12.2008, n. 400).

(8) Sono costituzionalmente illegittimi gli articoli 34, comma 1, e 623, comma 1, lettera a), del codice di procedura penale:

1) nella parte in cui non prevedono che non possa partecipare al giudizio di rinvio dopo l’annullamento il giudice che ha pronunciato o concorso a pronunciare ordinanza di accoglimento o rigetto della richiesta di applicazione in sede esecutiva della disciplina del reato continuato, ai sensi dell’art. 671 del medesimo codice (C. cost. 09.07.2013, n. 183);

2) in applicazione dell’articolo 27 della legge 11 marzo 1953, n. 87, nella parte in cui non prevedono che non possa partecipare al giudizio di rinvio dopo l’annullamento il giudice che ha pronunciato o concorso a pronunciare ordinanza di accoglimento o rigetto della richiesta di applicazione in sede esecutiva della disciplina del concorso formale, ai sensi dell’art. 671 dello stesso codice (C. cost. 09.07.2013, n. 183).